F1 Singapore 2026, Antonelli non perdona: il sorpasso su Norris è la fotografia del suo mondiale

F1 Singapore 2026, Antonelli non perdona: il sorpasso su Norris è la fotografia del suo mondiale
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Andrea Kimi Antonelli conquista il podio nel GP di Singapore 2026 nonostante il caldo, i problemi ai freni e una Mercedes W17 difficile da interpretare. Il guizzo con cui ha approfittato della battaglia tra Norris e Hamilton racconta perfettamente la lucidità che lo sta portando verso il suo primo mondiale
11 ottobre 2026

Nello spettacolo di vittorie varie che è la cavalcata di Andrea Kimi Antonelli verso il suo primo mondiale in Formula 1, il gesto fulmineo di cui si è reso protagonista sulle anguste pieghe di Marina Bay finirà per essere una nota a margine. Ma il modo in cui si è infilato come un gatto, approfittando della lotta tra Lando Norris e Lewis Hamilton per regolare il primo, è esemplificativo del motivo per cui questo titolo è saldamente nelle sue mani, al netto della scaramanzia feroce che lo contraddistingue.

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La lucidità e l’efferatezza con cui Antonelli è stato in grado di prendersi il podio nel Gran Premio di Singapore 2026 di Formula 1 sono ancora più significative se si pensa alla fatica fisica che stava evidentemente provando nel corso della gara. Lo abbiamo visto diverse volte trovare sollievo al caldo insopportabile del suo abitacolo protendendo una mano verso l’esterno, mentre doveva tenere a bada un altro surriscaldamento notevole, quello dei freni della sua Mercedes W17. È in queste circostanze che Antonelli è incappato di nuovo nella sua unica, vera debolezza: il rispetto dei track limits.

Non è semplice finire in contravvenzione in questo senso su una pista come quella di Singapore, ma curva 1 è l’eccezione a questa regola. Sembrano dettagli, ma per un pilota come Antonelli, che punta alla perfezione, non sono minuzie. In ogni caso, Kimi oggi è riuscito a massimizzare il risultato con una Mercedes W17 complicata da portare nella corretta finestra di utilizzo nella sua configurazione aggiornata. Con i dati raccolti a Marina Bay grazie a un’estrema prova di comparazione, la Mercedes dovrà capire che direzione prendere non solo per le ultime gare di quest’anno, ma per il 2027.

Sul finale della stagione della Mercedes si allarga l’ombra di una Red Bull brillante con la sua punta di diamante, Max Verstappen. La RB22 ha ancora le sue idiosincrasie – in testa la tendenza a imbizzarrirsi in fase di scalata – ma la crescita del pacchetto con gli ultimi aggiornamenti è innegabile. Ora a una power unit solida si aggiunge anche la giusta efficienza aerodinamica per avere una maggiore versatilità in pista. Lo si è apprezzato chiaramente sia a Sepang che a Singapore, due circuiti molto diversi tra loro.

Se Antonelli a Marina Bay ha massimizzato il risultato, non si può dire lo stesso della Ferrari. E a steccare questa volta è stato Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo, nel tentativo di avere la meglio sul compagno di squadra, Charles Leclerc, ha scelto di opporsi al doppio pit stop che il muretto della Rossa aveva disposto in regime di Virtual Safety Car. Sperava in qualche altra neutralizzazione, in un colpo di scena che invece non sarebbe mai arrivato. E con le gomme ormai completamente andate, a fine gara è scivolato ben lontano da un podio che avrebbe invece ragionevolmente colto altrimenti.

È un errore di valutazione pesante, che stupisce vista la capacità spiccata di Hamilton di leggere le gare. Evidentemente è stato accecato dalla voglia di primeggiare su un Leclerc che non avrebbe comunque potuto lottare per la vittoria. Ad Hamilton va dato atto di aver chiesto scusa al team al termine della gara, un gesto che gli fa onore e che altri non avrebbero fatto. Ma restano i punti persi in una corsa in cui un doppio podio era assolutamente alla portata della scuderia di Maranello. Anche in questo caso ha pesato l’esecuzione, ma la colpa è del pilota, e non del muretto.

Se in Ferrari si recrimina sul mancato double stack, come lo chiamano gli anglofoni, George Russell ancora una volta è stato bersagliato dalla sfortuna. La VSC è terminata proprio mentre lui si accingeva a effettuare la sua unica sosta. Sono episodi che capitano, ma che si accumulano in una stagione in cui l’inglese sta anche e soprattutto facendo i conti con la sua inferiorità tecnica nei confronti di Antonelli in questo ciclo tecnico. Mentre Russell raggiungeva la zona punti, Antonelli si rendeva protagonista di una manovra che forse tra qualche anno non ricorderemo. Ma che conta molto, nella sua progressione verso il mondiale.

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