"È diventato tutto maledettamente complicato", dice Russell dopo il ritiro a Sepang. E ora scatterà dal fondo a Singapore: Wolff conferma la penalità da scontare

'È diventato tutto maledettamente complicato', dice Russell dopo il ritiro a Sepang. E ora scatterà dal fondo a Singapore: Wolff conferma la penalità da scontare
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Dopo il ko al motore rimediato nei millimetri finali a Sepang, George Russell dovrà scontare la penalità sulla griglia di Marina Bay. Tra il timore di compromettere il mondiale e le parole di Toto Wolff, la ricostruzione della scelta tecnica Mercedes
7 ottobre 2026

La Formula 1 si prepara a tornare subito in azione per concludere questa inedita tripletta con il Gran Premio di Singapore 2026. Il Circus fa ritorno sotto le luci artificiali di Marina Bay con il format Sprint, a pochi giorni dalla bandiera a scacchi di Sepang. Quella stessa bandiera a scacchi che George Russell non ha potuto vedere sventolare: la sua power unit, infatti, lo ha tradito a cinque giri dalla fine e ora lo costringerà a scattare dal fondo della griglia a Singapore, sicuramente non una pista nota per i sorpassi. La sua rincorsa al titolo mondiale, che vede Andrea Kimi Antonelli dettare il passo con 84 punti di vantaggio, si fa sempre più complicata.

Foto copertina: ANSA

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Siamo giunti nella fase finale di un calendario che, salvo colpi di scena, si concluderà ad Abu Dhabi tra sei appuntamenti. Dunque, per i team è tempo di tirare le somme circa la situazione con gli elementi delle power unit. Già a Monza George Russell era al limite, ma ha preferito allungare i tempi e rimandare il cambio del quinto motore. Nemmeno in Azerbaigian ha colto l’occasione per smarcare la penalità, puntando tutto su un weekend di gara che si è poi concluso con un suo assolo, permettendogli — complici anche i problemi di Kimi Antonelli — di recuperare terreno nella classifica piloti. Se non fosse che l’aver tirato così tanto la corda gli si è ritorto contro nel peggiore dei modi possibili.

Queste power unit hanno un’architettura estremamente complicata e soprattutto delicata. Sono oggetti che vanno maneggiati con cura e gestiti con tutta l’attenzione del caso, e soprattutto non bisognerebbe mai chiedere al motore più di quanto gli sia concesso. Certo, nel "pool" ci sono quattro power unit da alternare, ma quando sono giunte a fine vita diventa sempre un rischio. Un rischio che George Russell ha voluto correre sperando che il gioco valesse la candela. Si parlava di una quinta unità motrice da introdurre nel suo pool a partire da settembre, con l’appuntamento di Monza, ma il britannico ha preferito rimandare all’Azerbaigian; poi neanche a Baku è incappato nella penalità. E il conto più salato l’ha pagato a Sepang, quando la sua power unit si è surriscaldata in modo eccessivo a soli cinque giri dal termine, proprio mentre stava rientrando la seconda Safety Car chiamata in causa da Alexander Albon. Sperava di poter tagliare il traguardo, ma il muretto della Mercedes gli ha ordinato di fermare la sua W17 in posizione di sicurezza e scendere dalla vettura. Si è consumato così un ritiro pesante.

Pesante in termini morali per il pilota, che si è trovato per l’ennesima volta tradito dalla sua power unit. “È diventato tutto maledettamente complicato. Le attuali power unit sono oggetti incredibilmente complessi e più rendi complesse le cose, più aumenti le probabilità che qualcosa vada storto. Questo è un aspetto su cui dobbiamo riflettere molto attentamente per il futuro”, ha ammesso ai nostri microfoni a Sepang. Pesante anche in termini di classifica, perché ora la rincorsa a Kimi Antonelli, che sembrava essersi riaperta con la vittoria a Baku, si fa sempre più complicata. “Sapevo benissimo che per rientrare nella lotta per il campionato avrei dovuto pensare solo al mio lavoro, fare tutto alla perfezione. E non bastava nemmeno fare grandi prestazioni. Eccoci qui: non solo non ho la fortuna dalla mia parte, ma ci si mette pure la malasorte. Continuerò a lottare weekend dopo weekend, ci mancherebbe, ma essere realistici è d'obbligo: arrivare in finale a giocarci il titolo è diventato eccezionalmente improbabile”.

Tra i due alfieri della Mercedes ci sono ben 84 punti di distacco, destinati inevitabilmente ad aumentare, salvo colpi di scena. George Russell, infatti, dovrà scontare su una pista come Singapore — decisamente non favorevole ai sorpassi — una penalità che lo costringerà a scattare dal fondo della griglia. “Il weekend in Malesia è stato ovviamente molto difficile per noi”, ha commentato Toto Wolff alla vigilia di Singapore. “Abbiamo trascorso i giorni successivi lavorando duramente per capire perché la nostra prestazione non sia stata all'altezza delle aspettative. Abbiamo individuato diverse aree che dobbiamo approfondire, ma la Formula 1 non offre risposte semplici e abbiamo bisogno di ulteriori prove prima di trarre conclusioni definitive. Singapore ci offre un'opportunità immediata per proseguire in questo lavoro. Le caratteristiche del circuito sono molto diverse e questo ci aiuterà a farci un'idea più chiara della situazione attuale. Per questo motivo, nel corso del fine settimana valuteremo sia l'ultimo pacchetto di aggiornamenti che le specifiche precedenti, per assicurarci di comprendere appieno la direzione da intraprendere”.

Poi la dura ammissione da parte del team principal: “George deve affrontare l'ulteriore difficoltà di una penalità relativa alla power unit, che lo costringerà a partire dall'ultima posizione in griglia domenica, a seguito del guasto al motore in Malesia. Questo è particolarmente frustrante, considerando il modo in cui ha guidato lo scorso fine settimana e il risultato che avrebbe meritato di ottenere. Purtroppo, queste cose fanno parte dello sport e ora il nostro obiettivo è fornirgli la migliore vettura possibile e le opportunità per rimontare posizioni. Dobbiamo sfruttare al massimo quest'ultimo weekend Sprint dell'anno, continuare a imparare e ottenere il miglior risultato possibile con entrambe le vetture. Singapore sarà un test importante per la nostra comprensione e la nostra resilienza come team”. Parole di rammarico da parte di Wolff, consapevole che in questa stagione di dominio Mercedes l’unico cono d’ombra è stato il tema dell’affidabilità, vero nemico della Stella nella rincorsa ai titoli, che ha fatto perdere punti importanti anche ad Antonelli.

Ma perché George Russell non ha voluto cambiare la power unit prima? Toto Wolff, infatti, aveva ampiamente spiegato — in occasione della penalità scontata a Monza — che, tolte Monza e Baku, tutte le altre piste non si prestano particolarmente alle rimonte, anzi. Eppure, il britannico ha voluto rischiare, pagandone doppiamente le conseguenze: dovrà scattare in fondo a Singapore, su un circuito cittadino dove i sorpassi sono difficilissimi, e deve incassare il peso del ritiro a Sepang. Ma perché tutto questo? Perché Russell avrebbe voluto tirare la corda ancora un po’ e scontare una sola penalità direttamente ad Austin, quando la Formula 1 correrà in Texas. La Mercedes, infatti, per l’appuntamento americano introdurrà un nuovo turbocompressore aggiornato sfruttando il primo gettone di ADUO. Una novità a cui Russell voleva accedere subito sacrificando un solo weekend, ma ora si troverà davanti a una scalata ripidissima da affrontare.

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