F1, Leclerc vola al comando nella FP2 del Messico ma è una Ferrari a due facce. Ansia Hamilton: "Fermato dai sensori"

F1, Leclerc vola al comando nella FP2 del Messico ma è una Ferrari a due facce. Ansia Hamilton: 'Fermato dai sensori'
Pubblicità
Charles Leclerc firma il miglior tempo nella seconda sessione di prove libere del GP del Messico davanti a Norris e Russell. Allarme in casa Ferrari per Lewis Hamilton, costretto a parcheggiare la sua SF-26 a bordo pista per una mancanza di potenza
31 ottobre 2026

L’incredibile scenario del Foro Sol dell’Autodromo dedicato ai fratelli Rodríguez si è acceso con il weekend che prende sempre più forma. Il venerdì entra infatti nel momento clou con la seconda sessione di prove libere, che si è conclusa, ancora una volta, con la Ferrari di Charles Leclerc a dettare il passo. Ma per la Ferrari è una FP2 a doppia faccia, a causa dei problemi occorsi sulla SF-26 di Lewis Hamilton, costretta a uno stop forzato per una mancanza di potenza del suo motore.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Per la Scuderia di Maranello, però, questo non è un chiaro campanello d’allarme. Come ci ha confermato la Ferrari, il sette volte campione del mondo è stato fermato in via precauzionale sulla base delle indicazioni che arrivavano dai sensori della macchina. Per avere maggiori informazioni in merito, la Ferrari attende che la vettura rientri ai box per comprendere quale sia stata l’entità del danno che ha costretto Hamilton ad accostare la sua SF-26 a bordo pista, in curva 3-4. Con altissime probabilità, però, Lewis era in azione con un motore diverso da quello che dovrebbe utilizzare per il proseguimento del weekend: il Cavallino Rampante preferisce infatti usare per le libere del venerdì una power unit del pool senza aggiornamento, quindi con l’ADUO 1 e un turbocompressore più piccolo rispetto a quello attuale.

Dunque, per la Ferrari tutto è ancora da decifrare, anche se in queste prime due sessioni di prove libere si è dimostrata la più veloce ed efficace. A favorire le prestazioni della SF-26, impreziosita dal pacchetto di aggiornamenti introdotto la scorsa settimana ad Austin, è il tratto lento e tortuoso del secondo e terzo settore. Le curve a media e bassa velocità sono infatti il fiore all’occhiello del progetto di Maranello, che eccelle per la qualità telaistica e aerodinamica, essenziale su una pista come quella del Messico. Bisognerà capire se riusciranno a ottimizzare il pacchetto in vista delle qualifiche, dove la Scuderia continua a faticare, plafonando le prestazioni nel momento decisivo della Q3. Per il momento, però, le speranze ci sono tutte, come confermato da Charles Leclerc che ha chiuso la FP2 in testa alla tabella dei tempi con un crono di 1:17.827, nonostante la gomma morbida spiattellata dopo un bloccaggio. Anche l’undicesimo tempo di Hamilton è promettente: il britannico si stava infatti migliorando nel primo settore — dove la Ferrari soffre per il lungo rettilineo di partenza — e nel secondo, salvo poi vanificare tutto nel terzo per il problema di potenza che ha portato allo stop precauzionale.

La McLaren sembra essere tornata a vita nelle mani di Lando Norris, che ha concluso a solo un decimo alle spalle del monegasco, brillando fin da subito con la mescola rossa che si è rivelata la più efficace. Da tenere sotto controllo è proprio il fattore gomme, con la pista ancora molto sporca e riasfaltata in numerosi tratti, cosa che rende il rebus ancora più complicato da risolvere per i tecnici. Allo stesso modo, per il team di Woking la MCL40 resta una scatola chiusa da aprire con il codice giusto. Dopo un periodo complicato seguito alle prodezze in Ungheria e Olanda, le prestazioni si erano plafonate, ma ora sembrano essersi riaccese in Messico. Il Messico è però anche un tratto a basso grip e sono riemerse le grandi difficoltà di Oscar Piastri, che soffre in queste condizioni, come confermato dal decimo tempo a circa cinque decimi di distacco dal compagno di squadra.

Terzo tempo per George Russell, che si trova alle spalle di Leclerc per un decimo e sei millesimi. Per il britannico questo sarà il weekend decisivo: se Andrea Kimi Antonelli, quarto a 2 decimi e 17 millesimi dal monegasco, dovesse conquistare due punti, per Russell arriverà il KO definitivo per il titolo, che verrebbe conquistato matematicamente dal bolognese, arrivato nel paddock ancora raffreddato. La Mercedes si è presentata in Messico con un ottimo bilanciamento, ma bisogna affinare le curve lente: la W17 appare molto rigida e scomposta, con saltellamenti che potrebbero rivelarsi critici in gara. Chi ne soffre ancora di più sono Max Verstappen e Isack Hadjar, con la RB22 che saltella costantemente, aggiungendosi ai problemi al motore in partenza. Concludono la top 10 Lindblad, Gasly, Lawson — che dovrà presentarsi dagli steward insieme a Max dopo un avvicendamento in pista con l’olandese — e Piastri, davanti ad Hamilton.

Dodicesimo un Fernando Alonso molto galvanizzato sulla pista messicana, dove sembra aver ritrovato la prestazione della sua Aston Martin, mentre Lance Stroll, ventesimo, ha sofferto un problema alla power unit. Tredicesimo Esteban Ocon, che precede Oliver Bearman, Nico Hülkenberg, Franco Colapinto, Carlos Sainz, Sergio Pérez, Alex Albon, Stroll, Valtteri Bottas e Sergio Pérez, l’eroe di casa che continua ad avere problemi di salute. Non ha preso parte alla sessione Gabriel Bortoleto per un sospetto problema tecnico che i meccanici dell'Audi stanno valutando in vista del sabato.

Pubblicità