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Il cronometro di Barcellona racconta solo una parte della qualifica di Oscar Piastri, fermo a un settimo tempo in griglia che non rende giustizia al potenziale della sua McLaren. Il distacco da George Russell si è dilatato proprio nel momento decisivo, complice un terzo settore ancora da decifrare, dove la MCL40 ha lasciato per strada decimi preziosi. L'australiano, tuttavia, non cerca scuse banali: "Non credo che le cose siano andate male, semplicemente gli altri sono stati un po' più competitivi ed è tutto incredibilmente serrato. Il distacco da Russell è un po' più grande rispetto a quello visto durante il resto del weekend".
Una zampata, quella della Mercedes, che non ha colto di sorpresa il box di Woking: "Abbiamo visto che quest'anno la Mercedes di solito si tiene un po' di margine in tasca durante le libere, quindi non è stata una grande sorpresa. C'era sicuramente del potenziale inespresso lì fuori, direi. Devo capire dove ho perso tempo nell'ultimo settore, perché il mio giro stava venendo su piuttosto bene. C'era dell'altro, ma in queste condizioni è un po' un'occasione sprecata".
La pista, però, rischia di passare in secondo piano di fronte alla clamorosa ammissione di colpa della Federazione circa la sbagliata penalità comminata a Monaco a Pierre Gasly. Il ribaltamento ha scatenato la reazione durissima del pilota McLaren, che non usa giri di parole per commentare il caos politico: "Sono rimasto letteralmente sbalordito da questa decisione. Com'è possibile ribaltare una decisione che alla fine era sbagliata, quando altre persone sono state penalizzate per la stessa identica cosa in una determinata gara? Come si può cambiare una singola penalità sapendo che probabilmente cinque o sei altre corse sono state influenzate da quella scelta? È sbalorditivo. Io ho ovviamente perso la posizione, ma posso solo immaginare come si senta George. Non potevo credere ai miei occhi".
Una situazione paradossale che rischia di creare un precedente pericolosissimo per la credibilità della Formula 1, trasformando i risultati della pista in verdetti provvisori da decidere nei tribunali della Federazione. "Ho perso la posizione a favore di Pierre perché mi era stato detto che ero penalizzato", spiega con amarezza Piastri. "Quindi tecnicamente dovrei essere in P3, ma poi tecnicamente anche George dovrebbe essere in P3, e l'intera faccenda ora è un disastro. È un bel pasticcio quello in cui si sono cacciati. Non so come faranno a uscirne, perché ora, con questo precedente, se non sconti la penalità, la porti in tribunale, aspetti probabilmente qualche giorno per decidere il risultato della gara, e poi da quel momento in poi rigiochi l'intera corsa. 'Perplesso' è la parola che userei. Prima si poteva dire che la sfortuna era ingiusta, ma era ingiusta per tutti e tutti venivano trattati allo stesso modo. Ora è tutto molto torbido. Ovviamente non credo che la gara verrà mai cancellata, ma sì, è una situazione assurda".
Domani, tuttavia, ci sarà da correre. E sulla distanza del Gran Premio di Barcellona, l'asfalto della Catalogna non concederà sconti né nascondigli a nessuno. "Dovremo aspettare e vedere. Sarà dura. Sentivamo di poterci avvicinare alla Mercedes sul giro singolo, o certamente di poterla sfidare per la prima fila. Ma sulla distanza di gara non hai davvero nessun posto dove nasconderti". La caccia alla rimonta passerà inevitabilmente dal passo e dalla gestione termica delle mescole, contro avversari che Piastri dimostra di rispettare profondamente: "Penso che le Mercedes saranno incredibilmente forti. Anche la Ferrari sembrava ottima; sono apparsi molto forti in tutte le curve, soffrendo solo sui rettilinei. Quindi sì, penso che sarà dura sorpassare anche loro, ma ci sono un sacco di cose che possono succedere".