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La stagione 2026 di Formula 1 è alle porte. Le piste sono ancora in silenzio, in attesa che le monoposto tornino ad animarle con il loro rombo. E sarà un suono completamente nuovo, visto l’arrivo di una nuova generazione di motori. Nelle fabbriche, però, il ritmo è già serrato, con gli ultimi dettagli da ultimare prima della partenza verso Barcellona, dove il paddock si ritroverà in forma ristretta per un test a porte chiuse, anche per la stampa.
Le porte di Woking, invece, si sono aperte per presentare ai media i primi dettagli tecnici della McLaren MCL40 che guideranno il campione del mondo in carica Lando Norris e Oscar Piastri. A fare da cicerone verso il nuovo anno è stato il team principal Andrea Stella.
Foto copertina: ANSA
Nella suggestiva cornice del McLaren Technology Centre di Woking, la squadra color papaya ha accolto la stampa – sia in presenza sia online – illustrando quelle che sono le aspettative alla vigilia del cambio regolamentare. “Qui c’è tutta la nostra eredità – ha esordito Andrea Stella, indicando le monoposto esposte – abbiamo avuto una stagione importante che ci collega direttamente al fantastico periodo della squadra negli anni ’90. Abbiamo vinto il titolo Costruttori per due anni di fila e finalmente anche il titolo Piloti, che ci riporta al 1998. Ma il tempo corre veloce e siamo già nel 2026, con una stagione che entra nel vivo anche se non ancora molto in pista”.
Come ha sottolineato il team principal orvietano, quella di quest’anno è stata una pausa molto breve, viste le imminenti sfide che attendono la Formula 1.
“C’è stato un enorme lavoro dietro il design, la realizzazione e la costruzione delle vetture del 2026. Questo, per quanto ricordo, è quasi senza precedenti. Non solo in termini di cambiamenti in sé – perché penso che non ci sia mai stata prima una trasformazione così grande e simultanea di telaio, unità motrice e gomme – ma anche per il volume stesso di ridisegno avvenuto negli ultimi 20 mesi. Direi che, in McLaren, è probabilmente il progetto di design, o più in generale di gestione di una nuova vettura, più grande di cui abbia mai fatto parte. Tutto questo rende estremamente interessante vedere come si comporteranno le vetture e come l’ordine di competitività potrà essere rimescolato. Siamo campioni, ma non portiamo il titolo di campioni nel 2026”.
Un cambiamento così radicale da azzerare completamente i valori in pista. Tutto sarà inedito anche per i campioni del mondo in carica che – come ha evidenziato Stella – dovranno dimostrare ancora una volta la loro competitività nella nuova era tecnica. “Partiremo tutti dalle stesse basi e all’interno ci siamo detti: ‘qualsiasi risultato raggiungeremo, dovremo meritacelo e lo faremo sul campo’. Questo rispecchia in pieno la mentalità e la filosofia della McLaren”.
La squadra di Woking punta a imporsi anche in questa nuova era, pur consapevole del salto nel vuoto che il nuovo regolamento tecnico comporta.
“Siamo stati ambiziosi con la progettazione della vettura del 2026 – ha aggiunto – ma, dato il livello di ridisegno, siamo rimasti cauti per assicurarci di avere effettivamente una vettura, realizzarla e montarla in tempo”.
Restando concentrata fino alla fine sull’obiettivo mondiale lo scorso anno, McLaren ha dovuto distribuire e ottimizzare al meglio le risorse tra il progetto della MCL39 e la sua discendente, che vedrà la luce il 9 febbraio. Un lavoro che non ha inficiato sul programma stabilito da Andrea Stella, Rob Marshall e Mark Temple. “Procede tutto secondo i piani, cosa di cui ovviamente siamo contenti. La macchina è pronta e si trova presso la sede AVL in Austria per essere testata al banco dinamometrico, una pratica ormai abbastanza comune in Formula 1. In questo modo avremo l’approvazione di alcuni sistemi fondamentali della vettura, oltre a testare sottosistemi come il cambio in maniera più approfondita rispetto a quanto potremmo fare qui al MTC. È una struttura AVL che utilizziamo da tempo ed è lì che la vettura si trova in questo momento, prima di andare direttamente a Barcellona per lo shakedown in pista”.
A differenza di altre squadre – come Audi, Cadillac, Alpine e Ferrari (che scenderà n pista già questo venerdì) – McLaren ha scelto di effettuare il primo collaudo direttamente durante la shakedown week di Barcellona, la prossima settimana. “Inizieremo il nostro test il secondo o il terzo giorno – ha spiegato Andrea Stella – e non il primo, per darci più tempo per lo sviluppo”. La pista catalana sarà a disposizione dei team di Formula 1 per cinque giorni, ma ogni squadra potrà scendere in pista per un massimo di tre.
McLaren, a differenza di Ferrari che porterà due versioni della vettura (Spec A e Spec B) tra i test, ha preferito un approccio diverso, ritardando di un giorno il debutto in pista della MCL40. “Ci sono cambiamenti talmente grandi che non è necessariamente fondamentale essere i primi a scendere in pista. Volevamo concederci quanto più tempo possibile per lo sviluppo, perché ogni giorno di progettazione aggiungeva un piccolo incremento di prestazione. Se scendi in pista molto presto hai la rassicurazione di capire subito ciò che devi sapere, ma allo stesso tempo potresti esserti impegnato nel design e nella realizzazione della vettura relativamente presto. Di conseguenza, c’è un compromesso tra tempo di sviluppo e prestazione finale".
"Ovviamente ci saranno aggiornamenti praticamente per tutte le vetture tra i test e almeno fino alla prima gara, ma abbiamo ritenuto che, nell’economia di una stagione, fosse importante lanciare la vettura con il pacchetto più competitivo possibile. È per questo che abbiamo spinto tutte le tempistiche al limite, ma entro margini assolutamente gestibili. Siamo in linea con i programmi per testare nel secondo giorno e non abbiamo sentito alcuna urgenza di pianificare test già nel primo”.
Anche nella nuova era tecnica McLaren continuerà a montare power unit Mercedes, ma come mai prima d’ora telaio e propulsore lavoreranno in funzione l’uno dell’altro. “Voglio ringraziare il team per l’enorme sforzo che siamo riusciti a portare a termine con successo fino a questo punto. Devo ringraziare anche HPP – la divisione motoristica – per la collaborazione nell’integrazione e nello sviluppo della nuova power unit, che è stata semplicemente fantastica”. “Tutta la catena dei fornitori, quando ci sono così tanti componenti da realizzare, rappresenta una sfida enorme per il nostro team di pianificazione. In Formula 1 non si parla mai del team di pianificazione, ma gioca un ruolo critico per il successo di una squadra. Voglio quindi spendere parole speciali per questo gruppo incredibile che gestisce migliaia e migliaia di componenti, rendendo tutto possibile. Sembra sempre un piccolo miracolo che tutto questo diventi effettivamente una vettura”.
Una complessità resa sostenibile anche dalla cultura che Andrea Stella ha contribuito a costruire negli anni alla guida del team, diventata – come ammesso già al termine di Abu Dhabi 2025 – il suo principale motivo di orgoglio. “Il 2026 sarà un grande reset e questo crea un livello di incertezza dal punto di vista della competitività, ma il nostro atteggiamento è: vedremo dove ci troveremo. Se c’è una cosa che posso dire, è che il team continua a evolversi, a crescere”.
“Ho parlato spesso lo scorso anno della nostra mentalità di costante evoluzione, e vedo che il team entra nel 2026, in termini di competenze, capacità, organizzazione e cultura, in una condizione solida come mai prima d’ora da quando sono diventato team principal. Indipendentemente da dove ci troveremo nei test o nella prima gara, rimaniamo molto fiduciosi che la ricchezza di competenze e il modo in cui le utilizziamo saranno un fattore di successo nel lungo termine”.
“Per McLaren il modo in cui affrontiamo le corse è legato all’evoluzione del team verso il 2026. Lo scorso anno abbiamo parlato molto di competizione interna. Da questo punto di vista entreremo nel 2026 in continuità. Continueremo a correre ‘alla maniera McLaren’. Se siamo riusciti a ottenere risultati nel 2024 e nel 2025, ciò che ha aggiunto ulteriore valore è stato il modo in cui ci siamo arrivati: in maniera collaborativa, coesa, insieme ai nostri piloti”.
Il nuovo regolamento tecnico avrà effetti anche sulle dinamiche di gara e sul modo in cui verranno percepite da addetti ai lavori e tifosi. “È importante che i nuovi scenari in cui avverranno i sorpassi siano ben spiegati agli spettatori. Una vettura potrebbe superarne un’altra con maggiore facilità, e bisognerà spiegare perché: magari una ha la batteria quasi completamente carica mentre quella davanti è quasi scarica. Dal punto di vista della gara sta per succedere qualcosa, e credo che lo sfruttamento della power unit come variabile di gara sarà fondamentale anche per comunicarlo in modo efficace ai tifosi. Allo stesso tempo vedremo nuove modalità di utilizzo delle ali: anteriore e posteriore aperte, ma non sempre, ad esempio in condizioni di basso grip. Anche questo dovrà essere chiaro agli spettatori”.
“Tanti aspetti nuovi emergeranno fin dalla prima gara. Se le ali non sono aperte si consuma molta più energia. Cosa significa questo in termini di contatto con il fondo? La vettura correrà più bassa e improvvisamente si potrà vedere il fondo toccare l’asfalto, con i piloti che via radio parleranno di porpoising o bottoming. Più riusciremo a rendere tutto questo chiaro, più i tifosi si sentiranno coinvolti e più potremo continuare a offrire uno spettacolo forte come quello che la Formula 1 è riuscita a dare negli ultimi anni”.
L’attenzione sarà infine focalizzata sui piloti. Nei test e poi in Australia, per il GP d’apertura, sarà la prima volta che Oscar Piastri e Lando Norris condivideranno il box dopo il titolo iridato del britannico. “La stagione 2026 è già pienamente iniziata anche per quanto riguarda il loro coinvolgimento. Sono stato particolarmente contento di vedere quanto siano energici, proattivi, pieni di idee e allo stesso tempo molto allineati al modo in cui abbiamo corso ‘alla McLaren’ in passato”.
Alla base di questa cultura c’è anche un’analisi approfondita della gestione dei piloti, finita al centro delle polemiche nel 2025 con le ‘papaya rules’.
“Come per tutto ciò che affrontiamo in McLaren, seguiamo un processo di revisione approfondita per individuare opportunità di miglioramento. Questo vale anche per i principi di gara e per il modo in cui gestiamo la competizione interna. Abbiamo avuto conversazioni subito dopo la fine del campionato e sono tuttora in corso. Tutto questo ci ha portato a riaffermare in modo sostanziale che correttezza, integrità, pari opportunità e sportività sono fondamentali per il team, per Lando e per Oscar. Questi principi sono stati confermati e, se possibile, ulteriormente consolidati. Allo stesso tempo riconosciamo che il volume di lavoro richiesto dalla competizione interna è stato significativo. Qualsiasi tentativo di rendere il correre insieme un po’ più semplice sarà quindi benvenuto. Si tratterà di un lavoro di fino, perché nella maggior parte dei casi rifaremmo esattamente le stesse scelte, ma abbiamo individuato alcune opportunità per snellire il modo in cui operiamo collettivamente, riaffermando i principi fondamentali adottati in passato”.