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Piove sul bagnato delle frustrazioni di George Russell a Interlagos. Nelle qualifiche del Gran Premio del Brasile 2026 di Formula 1 sembrava involato verso un’inevitabile pole position quando la sorte gli ha messo davanti l’ostacolo di Alex Albon. Gli mancava un settore per confermare quanto di buono espresso nei tratti precedenti della pista, ma quel potenziale è restato inespresso. Il team lo ha indotto ad abortire il giro mentre la pioggia si intensificava, e l’inglese ha eseguito. Una volta resosi conto dell’opportunità sfumata, è esploso via radio, mentre Toto Wolff cercava di ricondurlo alla calma.
A ben vedere, la colpa sta da entrambe le parti. Da un lato, il muretto avrebbe potuto evitare l’indicazione a Russell; dall’altro, lo stesso inglese avrebbe potuto sovvertire la richiesta. È stata la conclusione senza climax di una qualifica travagliata, il cui inizio è stato ritardato di un’ora e venti minuti per via del maltempo. La buona notizia, però, è che alla fine sul bagnato si è corso. E questa volta sono state persino usate le full wet. La tanto vituperata mescola per la pioggia estrema di casa Pirelli è finalmente tornata utile, con una generazione di monoposto che genera meno spray della precedente.
A correre in queste condizioni si era arrivati già vicini in Malesia, se non fosse stato per il pasticciaccio brutto al software che aveva allungato di non poco le tempistiche. Oggi abbiamo potuto assistere a una qualifica vivace, in cui a contare sono stati soprattutto il piede del pilota e la mancanza di esitazioni. Russell sarebbe comunque scattato più indietro, per via di una penalità di cinque posizioni per la sostituzione del motore endotermico sulla W17. È lo stesso destino di due piloti che, in altre circostanze, avrebbero potuto dire la loro. Max Verstappen e Lewis Hamilton, tra i migliori interpreti sul bagnato, scatteranno dal fondo della griglia.
Della penalità di Verstappen si sapeva già nelle FP3, nello stesso momento in cui erano state rese note le sanzioni ai due piloti Ferrari, sempre per la sostituzione dell’endotermico. Il quadro di Hamilton è andato peggiorando rispetto alle dieci posizioni iniziali per via dei problemi tecnici riscontrati nella terza sessione di libere, talmente gravi da richiedere la sostituzione dell’intera power unit. Dei due piloti di casa Ferrari, il più incisivo sul bagnato è stato indubbiamente Hamilton. Non stupisce, visto il suo senso più spiccato per queste condizioni rispetto a Leclerc, che ha detto di essere stato aggressivo in termini di regolazioni.
A spuntarla per la pole position alla fine è stato Lando Norris, che ha fatto una differenza abissale rispetto a Oscar Piastri, annaspato tra le pozzanghere di Interlagos. Accanto a lui in prima fila ci sarà l’uomo che gli ha strappato il titolo di campione del mondo in carica. Andrea Kimi Antonelli non ha mostrato lo stesso feeling di Russell in condizioni che probabilmente non gli hanno restituito la medesima fiducia nel mezzo di cui solitamente gode. Avrà l’occasione di rifarsi domani, in una gara che dovrebbe andare in scena nelle stesse condizioni delle qualifiche di oggi, con un meteo che ha premiato il coraggio.
Non stupisce di vedere nelle posizioni nobili della classifica due vecchi leoni come Fernando Alonso e Nico Hulkenberg. Il primo, fierissimo e mai pago, trova in condizioni proibitive il miglior terreno di caccia per far vedere di che pasta è ancora fatto, superando i limiti di una monoposto terribile. Il secondo è da sempre uno specialista nelle condizioni miste, il meteo con cui nel 2010 colse una splendida pole position proprio a Interlagos con la Williams. A loro aggiungiamo anche Liam Lawson, che si meriterebbe il sedile in Racing Bulls per il 2027 che non gli è ancora stato assicurato, sebbene le prestazioni ci siano eccome.
È anche apprezzabile il coraggio di Rafael Camara, che non avrebbe potuto trovare condizioni meno favorevoli per la sua prima qualifica da pilota di F1, per giunta in casa. Catapultato sull’ex sedile di Ocon in Haas al posto di Ryo Hirakawa, impegnato con Toyota nel WEC a Monza, ha offerto prestazioni in linea con quelle di Ollie Bearman sul bagnato. Ma i suoi sogni di gloria hanno finito per infrangersi contro le barriere. Capita di trovare il limite fisico della pista, con nubi così fitte come i pensieri di Russell, incompiuto in un giorno in cui avrebbe potuto fare la differenza.