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Stessi dubbi, stessi limiti, stessa sensazione di dover spingere oltre ogni limite per stare al passo dei primi. Il venerdì di prove libere del Gran Premio degli Stati Uniti al Circuit of the Americas non ha regimato le aspettative della McLaren. Nonostante gli aggiornamenti portati in pista ad Austin sulla MCL40, la vettura di Woking sembra non aver ancora trovato la chiave di lettura corretta per girare con la fluidità e la consistenza necessarie sugli avvallamenti e sui curvoni veloci del tracciato texano.
Analizzando la giornata di lavoro e il pacchetto di novità introdotto dal team, Lando Norris non ha cercato scuse: “È stata semplicemente difficile, davvero difficile. Penso che il passo in sé non sia male, ma sembra che siamo un passo indietro rispetto a Red Bull e Ferrari, e probabilmente anche rispetto alla Mercedes. Rispetto a loro siamo un po’ staccati”.
Il problema principale della vettura, tuttavia, non risiede puramente nella velocità pura sui singoli passaggi, quanto nella finestra d'utilizzo e nella costanza di rendimento, un limite atavico che pare ripresentarsi anche con le ultime modifiche: “La macchina è davvero molto difficile da guidare, ma come lo è da parecchio tempo a questa parte. È fin troppo complicato essere consistenti e trovare una bella sensazione con continuità. Il ritmo c'è, ma è estremamente difficile da tirare fuori”.
Incalzato sulla guidabilità e su quanto questo fattore stia limitando le sue prestazioni al COTA, l'inglese ha tenuto a precisare il punto critico della MCL40: “Non si tratta solo di guidabilità in sé, per così dire. Per fare in modo che la macchina sia veloce siamo costretti a un passo indietro. Per farla andare forte dobbiamo sforzarci così tanto da essere perfetti, e la perfezione non esiste. Sono sicuro che tutti abbiano problemi simili in un certo senso, ma noi semplicemente non siamo ancora abbastanza veloci da poter avere quel rendimento costante con facilità”.