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Lando Norris si appresta a vivere un fine settimana particolare in Messico, dove con ogni probabilità cederà lo scettro di campione del mondo ad Andrea Kimi Antonelli, a cui bastano appena due punti per chiudere i giochi iridati. Un passaggio di testimone che per il pilota inglese non rappresenta un dramma, ma piuttosto la logica conseguenza di una stagione di transizione tecnica e di enormi sacrifici fatti l'anno scorso per vincere il titolo.
Foto copertina: ANSA
Intervenuto ai nostri microfoni nel giovedì del media day dell'Autodromo Hermanos Rodríguez – saltato da Antonelli a causa di un'influenza –, Norris ha affrontato il tema della classifica con estrema lucidità: "Se guardo al campionato adesso, tra cinque anni non ci sarà nulla di cui andare fieri in termini di posizione. Quindi la posizione in sé non mi interessa, a meno che io non stia lottando per il mondiale. L'unica cosa che mi rende orgoglioso è come ho affrontato ogni singolo fine settimana, se senti di aver fatto del mio meglio".
Il britannico traccia un bilancio onesto della sua annata, impreziosita da due acuti importanti - in Ungheria e Olanda - ma penalizzata da un'instabilità di fondo della vettura: "Ho vissuto una stagione molto, molto buona, penso alle mie due vittorie e alla gara in Spagna. Solo che in Formula 1 troppe cose vengono giudicate unicamente in base al risultato finale, ed è sempre stato così. I risultati, però, non sempre riflettono il lavoro svolto; non puoi fare altro che continuare a spingere sodo e riprovarci l'anno prossimo".
Un aspetto chiave del fine settimana messicano è la gestione fisica - con Kimi e Bottas rimasti in hotel per motivi di salute - in un calendario così fitto. Norris ha svelato la sua meticolosa routine per prevenire problemi di salute: "Sono piuttosto semplice, evito i cibi particolari e mantengo una dieta di base con pasta e un po' di pollo ogni tanto. Qui non bevo acqua del rubinetto, mi lavo i denti con l'acqua in bottiglia, e lo stesso faccio in Brasile. Ci sono già passato in passato e non voglio ripeterci. Inoltre, il mio preparatore ha accesso ai miei dati di recupero: è un po' come un braccialetto elettronico per il sonno, la frequenza cardiaca e i trend di salute, che mi aiutano a capire quando ho bisogno di riposare".
Entrando nel merito tecnico della pista di Città del Messico, Lando non nasconde le difficoltà che la MCL40 potrebbe incontrare, legate soprattutto alla natura del tracciato: "Potrebbe essere una sfida durissima oppure fantastica, non lo so. Il nostro punto debole la scorsa settimana è stato il lento, tra curva 12 e 15, e qui ci sono tantissime curve a bassa velocità. Avremo meno grip e meno carico, quindi sulla carta nulla dovrebbe favorirci. Ma in passato abbiamo fatto buone gare qui. Il problema è che la nostra macchina non ama essere guidata in modo dolce e pulito come facevo l'anno scorso, che è stata probabilmente la mia miglior gara della stagione. Quest'anno la monoposto richiede un adattamento continuo, curva dopo curva, asfalto dopo asfalto. È mentalmente estenuante e frustrante, ma quando riesci a mettere tutto insieme esce fuori un grande potenziale".
Inevitabile una riflessione complessiva sulla traiettoria della squadra: "Non definirei assolutamente quest'anno un fallimento, sarebbe la mentalità completamente sbagliata. L'anno scorso abbiamo dovuto lavorare così tanto per vincere il mondiale che sapevamo di dover pagare un prezzo, soprattutto con l'arrivo del più grande cambiamento regolamentare di sempre. Sapevamo di non poter mollare lo sviluppo perché avevamo un mondiale costruttori e piloti da vincere. Sono più che felice del sacrificio che abbiamo fatto".
Norris ha poi aggiunto: "Ciò che ha reso le cose più dure è stato l'inizio difficile, essendo anche team cliente Mercedes. Ma il fatto di essere riusciti a vincere gare e a cogliere successi importanti da dove eravamo partiti è già un traguardo enorme. Ovviamente fa male vedere che altre squadre hanno portato grandi aggiornamenti migliorando più di noi negli ultimi mesi, ma difendere il titolo con la preparazione ridotta che avevamo era quasi impossibile. La vera chiave quest'anno è stata capire la vettura per costruire la difesa del titolo della prossima stagione".