F1. “In qualifica gli altri spingono sul motore, noi invece...”: Leclerc frena gli entusiasmi della Ferrari per Singapore

F1. “In qualifica gli altri spingono sul motore, noi invece...”: Leclerc frena gli entusiasmi della Ferrari per Singapore
Pubblicità
Alla vigilia del GP di Singapore 2026, Charles Leclerc analizza i punti di forza e i limiti della Ferrari col format Sprint: "Al venerdì siamo competitivi, ma al sabato gli avversari hanno qualcosa in più"
8 ottobre 2026

I motori della Formula 1 tornano a ruggire sull'asfalto umido e rovente di Marina Bay per chiudere un'inedita e sfibrante tripletta. Dopo Baku e Sepang, tocca al Gran Premio di Singapore 2026, che per la prima volta nella sua storia accoglie l'insidioso format della Sprint. Un’incognita enorme per team e piloti, chiamati ad azzeccare il set-up perfetto con appena sessanta minuti di prove libere a disposizione. Un’impresa in cui la Ferrari spera di far valere l’ormai solida tradizione di preparazione al simulatore di Maranello, provando a riportare la Rossa sul podio dopo il recente terzo posto di Lewis Hamilton in Malesia, andando così a spegnere le voci sul futuro di Frederic Vasseur e a ridare ossigeno al box della Scuderia..

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Sui vicoli stretti tra i muretti asiatici, Charles Leclerc si presenta pronto alla battaglia, ben consapevole che l'avvio fulmineo che spesso caratterizza la SF-26 al venerdì potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, mascherando i reali valori in campo. "Non credo che siamo particolarmente forti al venerdì per merito del telaio; penso sia piuttosto una questione di mappe motore che gli altri utilizzano. Quando arrivano in qualifica, tiro fuori quel qualcosa in più che noi al momento non abbiamo", ammette con sincera lucidità il monegasco. "In FP1 saremo forse più competitivi rispetto alla concorrenza, ma uno dei nostri punti di forza come squadra resta la capacità di avere subito una vettura ben bilanciata appena scendiamo in pista. Per una gara Sprint è un vantaggio enorme. Se questo basterà per vincere, resta da vedere. Le prestazioni pure nelle ultime uscite sono state un po' deludenti rispetto ai nostri rivali, quindi vedremo come andrà la prima sessione".

L'atmosfera soffocante e il layout al limite spingono inevitabilmente a un parallelo con la sua Monaco, un confronto che Charles analizza scavando nei dettagli della guida e della resistenza umana. "I punti in comune ci sono, entrambe le piste sono al centro della città con i muri vicinissimi e richiedono un livello di preparazione fisica del tutto simile. Ma Monaco è unica: stretta, tecnica, non ti lascia il tempo di pensare. Lì sei sempre piegato a destra o a sinistra, in alcuni tratti non fai nemmeno in tempo a cambiare le regolazioni sul volante. A Singapore ci sono dei rettilinei che ti permettono di respirare e ragionare sulla curva successiva".

Proprio la capacità della Ferrari di farsi trovare pronta fin dai primi metri nasce da un meticoloso lavoro di preparazione lontano dai riflettori, a Maranello. Leclerc smentisce categoricamente l'idea che la vettura sia troppo estrema o difficile da spingere oltre il limite. "Nelle ultime settimane la correlazione tra simulatore e pista è stata fortissima. Questo ci aiuta a lavorare a casa e a giungere nel paddock con una macchina bilanciata con cui mi sento subito a mio agio. Dipende tutto dalla preparazione. Non è una questione di 'cattiveria' dell'assetto: la prestazione pura della macchina attualmente non è al livello dei primi, ma rendere il bilanciamento più estremo non ci farebbe estrarre un millesimo in più. Semplicemente ci manca un po' di performance pura".

Oltre alla telemetria, Singapore impone una sfida viscerale legata al caldo e alla disidratazione, dove anche la tecnologia dell'abbigliamento gioca un ruolo chiave nella lucidità del pilota negli ultimi passaggi. "Se potessi avere un gilet rinfrescante ancora più efficiente, lo chiederei subito. Per 15 o 20 giri funziona bene, poi la temperatura sale esattamente come se non lo indossassi, ma sono comunque grato per quei primi venti giri di sollievo. Tutti i piloti sulla griglia sono abbastanza allenati per completare la gara, ma rimanere al 100% delle proprie capacità sul finale, quando sei completamente disidratato, è durissima. Qualcosa sul piatto si lascia sempre".

Infine, un pensiero vola già al futuro e a una decisione del calendario che continua a far discutere i piloti: l'introduzione della Sprint sulle strade del Principato nel 2027. "A Monaco sorpassare sarà sempre una sfida titanica. Due qualifiche sono un'ottima idea, ma due gare a Monte Carlo non so quanto possano funzionare. Sarà un weekend estremamente complicato, forse ancora più di questo con una sola sessione di libere. Ma magari servirà a preparare le cose. Ora però pensiamo a Singapore: un passo alla volta".

Pubblicità