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Il Gran Premio di Singapore attende la Formula 1, ma sotto le luci del paddock di Marina Bay risuona ancora l'eco di quanto accaduto pochi giorni fa a Sepang. Un giovedì di vigilia spento solo dalle apparenze, perché dietro le quinte si correva contro il tempo per capire e risolvere il clamoroso cortocircuito elettronico che ha paralizzato la Malesia. Quando la pioggia battente e il temporale tropicale si sono abbattuti sulla pista, la gara è rimasta congelata per oltre mezz’ora dopo due surreali giri di formazione dietro la Safety Car. Il motivo? Un vero e proprio incubo software che ha mandato in tilt prima la Red Bull di Max Verstappen, poi la Ferrari di Lewis Hamilton, contagiando a catena tutti i propulsori di Maranello e di Audi.
Una situazione senza precedenti che ha spinto il Dipartimento Tecnico della Federazione a riavviare i sistemi e rilasciare d'urgenza una nuova configurazione per la Power Unit direttamente durante la sospensione. Come ci aveva spiegato a Sepang Nikolas Tombazis, responsabile Monoposto della FIA, in un incontro speciale con la stampa a cui eravamo presenti anche noi di Automoto.it, si è trattato dell'innesco improvviso di un'inedita combinazione di fattori: i bassi regimi del motore tenuti a passo d'uomo, le condizioni di scarsa aderenza, le mappature energetiche da bagnato e le peculiarità dei settori del tracciato malese. Quella miscela ha provocato un'involontaria quanto drastica caduta di potenza su molte monoposto, costringendo la FIA a rimuovere al volo il vincolo sul limite di energia nei tratti critici per permettere ai team di ripartire, congelando e ripristinando la griglia originaria delle qualifiche.
La Federazione ha promosso allora un'analisi rigorosa e in queste ore ha finalmente reso noti i risultati completi dell'indagine, chiarendo ogni dettaglio tecnico e procedurale. Dai dati incrociati con squadre e costruttori è emerso come le monoposto che procedevano a regimi particolarmente bassi nei punti del circuito soggetti al taglio di potenza temporaneo a 250 kW abbiano subito un crollo prestazionale ben superiore rispetto alle stime teoriche, rendendo impossibile per i piloti recuperare energia in corsa. Per Singapore, qualora dovesse piovere, la FIA ripristinerà temporaneamente il pacchetto già rivisto a Sepang, per poi distribuire un aggiornamento software definitivo e maggiormente strutturato per il Gran Premio degli Stati Uniti del prossimo 25 ottobre ad Austin.
Non solo: la FIA ha tenuto a fare chiarezza anche sulle voci che ipotizzavano una mancata sperimentazione dei sistemi prima della Malesia. L'architettura software era stata ampiamente simulata sui banchi di prova dai costruttori e persino collaudata in pista a pieno regime durante le Prime Prove Libere in Belgio e a Zandvoort. Tuttavia, la combinazione limite registrata a Sepang non si era mai palesata prima. Per evitare il ripetersi di simili imprevisti, verranno intensificati i protocolli di validazione, con valutazioni indipendenti e la collaborazione del fornitore della centralina ECU unica.
I minuti concitati di domenica testimoniano una reazione svizzera da parte della Federazione e dei costruttori, come ricostruito nella cronologia ufficiale dell'intervento:
Un grande sforzo corale che ha salvato la gara e garantito la massima sicurezza, ma che ora proietta la Formula 1 verso Marina Bay con la certezza che, quando cade la pioggia, la tecnologia moderna non concede più alcun margine d'errore.