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Giovanna Amati è stata l’ultima donna a gareggiare in Formula 1, nel 1992 con il team Brabham. Da allora nessun’altra ha preso parte a un Gran Premio della massima categoria delle monoposto a ruote scoperte. Ci è andata vicina, senza però debuttare ufficialmente in gara, Susie Wolff tra il 2014 e il 2015, prendendo parte a sessioni di prove libere con la Williams. Proprio lei è oggi al comando della F1 Academy, la serie tutta al femminile organizzata dalla Formula 1, che ha permesso a Doriane Pin di farsi conoscere anche nel mondo delle monoposto. La francese, dopo aver vinto il campionato lo scorso anno, è ora pronta a riscrivere un paradigma ormai fossilizzato della Formula 1 diventando pilota di sviluppo per Mercedes.
La Formula 1 rappresenta, sin dalla sua fondazione, il pinnacolo del motorsport. Un ambito che per anni è stato definito più prettamente maschile che maschilista, poiché la percentuale di uomini coinvolti — in tutti i ruoli — è sempre stata nettamente superiore a quella delle donne. Nomi come Maria Teresa de Filippis, la prima donna a gareggiare in F1 nel 1958, Lella Lombardi, ancora oggi l’unica ad aver conquistato punti iridati nel 1975, e infine Giovanna Amati, ultima in ordine cronologico, hanno dimostrato come le donne possano trovare spazio anche all’interno del Circus.
Tuttavia, da anni manca una presenza femminile al volante di una monoposto di Formula 1, nonostante le numerose iniziative promosse per colmare questo vuoto. La W Series — campionato promosso dalla FIA e riservato alle donne, che ha aperto la strada a una maggiore visibilità del talento femminile — e la F1 Academy, serie dedicata al supporto delle giovani pilote con l’obiettivo di facilitarne l’accesso alle categorie superiori del motorsport, rappresentano gli ultimi e più significativi tentativi in questa direzione.
Eppure, come dimostrato dal percorso di Jamie Chadwick, nonostante gli sforzi delle pilote coinvolte e degli organizzatori, continua a esistere un vero e proprio “tetto di cristallo” che da anni si cerca di infrangere. Ora, però, qualcosa sembra destinato a cambiare, perché Doriane Pin ha aperto una breccia più profonda delle precedenti. Dopo aver conquistato il titolo di F1 Academy 2025 all’ultimo appuntamento stagionale, battendo Maya Weug, la francese — che ha corso con i colori Mercedes — si trova ora davanti a una grande opportunità. La squadra di Brackley l’ha infatti nominata Development Driver della monoposto di Formula 1, lo stesso ruolo che in passato era stato ricoperto da Susie Wolff, oggi CEO della F1 Academy. Si amplia così il suo coinvolgimento all’interno del team, uscendo al contempo dal Junior Programme Mercedes.
«Sono molto orgogliosa e grata di assumere il ruolo di Development Driver con il Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team. I miei due anni all’interno del Junior Programme mi hanno aiutata a crescere come pilota e questo rappresenta un fantastico passo successivo nella mia carriera. Sono entusiasta di continuare a lavorare con tutti a Brackley e Brixworth e di progredire verso future opportunità, sia in pista sia fuori», ha dichiarato Doriane Pin.
«Nei suoi due anni all’interno del nostro programma F1 Academy ha unito dedizione, velocità e capacità di gara a un solido feedback tecnico e a una profonda comprensione ingegneristica, culminati nel successo nel campionato della scorsa stagione. Queste competenze sono fondamentali per progredire nella scala del motorsport e questo nuovo ruolo aiuterà Doriane a continuare a crescere e a svilupparsi come pilota nel suo percorso», ha aggiunto Bradley Lord, Team Representative.