Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Una sentenza destinata a far discutere il mondo dell'autotrasporto e delle sanzioni stradali. Il Giudice di Pace di Brindisi ha infatti annullato un verbale elevato dalla Polizia Stradale nei confronti di un camionista, stabilendo che il cronotachigrafo non può essere utilizzato come strumento per contestare automaticamente il superamento dei limiti di velocità. La decisione, emessa il 15 giugno 2026, richiama il principio della prevalenza della normativa europea su quella nazionale e potrebbe rappresentare un importante precedente per migliaia di operatori del trasporto merci.
La vicenda nasce da un controllo effettuato nel settembre 2025 lungo la strada statale Brindisi-Bari, nei pressi di Fasano. Un autotrasportatore leccese era stato sanzionato per eccesso di velocità sulla base dei dati registrati dal cronotachigrafo digitale installato sul mezzo pesante. Il conducente ha però impugnato il verbale sostenendo che il dispositivo, secondo la disciplina europea, non nasce per accertare violazioni dei limiti di velocità, bensì per monitorare tempi di guida, pause obbligatorie e periodi di riposo degli autisti. Il giudice ha accolto integralmente il ricorso, ritenendo che esista un contrasto tra l'utilizzo previsto dalle norme comunitarie e la prassi adottata in alcuni casi sul territorio nazionale. Di conseguenza, la norma interna è stata disapplicata a favore di quella europea, portando all'annullamento della sanzione.
Negli ultimi anni diversi giudici di pace italiani si sono pronunciati in modo analogo, sostenendo che i dati estratti dal tachigrafo non possano costituire prova sufficiente per contestare un'infrazione per eccesso di velocità. Anche la Commissione Europea e la giurisprudenza comunitaria hanno più volte evidenziato come il tachigrafo sia stato concepito principalmente per garantire il rispetto delle regole sociali nel trasporto su strada, tutelando sicurezza, condizioni di lavoro e tempi di riposo dei conducenti. Secondo gli esperti del settore, il pronunciamento di Brindisi potrebbe ora incentivare nuovi ricorsi da parte di aziende e autisti che abbiano ricevuto sanzioni analoghe. Resta comunque da capire se la questione arriverà a livelli superiori della giustizia, con eventuali pronunce capaci di uniformare definitivamente l'interpretazione della normativa. Per il comparto dell'autotrasporto si tratta di un tema particolarmente rilevante, perché coinvolge direttamente il rapporto tra controlli elettronici, diritto di difesa e corretta applicazione delle norme europee sulla circolazione dei mezzi pesanti.