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A partire da oggi, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti aperto ufficialmente la fase di consultazione pubblica su un documento che punta a riscrivere organicamente l'intero impianto normativo che regola la circolazione nel nostro Paese.
Il testo, già illustrato alle associazioni di categoria lo scorso 21 luglio, rimarrà aperto alle osservazioni fino al 13 settembre. L'obiettivo del dicastero guidato da Matteo Salvini è chiaro: approdare a una nuova legge delega da portare in Parlamento già in autunno. Si tratta, tuttavia, di una tabella di marcia decisamente ottimistica, soprattutto se si considerano l'imminente tornata elettorale e i tempi storicamente lunghi richiesti dall'iter legislativo italiano per materie così complesse.
Non si tratterà di un semplice "tagliando" al testo attuale, ma di una riscrittura profonda. La bozza propone una struttura inedita e snella, articolata in otto grandi titoli che spaziano dai principi generali all'autotrasporto. La vera novità strutturale risiede nella divisione delle competenze: la legge delega si limiterà a dettare i principi essenziali, demandando tutti gli aspetti puramente tecnici alle disposizioni attuative, semplificando così la consultazione e l'interpretazione delle norme.
Tra i capitoli più dibattuti del documento c'è sicuramente quello dedicato ai mezzi pesanti. La carenza cronica di autisti professionisti ha spinto il legislatore a proporre misure del tutto inedite. La prima riguarda l'abbassamento dell'età minima per conseguire la patente C1, che passerebbe a 17 anni, anticipando di un anno anche l'ottenimento della Carta di qualificazione del conducente (CQC). Secondo il MIT, questa mossa servirerebbe ad anticipare il futuro percorso di adeguamento alle direttive europee.
Ancora più audace è la seconda proposta: introdurre la possibilità di mettersi alla guida in Italia con la sola patente C, sprovvisti temporaneamente di CQC, a patto che il conducente sia formalmente iscritto a un corso di qualificazione iniziale e ne completi il percorso entro dodici mesi. L'obiettivo dichiarato è quello di sbloccare il mercato del lavoro, favorendo l'ingresso immediato di conducenti stranieri extra-UE che arrivano nel nostro Paese privi della qualificazione professionale. Va però sottolineato che questa misura, allo stato attuale, rischia di scontrarsi con le istituzioni comunitarie, non trovando alcun riscontro nella vigente normativa europea.
Un altro pilastro fondamentale della riforma è la transizione digitale, destinata a cambiare radicalmente le abitudini degli automobilisti italiani. Se il testo dovesse passare, non sarà più necessario avere con sé la patente di guida e la carta di circolazione in formato fisico. Tutti i dati sensibili e i documenti saranno resi accessibili in tempo reale attraverso le banche dati digitali.
Anche i controlli su strada diventeranno "smart": le forze dell'ordine potranno redigere i verbali direttamente in formato elettronico e le notifiche delle contravvenzioni avverranno prioritariamente attraverso la piattaforma SEND. Inoltre, le sanzioni accessorie verranno annotate in modo automatico negli archivi informatici, abbattendo la burocrazia e rafforzando il contrasto alle frodi documentali.
Il nuovo Codice promette infine di fare ordine nella giungla delle sanzioni, dando maggiore risalto ai principi di prudenza e responsabilità alla guida. I comportamenti vietati verranno finalmente raggruppati per categorie omogenee, separando in modo netto le regole valide per tutti da quelle specifiche per categorie particolari, come gli autotrasportatori o gli utenti vulnerabili della strada.
Sul fronte punitivo, la semplificazione sarà drastica. Le attuali 82 fasce sanzionatorie verranno accorpate e ridotte a circa 21. Sanzioni principali, pene accessorie e decurtazione dei punti patente confluiranno in un'unica tabella di facile consultazione. Le multe non saranno più fisse, ma verranno riparametrate in base alla gravità dell'infrazione e al suo reale impatto statistico sull'incidentalità stradale. Gli importi, inoltre, potranno variare in modo dinamico in base a circostanze oggettive, colpendo più duramente chi commette infrazioni alla guida di un mezzo pesante o chi si trova ancora nello status di neopatentato.