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Valtteri Bottas ha deciso di spostarsi dalla Malesia a Singapore in una maniera decisamente inusuale, in bicicletta. Mentre molti dei suoi colleghi coprivano la breve distanza tra i due paesi con un volo di un’oretta con un jet privato, il pilota della Cadillac in Formula 1 ha scelto un percorso in linea con i suoi interessi. "Non l’avrei mai fatto se avessi pensato che potesse influenzare negativamente la mia performance – ha raccontato ai media presenti a Singapore, tra cui Racingnews365 -. La quantità di sudore prodotta in quei giorni è stata notevole. Ma ci si abitua assolutamente al caldo”.
Ma come è nata questa idea? “Tiffany [Cromwell, la compagna di Bottas, ndr] l’ha menzionato per scherzo: ‘potresti arrivarci in bici, non è poi così lontano’. Poi ho cominciato a pensarci seriamente. Ho dovuto controllare la distanza, come fossero messe le strade, le tempistiche. Successivamente ho dovuto pianificare in modo accurato ogni giornata. Ho anche fatto in modo che lunedì e martedì fossero le due giornate più impegnative, in modo tale che non fossero troppo vicine al weekend di gara. Se avessi corso troppo mercoledì avrei potuto compromettere il mio venerdì in termini di recupero”.
Bottas ha percorso 56 km direttamente domenica, prima di coprire 322 km al giorno lunedì e martedì e arrivare a Singapore dopo altri 40 km mercoledì. Non senza degli incontri ravvicinati con la fauna locale. “Ho visto qualche serpente. Ero abbastanza preoccupato all’idea di incontrarne, ma erano abbastanza tranquilli. Si sono fatti i fatti loro. Ho notato un cobra e un pitone, che hanno attraversato la strada davanti a me”.
“Ho visto anche quei lucertoloni che si incontrano anche a Singapore. Ho dovuto saltare con la bici per evitarne uno, che ho visto all’ultimo. Sono stato inseguito da un cane e sono rimasto bloccato dietro a un gruppo di mucche su un percorso stretto”. Ma il meglio secondo Bottas è arrivato all’imbrunire. “La parte più pazza è stato il passaggio nella giungla di notte. Con i rumori che si sentivano, la mente comincia a fare brutti scherzi. Ti chiedi cosa si nasconda là dentro, ma è solo questione di andare avanti”. E così, dopo oltre 500 km di percorso alla Indiana Jones, Bottas è arrivato a Singapore, come solo lui avrebbe voluto e potuto fare.