F1, nessun alibi per Leclerc: l'errore a muro in qualifica a Barcellona è solo colpa sua

F1, nessun alibi per Leclerc: l'errore a muro in qualifica a Barcellona è solo colpa sua
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Charles Leclerc non ha alibi per l'errore commesso nelle qualifiche del Gran Premio di Barcellona-Catalunya 2026 di Formula 1. E ne è perfettamente consapevole. Lewis Hamilton, invece, ha risollevato in corsa il suo weekend con una Ferrari SF-26 che è la monoposto più efficace in curva
13 giugno 2026

Charles Leclerc, di nuovo Icaro involato, nelle qualifiche del Gran Premio di Barcellona-Catalunya 2026 di Formula 1 ha trovato il limite fisico della pista spingendosi troppo verso quello di una monoposto decisamente competitiva a Montmelò. Con lo sguardo vacuo, ha detto di vergognarsi di fronte a noi giornalisti presenti in pista dopo un errore da penna blu. Leclerc ha perso il posteriore della sua Ferrari SF-26, e all’atto di riprenderla ha operato sul pedale dell’acceleratore, finendo a muro in curva 4.

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Leclerc stava procedendo una decina di km/h più veloce rispetto al tentativo precedente nella curva incriminata. E una volta che la sua SF-26 si è imbizzarrita, ha disperatamente cercato di non perdere tempo accelerando di nuovo. È un errore di valutazione maiuscolo, in un momento in cui francamente non aveva bisogno di spingersi troppo in là. L’eccesso di aggressività, ormai lo sappiamo, si paga anche in termini di gestione dell’energia. Ma in questo caso rappresenta soprattutto una mancanza di lucidità, visto che Leclerc non aveva bisogno di strafare.

Per Leclerc si tratta dell’ennesimo sbaglio negli ultimi GP. Gli ultimi giri di Miami, la performance pessima in Canada, con un distacco abissale rimediato nei confronti di Lewis Hamilton, il doppio errore in qualifica e in gara a Monaco. E poi lo sbaglio di oggi, pesantissimo perché la prima fila era assolutamente ala portata della Ferrari, grazie al fattivo contributo di un generoso quanto azzeccato pacchetto di aggiornamenti. La SF-26 è apparsa estremamente efficace in curva, come hanno fatto notare diversi avversari della Rossa dopo le qualifiche.

Le potenzialità della Ferrari sono state espresse al meglio da Hamilton, che aveva cominciato il weekend di gara a Montmelò con il fiatone. Con un pacchetto di aggiornamenti così ampio sulla sua SF-26, il fatto di aver lasciato la vettura a Dino Beganovic nelle FP1 ha costituito un handicap non di poco conto. Hamilton non si è mai sentito a suo agio con la monoposto fino alle FP3, e la macchina è stata sostanzialmente ribaltata in tempo per le qualifiche. Lewis è sceso in pista alla cieca, ma ha mostrato tutta la sua classe aggrappandosi a una prima fila che attesta il suo ottimo stato di forma attuale.

Leclerc questa volta non può attribuire il suo errore a nessun fattore esterno, ed è il primo ad ammetterlo. Avrebbe potuto giocarsi la pole, e invece sarà costretto a una gara in rimonta con lo spettro del degrado delle gomme. Il passo gara della Ferrari SF-26 è apparso buono nelle simulazioni delle libere, ma ritrovarsi indietro implica stressare molto di più le gomme. E in una Barcellona infuocata, in cui rischio delle tre soste non è così remoto, cercare di risalire la china sarà un compito tutt’altro che semplice.

Lando Norris ha fatto una riflessione più che sensata alla media pen. Chi è costretto a spingere di più per le circostanze o perché il pacchetto è meno efficace e naturalmente meno veloce sarà più in difficoltà di chi invece potrà gestire grazie a un passo migliore. Norris si è installato in seconda fila con una vettura in grado di non surriscaldare eccessivamente gli pneumatici, ma per la gara sia per lui che per Oscar Piastri restano i dubbi sulla tenuta della MCL40. Ieri la McLaren ha rotto il coprifuoco per “irrobustire l’integrazione della power unit” sulle vetture di Norris e Piastri. A titolo precauzionale, certo. Ma che servano questi accorgimenti la dice lunga sulla situazione.

Così come Hamilton, anche Andrea Kimi Antonelli ha dovuto cedere il suo sedile nelle FP1, ritrovandosi con un programma condensato che gli ha complicato il weekend. Dopo una serie di fine settimana dominanti, a Barcellona non è mai riuscito a impensierire George Russell. L’approccio aggressivo di Antonelli alle curve nelle condizioni di basso grip del Circuit de Catalunya non ha pagato, e Kimi si è dovuto accontentare del terzo posto, alle spalle dell’uomo che ha sostituito in Mercedes.

Russell ha detto di essere tornato a un approccio basico in termini di set-up, spogliandosi da sofisticazioni che l’avevano portato fuori strada da Miami in avanti. Si è preso una pole position dal peso psicologico importante, in un momento in cui si ritrova terzo in classifica, dietro al pilota che scatterà con lui dalla prima fila. La strada verso la prima curva qui a Barcellona è lunga, e la partenza al palo non è decisiva. Leclerc, però, scatterà ben lontano dalla prima fila, relegato in Purgatorio per i suoi peccati.

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