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Quasi 500mila veicoli diesel Euro 5 rischiano di essere coinvolti dalle limitazioni alla circolazione previste in Lombardia dal 1° ottobre 2026. Il divieto non equivale a una radiazione delle auto interessate: riguarderà i Comuni compresi nella misura e si applicherà nei giorni e negli orari stabiliti. Per molti proprietari, tuttavia, l’impossibilità di utilizzare la vettura negli spostamenti abituali può trasformarsi nella necessità di sostituirla.
È su questo effetto indiretto che si concentra l’intervento di Federcarrozzieri. L’associazione delle autocarrozzerie italiane parla di un possibile “effetto tsunami” sul mercato automotive, dovuto alla crescita improvvisa della domanda di vetture ammesse alla circolazione. Secondo l’organizzazione, una parte rilevante dei mezzi coinvolti è stata immatricolata tra il 2011 e il 2015, prima del passaggio allo standard Euro 6, e non viene quindi percepita dai proprietari come completamente obsoleta.
La previsione di Federcarrozzieri è che numerosi automobilisti lombardi si orientino verso un’auto usata più recente, alimentando la domanda in un arco temporale ristretto. I modelli conformi alle regole, soprattutto quelli più accessibili e adatti alla guida urbana, potrebbero così diventare più difficili da trovare o essere proposti a prezzi superiori. L’intensità dell’effetto dipenderà dalla quantità di vetture disponibili, dalla distribuzione geografica dell’offerta e dalle decisioni effettive dei proprietari di diesel Euro 5.
L’associazione ipotizza rincari anche per le auto nuove presso i concessionari e, in questo caso, più che un aumento automatico dei listini ufficiali, stabiliti generalmente su scala nazionale, una domanda locale più forte può tradursi in minori sconti, tempi di attesa più lunghi o minore disponibilità delle versioni economicamente più convenienti. Il mercato arriva inoltre da anni segnati dall’aumento dei costi industriali ed energetici, che ha già ridotto la distanza di prezzo tra molte auto usate recenti e i modelli nuovi.
Il presidente di Federcarrozzieri, Davide Galli, chiede alla Regione Lombardia di rafforzare incentivi e sussidi destinati a chi sostituisce un veicolo soggetto alle restrizioni con un’auto a minore impatto ambientale. Secondo Galli, senza un sostegno adeguato molte famiglie si troveranno davanti a una scelta economicamente pesante: acquistare un’altra vettura oppure rinunciare all’impiego quotidiano di quella posseduta. L’associazione evoca anche il rischio di contenziosi legali contro l’amministrazione.
Le limitazioni ai diesel più anziani rispondono all’esigenza di ridurre le emissioni locali nelle aree maggiormente esposte all’inquinamento, ma accelerano il ricambio del parco circolante attraverso un vincolo d’uso. È qui che la misura incontra il mercato: chi dispone di un budget limitato tende a cercare un altro usato, spostando la pressione sui veicoli Euro 6, full hybrid, mild hybrid o sulle auto termiche più recenti. Gli incentivi possono attenuare l’impatto, ma la loro efficacia dipende dall’entità del contributo, dai requisiti di accesso e dalla presenza di modelli realmente acquistabili dalle famiglie coinvolte.