"Piccoli progressi, non è la rivoluzione di cui ho sentito parlare": Leclerc frena dopo l'ultimo pacchetto di aggiornamenti della Ferrari ad Austin

'Piccoli progressi, non è la rivoluzione di cui ho sentito parlare': Leclerc frena dopo l'ultimo pacchetto di aggiornamenti della Ferrari ad Austin
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Charles Leclerc porta la Ferrari SF-26 al comando nel venerdì di prove libere del GP degli Stati Uniti. Promosso il nuovo pacchetto di aggiornamenti al fondo e alle pance, ma il monegasco mantiene la cautela in vista delle qualifiche a COTA
24 ottobre 2026

Ad Austin la SF-26 si veste del suo abito più evoluto, e Charles Leclerc risponde sul campo nel miglior modo possibile, siglando il miglior tempo del venerdì al Circuit of the Americas. Un primato che regala un sorriso, ma che al contempo non deve trarre in inganno. Tra le pieghe del tracciato texano, la Rossa ha portato in pista un pacchetto di aggiornamenti profondo e capillare, pensato per rifinire la monoposto e regalarle quell'ultimo guizzo fondamentale per il finale di stagione.

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L’intervento dei tecnici di Maranello ha toccato tre macro-aree nevralgiche della SF-26. La voce principale del capitolo novità riguarda il fondo: è stata introdotta un’inedita disposizione dei rinforzi, il bordo d’attacco anteriore è stato completamente ridisegnato e c'è stato un evidente rimodellamento degli elementi verticali interni e di quelli orizzontali superiori. L’obiettivo è generare più carico aerodinamico sia all’anteriore sia al posteriore, aumentando l'energia e la stabilità dei flussi indirizzati verso il retrotreno.

Il lavoro si è spinto fino alla carrozzeria, toccando le prese d’aria delle pance e la zona Coca-Cola: qui fa il suo esordio un volume inferiore aggiuntivo per l’air scoop, accompagnato da uno scavo (undercut) e volumi posteriori integrali e rivisti. A chiudere il cerchio è il diffusore, ottimizzato nelle geometrie, nel volume, nel profilo di espansione e nel carico dei fences verticali con appendici esterne aggiornate sul bordo d'uscita. Beneficiando di un flusso in ingresso più pulito ed energetico, l'espansione del fondo lavora in modo decisamente più efficiente, con lo scopo dichiarato di guadagnare punti di carico locale senza snaturare l'ottima base telaistica mostrata finora dalla SF-26.

Nella prima sessione di prove libere, la Scuderia Ferrari ha svolto un lavoro comparativo: il monegasco è sceso in pista montando subito tutte le evoluzioni, mentre Lewis Hamilton ha potuto saggiare il nuovo pacchetto solo a partire dalla FP2. Ma com'è andata davvero in pista? Charles, al termine delle FP2, smorza subito i facili entusiasmi con la concretezza che lo contraddistingue, analizzando senza filtri le reali sensazioni restituite dal volante: "Le sensazioni sono buone, davvero buone. Ma, come dicevo già ieri, non si tratta affatto del guadagno di cui ho sentito parlare in giro. Sono piccoli progressi, anche se è positivo che si riescano comunque a riscontrare sulla vettura. Non si avverte una differenza gigantesca, ma è indubbiamente un piccolo passo in avanti. Credo soprattutto che siamo riusciti a cominciare il fine settimana con il piede giusto, trovando subito un buon bilanciamento: è questa la cosa più importante e degna di nota di questo venerdì”.

Nonostante la prima posizione della tabella dei tempi, il monegasco guarda alla qualifica di domani con estrema cautela. Con i distacchi ridotti ai millesimi sul tracciato texano, il potenziale di crescita degli avversari rappresenta il vero incognita: "Se spero di confermare questo slancio in qualifica? Lo spero davvero, ma sono convinto che gli altri inizieranno a spingere e a spremere di più le loro vetture al sabato, come fanno sempre. Sarà durissima, perché la mia è stata una giornata estremamente pulita. C'è ancora del margine di prestazione dentro la macchina, un pochino, ma di solito gli altri tendono a compiere un balzo in avanti più marcato del nostro tra il venerdì e il sabato. Visto quanto sono risicati i distacchi, domani non sarà affatto facile”.

A rendere il venerdì di Austin un rebus non hanno pensato solo alle evoluzioni tecniche, ma anche le insidie del tracciato. A partire dai track limits, un tema caldissimo che ha visto diversi piloti rischiare e finire oltre le righe bianche: "Ho fatto tre o quattro sbavature con i limiti di pista durante la FP2, non nei giri veloci ma durante i long run. Sarà sicuramente un tema di discussione importante nel briefing dei piloti. Il problema non è la visibilità delle linee, ma il vento: soffiava in una direzione tale che, nelle curve in cui i track limits sono più critici, tendeva a spingerci fuori. In quelle condizioni basta un piccolissimo bloccaggio per perdere la traiettoria ed è impossibile restare all'interno del tracciato. Il vento ha reso la pista davvero severa e spietata”.

L'altro grande spauracchio di Austin rimane l'asfalto e i suoi famigerati avvallamenti, che continuano a mettere a dura prova le schiene dei piloti e l'assetto delle monoposto a effetto suolo: "Le condizioni della pista sotto questo aspetto sono davvero critiche. Il primo settore, in particolare, è messo molto male ed è davvero pieno di avvallamenti”.

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