F1. Ferrari illude o fa sul serio? Leclerc vola ad Austin, ma il vero esame deve ancora arrivare

F1. Ferrari illude o fa sul serio? Leclerc vola ad Austin, ma il vero esame deve ancora arrivare
Pubblicità
La Ferrari comincia con il piede giusto il weekend del Gran Premio degli Stati Uniti 2026 di Formula 1. Charles Leclerc detta il passo ad Austin grazie a una SF-26 aggiornata e subito ben bilanciata. Ma resta un'incognita: la Rossa saprà progredire quanto le rivali tra venerdì e sabato?
24 ottobre 2026

Giunto al primo match point mondiale di una stagione in cui è stato straripante, Andrea Kimi Antonelli ha dimostrato di poter dire la sua con una Mercedes W17 che rimane tutt’altro che di facile interpretazione. Antonelli ha concluso la giornata di prove libere del Gran Premio degli Stati Uniti 2026 di Formula 1 a pochi millesimi da Charles Leclerc, a sua volta in pista con una monoposto aggiornata, ma non rivoluzionata come la W17. Ad Austin sia Antonelli che George Russell adottano la configurazione portata al debutto a Sepang, con risultati diversi.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Russell ha accusato un ritardo di sette decimi rispetto al compagno di squadra, che già a Singapore aveva dimostrato di saper in qualche modo prendere una monoposto la cui finestra di utilizzo è diventata molto più ridotta con l’aggiornamento. È un paradosso cui in F1 abbiamo assistito più volte negli ultimi anni. Monoposto dal picco prestazionale elevatissimo secondo i calcoli della simulazione non riescono mai a esprimere il loro massimo potenziale, perché diventano semplicemente troppo difficili da guidare.

I punti di carico in più servono a ben poco se la deportanza diventa instabile, se la vettura comincia a fare i capricci. Questo è vero anche in casa McLaren, visto che la MCL40 paga ancora una guidabilità tutt’altro che ottimale anche con l’ultimo pacchetto di aggiornamenti, portato al debutto proprio ad Austin. È vero che quando si introduce un nuovo upgrade potrebbe dover servire più tempo per lavorare al bilanciamento. Ma questo tallone d’Achille la scuderia di Woking se lo porta dietro da tempo.

Sul lungo dritto del secondo settore, poi, il drag della MCL40 si fa inevitabilmente sentire, riportando a galla quella mancanza di velocità di punta che non è imputabile alla power unit Mercedes. Ma il grosso del distacco la McLaren lo accusa nel terzo settore, nel momento in cui le gomme finiscono per surriscaldarsi e uscire dalla finestra di utilizzo ideale. Sempre sul fronte della guidabilità, non si sorride nemmeno in casa Red Bull, con problemi allo sterzo per Max Verstappen nelle FP1 e una serie di lamentele da parte di Isack Hadjar sia per il comportamento della vettura nelle curve lente che per il degrado all’anteriore nei cambi di direzione ad alta velocità.

Non è strano vedere una Red Bull con un bilanciamento fuori posto al venerdì. È il retaggio dei problemi di correlazione che affliggono il team da tempo. Spesso servono delle correzioni non da poco tra venerdì e sabato. Ed è in questo che spera un Verstappen reduce da due vittorie consecutive. Ha fatto bene i compiti a casa, invece, la Ferrari. Arrivata in pista ad Austin con un pacchetto di aggiornamenti che è la prosecuzione di quello adottato sulla SF-26 a Madrid, con modifiche al fondo, alle pance e al diffusore.

Arrivare in pista con un buon set-up di partenza è ciò che ha consentito a Charles Leclerc di mettersi nelle condizioni per poter strappare il miglior tempo di giornata. Ma è lo stesso monegasco a frenare gli entusiasmi, ricordando che spesso la Rossa finisce per plafonare, senza progredire più di tanto da venerdì a sabato. L’intreccio del weekend di gara di Austin è ancora tutto da scrivere, così come lo è l’esito del primo match point di Kimi Antonelli, l’unico a saper prendere la W17 per il verso giusto.

Pubblicità