F1. Norris porta la McLaren dove non dovrebbe essere: in pole a Madrid davanti ad Antonelli

F1. Norris porta la McLaren dove non dovrebbe essere: in pole a Madrid davanti ad Antonelli
Pubblicità
Lando Norris conquista la pole a Madrid esaltandosi proprio nelle condizioni che mettono in crisi la McLaren MCL40. Antonelli sfiora il colpo con la Mercedes, mentre Ferrari migliora nell’esecuzione ma resta fuori dalla prima fila
12 settembre 2026

Sull’infuocata pista liquida di Madrid, Lando Norris ha strappato in extremis una pole position a cui lui stesso faticava a credere. Nelle fasi finali delle qualifiche del Gran Premio di Spagna 2026 di Formula 1, Norris ha sfruttato al meglio il suo senso per le condizioni di scarsa aderenza. Con temperature dell’asfalto oltre i 50 gradi, a Madrid si è creato un piccolo paradosso. È vero che il manto appena steso del circuito spagnolo ha garantito fin da subito un ottimo grip, ma finire fuori finestra con gli pneumatici non era poi così difficile nel corso di un tentativo lanciato.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Ma è proprio il momento in cui il posteriore comincia a scivolare per la perdita di grip adesivo la condizione in cui Norris si esprime al meglio, portando in alto una MCL40 che rispetto alla concorrenza manca ancora di carico aerodinamico nonostante gli aggiornamenti apportati nel corso della stagione. Che differenza faccia Norris con questa vettura che si scompone relativamente facilmente lo si capisce dal confronto con il suo compagno di squadra Oscar Piastri, arretrato di quasi mezzo secondo. Un divario che sarebbe stato ancora più grande se Lando non avesse sbagliato l’approccio all’ingresso dell’ultima curva, perdendo oltre tre decimi.

Norris la sua pole se l’era ampiamente guadagnata nella prima parte del giro, con una progressione che l’ha visto sfruttare le limitazioni della sua MCL40 come se fossero punti di forza. È così che ha avuto ragione di Andrea Kimi Antonelli, capace di usare come sempre una forte aggressività sui cordoli senza perdere il controllo della sua Mercedes W17 su una pista decisamente tortuosa, e, come ha sottolineato Max Verstappen, con dei punti di frenata non esattamente azzeccati. Il tutto su una pista su cui trovare il giusto bilanciamento non era semplice, visto il caldo.

Non stupisce che George Russell abbia accusato un ritardo non trascurabile nei confronti del suo compagno di squadra, vista la necessità di gestire l’instabilità dell’assale posteriore soprattutto nell’ultima parte del giro. E i tre decimi di distacco di Russell da Antonelli sono arrivati proprio nel terzo settore, che ha esposto le sue difficoltà nel gestire condizioni di bassa aderenza. È lo stesso tallone d’Achille che lo tormenta dall’inizio dell’anno, e non sembra che Russell ne stia uscendo con il passare dei GP.

In casa Ferrari, Lewis Hamilton ha accarezzato il sogno di cogliere una pole position che gli manca da anni con un ottimo giro a inizio Q3. Ma era solo un’illusione. Su una pista che avrebbe dovuto esaltare le caratteristiche telaistiche e aerodinamiche della SF-26, alla fine è mancato il passo nel primo settore, quello in cui conta di più la prestazione del motore, anche se non in maniera così marcata come altrove. Sia Hamilton che Leclerc hanno perso terreno in questa fase del giro nell’ultimo tentativo, con il secondo che ha di fatto compromesso la tornata sin da subito.

Va detto, però, che in Ferrari oggi in termini di esecuzione si è lavorato bene, visto che nel corso della qualifica è andato assottigliandosi quello che sembrava l’handicap principale, la performance nel terzo settore. La Rossa sin dalle libere di ieri aveva mostrato la tendenza a fare uscire le gomme dalla finestra di utilizzo corretta nell’ultima parte del giro, con un deficit prestazionale che nei momenti peggiori aveva toccato addirittura il mezzo secondo. La gestione di questo nodo delicato è sembrata decisamente migliore, ma non è bastato a centrare la prima fila.

A mettersi davanti le Ferrari ha pensato Verstappen, guizzante tanto in pista quanto nelle dichiarazioni al vetriolo sul layout di una pista che a suo dire avrebbe potuto essere studiata meglio. Non ci sentiamo di dare torto a Verstappen, che ha pagato qualche difficoltà in termini di erogazione dell’energia nel terzo settore, ma è riuscito a compensare al meglio le difficoltà della sua RB22 nell’assorbire le asperità del terreno presenti nonostante l’asfalto sia stato posato recentemente.

Si ritroverà così accanto a Hamilton alla partenza di una gara in cui di sorpassi non se ne vedranno molti, visto anche quanto successo nelle categorie minori. La Monumental sarà anche suggestiva, ma domani rischiamo di vedere una processione. E a guidarla potrebbe essere Lando Norris, l’uomo che oggi ha portato la sua McLaren MCL40 là dove non avrebbe ragionevolmente dovuto essere.

Pubblicità