"Un livello basso? Mai vista così tanta qualità": Sainz risponde ad Alonso prima del GP del Messico

'Un livello basso? Mai vista così tanta qualità': Sainz risponde ad Alonso prima del GP del Messico
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Carlos Sainz analizza la sfida del GP del Messico tra gestione del turbo lag e altitudine, ma non le manda a dire: la risposta piccata alle critiche di Alonso sul livello del fondo griglia e la frustrazione per le retrovie.
29 ottobre 2026

Il weekend dell'Autodromo Hermanos Rodríguez si apre con il consueto enigma dell'altitudine, ma alla vigilia del Gran Premio del Messico le parole di Carlos Sainz vanno ben oltre la tecnica pura. Tra la gestione delle Power Unit ad alta quota, la difesa della griglia dalle critiche pungenti di Fernando Alonso, l'eredità lasciata dal periodo in Ferrari e il percorso di crescita in Williams, lo spagnolo traccia un bilancio lucido e privo di retorica sulla Formula 1 attuale.

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L'aria rarefatta della capitale messicana rappresenta da sempre un banco di prova unico per ingegneri e piloti. Quest'anno,la sfida tecnica passa attraverso dinamiche inedite legate al comportamento delle unità motrici. "Parlando dell'altitudine e dei suoi effetti qui in Messico, è sempre lo stesso discorso ogni anno: si gira con il minimo carico aerodinamico. Ma con i nuovi motori la situazione cambia un po'. Da quello che ci è stato detto, e per quanto riguarda i regimi di rotazione, avremo una grande erogazione di energia a causa delle numerose staccate, rendendo il comportamento di queste power unit piuttosto simile a quello di Monaco. Ovviamente l'aspetto chiave sarà gestire i flussi di sovralimentazione del turbo, le temperature e il turbo lag, che con queste unità è sempre difficile da controllare. Detto questo, dal punto di vista dell'erogazione pura, se tutto funziona a dovere dovrebbe essere un fine settimana normale, anche se sul turbo lag dall'abitacolo si può fare ben poco, o comunque entro limiti ben precisi".

Al centro della conferenza stampa sono finite le recenti esternazioni di Fernando Alonso, che aveva sollevato dubbi sul livello di attenzione e qualità dei piloti nelle retrovie, chiamando in causa direttamente Alex Albon. Sainz ha respinto con decisione la lettura del connazionale, analizzando la complessità del duellare nella pancia del gruppo. "Nutro una grandissima stima per Alex: è un pilota con cui adoro gareggiare e con cui non ci sono mai stati problemi o mancanze di rispetto. Mi diverto a duellare anche con Fernando. Fino a quest'anno non mi ero mai trovato nell'ultimo terzo della griglia; per tutta la mia vita, tra Toro Rosso, Renault e McLaren, ho sempre lottato per i punti e per la top ten. Mi ritrovo per la prima volta a lottare nella parte posteriore del gruppo di mezzo, e di certo non è una situazione piacevole. Non è tanto questione della qualità delle gare in sé, quanto del fatto che ti trovi a duellare con piloti che non hanno davvero nulla da perdere: il massimo risultato a cui puoi ambire è un ventesimo posto. Questo genera incidenti o dinamiche che davanti non vedresti mai, semplicemente perché nelle prime posizioni la posta in gioco è infinitamente più alta".

Sainz ha poi sottolineato come il potenziale umano presente nella seconda metà dello schieramento sia paragonabile a quello dei top team. "A mio parere, nessuno di noi che si trova in fondo alla griglia merita di occupare quelle posizioni. Abbiamo tutti il talento per lottare per podi, top 5 e vittorie, penso a Fernando, ad Alex, al sottoscritto e anche a piloti come Checo o Valtteri, che avete visto lottare davanti senza commettere gli errori o subire gli incidenti tipici delle retrovie. In fondo alla griglia c'è molta più aria sporca, un effetto fisarmonica accentuato e situazioni in cui ci si trova in tre o quattro affiancati in curva, alzando vertiginosamente le probabilità di contatto rispetto alla testa della corsa, dove dopo curva 1 sono tutti in fila indiana. Nessuno di noi vuole essere lì né tantomeno si diverte; la frustrazione è comune a tutti perché vorremmo essere in alto".

Ribattendo con fermezza al giudizio sul talento generale del Paddock, lo spagnolo fotografa la griglia attuale come una delle più competitive di sempre. "Quanto alle dichiarazioni di Fernando, secondo cui il livello generale dei piloti sarebbe basso, non sono sorpreso che sia così severo? Sono in Formula 1 da 12 anni e questo è, senza dubbio, l'anno con il livello di talento più alto in assoluto. Non riesco a pensare a un solo pilota che non sia all'altezza della Formula 1, e anche i rookie arrivati negli ultimi anni sono ottimi. Tutti commettiamo errori, li facevo io da giovane e li faccio ancora oggi, come avete visto quest'anno, ma preferisco pensare che l'alta concentrazione di incidenti nelle retrovie sia puramente circostanziale e non dipenda dalla qualità della griglia. Forse nel caso di Fernando c'è anche la frustrazione personale di pensare di non meritare quella posizione, ma io posso parlare solo per me: è estremamente frustrante pensare che due anni fa vincevo qui in Messico e questo fine settimana scatterò probabilmente 17°, pur essendo lo stesso pilota di allora, se non addirittura migliore".

In merito alle recenti decisioni del mondo dei motori, tra cui la trasferta imminente della MotoGP in Qatar e l'effetto sulle scelte della F1, il pilota madrileno predica fiducia nelle istituzioni coordinatrici. "Sulla decisione della MotoGP di correre in Qatar a breve, credo che se realtà come Liberty Media, Dorna e la FIA hanno dato il via libera, significhi che sono al 100% certe della sicurezza. Hanno molte più informazioni di noi e dobbiamo semplicemente fidarci del loro giudizio".

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