F1. Ecco perché la Ferrari a Montecarlo ha le carte giuste per fare la differenza in qualifica con Hamilton e Leclerc

F1. Ecco perché la Ferrari a Montecarlo ha le carte giuste per fare la differenza in qualifica con Hamilton e Leclerc
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Lewis Hamilton e Charles Leclerc si candidano alla pole position del Gran Premio di Montecarlo 2026 di Formula 1: ecco perché possono fare la differenza in qualifica
5 giugno 2026

Lewis Hamilton e Charles Leclerc sembrano pronti a prendersi la scena nelle qualifiche del Gran Premio di Montecarlo 2026 di Formula 1. Nel venerdì di libere nelle tortuose stradine del principato, i due piloti del Cavallino rampante hanno mostrato le qualità della Ferrari SF-26 che i rivali temevano sin dalla vigilia. Su una pista su cui il motore conta poco, la deficitaria power unit progettata a Maranello non è l’handicap che abbiamo visto su altre piste. E così a Monaco possono emergere le doti telaistiche e aerodinamiche del progetto.

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La buona trazione della SF-26 è un’ottima alleata su un circuito che non solo premia lo spunto del pilota, ma anche la fiducia nel mezzo. Il crono bruciante a Monaco si costruisce giro per giro, andando ad avvicinarsi sempre di più ai limiti fisici della pista. Bisogna muoversi sapientemente sul filo sottile che separa l’impresa dall’errore. E Leclerc già oggi è apparso piuttosto aggressivo nell’affrontare le stradine che lo hanno visto crescere. Ma il più convincente del duo Ferrari resta Lewis Hamilton.

Leclerc nell’arco di un paio di settimane è passato da una delle piste che digerisce meno al tracciato su cui ha vissuto gioie e dolori, fino ad arrivare a quel trionfo carico di significato che colse nel 2024. Ma Hamilton, in questo momento, sembra avere una forma migliore, soprattutto dopo la decisione di rinunciare alla preparazione del simulatore per concentrarsi su un lavoro basato sui dati. È un approccio che pare pagare, e che gli sta consentendo di avere la fiducia nel mezzo che qui a Montecarlo è di grandissima importanza.

Non si può puntare alla pole position anche con una sola minima esitazione, su una pista che punisce severamente anche il minor errore. E nel venerdì di Montecarlo si è anche fatto vedere un vivace Max Verstappen, capace di installarsi nelle posizioni nobili della classifica sin dalle FP1. Verstappen è stato in grado di aprire un gap notevole nel confronto con il compagno di squadra, Isack Hadjar, sul cui venerdì ha pesato moltissimo lo schianto contro le barriere nelle FP1. È lui il potenziale avversario delle due Ferrari, in un contesto che sembra castrare la Mercedes.

Che la power unit Mercedes sia la migliore del lotto non è un mistero per nessuno. E le ramificazioni dell’efficacia della power unit, che vanno ben al di là del solo vantaggio in termini di potenza scompaiono al cospetto di una pista su cui la questione della gestione dell’energia risulta sostanzialmente irrilevante. Si tratta di un weekend di gara “vecchia scuola”, in cui i piloti non saranno castrati da esigenze strategiche e cervellotiche. Dei due piloti di casa Mercedes, oggi a stare davanti è stato George Russell. E la sensazione è che il duello rusticano con Kimi Antonelli sarà solo rimandato alla prossima settimana, visto che i sorpassi qui restano un miraggio.

La vera delusione della giornata, comunque, è una McLaren che risulta semplicemente lenta, anche se la MCL40 non sembra accusare delle evidenti difficoltà dagli on-board. A peggiorare la situazione lato Lando Norris ha pensato un problema elettrico che gli ha fatto saltare buona parte delle FP2. Non sorride nemmeno Oscar Piastri, che a caldo si è detto scettico sulla possibilità di risollevare il weekend. Tirare fuori il coniglio dal cilindro, in fondo, non è semplice. E Norris e Piastri rischiano di ritrovarsi ben lontani dai due uomini che si giocheranno la pole nelle qualifiche più entusiasmanti dell’anno.

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