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Città del Messico non fa sconti a nessuno, e il venerdì di prove libere del Gran Premio del Messico 2026 ha subito delineato i contorni di un fine settimana estremo. Tra l’altitudine che mette a dura prova power unit e raffreddamento, un asfalto giudicato quasi pericoloso prima di curva 1 e le consuete incognite sul degrado degli pneumatici, la Ferrari si trova a gestire un venerdì dai due volti. Da un lato la competitività mostrata da Charles Leclerc nei long un e nei passaggi sul giro secco; dall'altro il punto interrogativo legato allo stop che ha costretto Lewis Hamilton a parcheggiare la monoposto a bordo pista, un imprevisto su cui il muretto box dovrà fare luce in vista di un sabato che si annuncia incandescente.
Al termine delle libere all'Autodromo Hermanos Rodríguez, il Team Principal Frédéric Vasseur ha analizzato senza filtri la giornata vissuta dalla Rossa, mantenendo il consueto profilo basso ma evidenziando le enormi difficoltà tecniche che caratterizzano il tracciato messicano. La gestione del pacchetto tecnico a oltre duemila metri di altitudine rappresenta da sempre una delle variabili più complesse dell'intero mondiale di Formula 1. Vasseur ha voluto sottolineare quanto le condizioni al limite influenzino il lavoro di messa a punto di tutte le squadre: "Non devo essere fiducioso o meno. Dobbiamo lavorare, dobbiamo cercare di ottenere il meglio per domani. Le condizioni sono mega estreme, lo sapevamo già prima con l'altitudine. È una sfida per noi ma anche per gli altri. Significa che abbiamo molto lavoro da fare stasera ed l'asfalto è mega sconnesso, probabilmente un po' troppo prima di curva 1. È quasi pericoloso. Dovremo fare qualcosa stasera, ma nel complesso penso che sia stato un buon inizio di fine settimana, anche se c'è ancora una strada lunga da percorrere”.
Un’analisi che si estende anche al comportamento delle monoposto con i livelli di carico aerodinamico massimi imposti dalla rarefazione dell'aria, un vero e proprio banco di prova per la sensibilità dei piloti: "Sì, ma tutti miglioreranno, tutti affineranno il pacchetto con l'altitudine. È vero che è completamente estremo rispetto a quello che dobbiamo affrontare e il fatto che per i piloti sia una sfida presentarsi con questo livello di carico in Messico... Erano abituati ad avere l'ala più grande della stagione. Penso che il delta rispetto all'anno scorso sia molto più piccolo a Monza che a Monaco o in Messico, ed è una sfida ancora maggiore per loro”.
Mentre Charles Leclerc ha confermato un passo gara solido e una spiccata propensione a sfruttare il potenziale della monoposto nei tratti guidati, l'attenzione del box è inevitabilmente rivolta anche alla vettura gemella di Lewis Hamilton, fermatasi a bordo pista durante le sessioni odierne in via precauzionale dopo un allarme dei sensori. Interrogato sull'accaduto, Vasseur ha preferito mantenere la prudenza in attesa dei riscontri tecnici: "Non ancora, è un po' troppo presto perché devo fare la stampa prima del debrief, ma daremo un'occhiata stasera”.
Sul fronte della prestazione pura, il monegasco ha impressionato per incisività, spingendo al limite fin dalle prime fasi: "Il passo è andato bene dall'inizio sul long stint e sul giro secco. Charles stava forse spingendo al limite nel pomeriggio, ma ora è il momento giusto per farlo e nel posto giusto. Vediamo domani. Sappiamo che la qualifica è una sfida, ed è probabilmente ancora più una sfida in queste condizioni con il basso carico aerodinamico”. Un altro tema cruciale, come spesso accade a Città del Messico, riguarda la finestra di esercizio degli pneumatici e la capacità di preservarli nel corso dell'intero giro, evitando il degrado termico nell'insidioso terzo settore: "È sempre una sfida in Messico. Penso che sia stato l'anno scorso che tutti erano in pochi decimi fino a curva 10 e poi hai quattro decimi di differenza in due curve. Penso che sarà lo stesso domani”.