F1. Veloce in qualifica, fragile in gara: ecco perché la McLaren si è presa la pole, ma non ipoteca la vittoria in Olanda

F1. Veloce in qualifica, fragile in gara: ecco perché la McLaren si è presa la pole, ma non ipoteca la vittoria in Olanda
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Lando Norris si è preso la pole position del Gran Premio d'Olanda 2026 di Formula 1, ma la sua McLaren MCL40 ha ancora dei limiti sul passo gara, il terreno su cui eccelle una Ferrari SF-26 meno efficace in qualifica
22 agosto 2026

Al termine di una Sprint che avrebbe potuto essere raccontata con pochissime righe, vista la mancanza di effervescenza in pista, Lando Norris si è presentato con l’espressione avvilita in conferenza stampa, con il fare rassegnato di chi non ha a disposizione una macchina all’altezza. La sua McLaren MCL40, si lamentava, non performava proprio nelle curve lente, uno dei talloni d’Achille del progetto. Ma sono bastate poche ore perché proprio Norris si prendesse la pole position del Gran Premio d’Olanda 2026 di Formula 1.

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È vero che in un weekend di gara con il format della Sprint la riapertura del parco chiuso può cambiare le carte in tavola, se si lavora di fino. Ma Norris ha specificato che le modifiche sono state di poco conto. Ad aiutare la McLaren a mascherare alcune lacune possono essere state le condizioni in cui si disputano le qualifiche, con gomme nuove e un carico di benzina ridotto. È con questi alleati che Norris si è imposto con temperature basse che hanno messo a dura prova altre avversarie.

L’asfalto si aggirava intorno ai 34 gradi all’inizio della sessione nella ventosa e imbronciata Zandvoort, e mettere nella corretta finestra di utilizzo gli pneumatici non è un esercizio semplice, soprattutto in questo ciclo tecnico. Ne sanno qualcosa in casa Ferrari, visto che la difficoltà nell’ottimizzazione del giro buono in qualifica ha costretto la Rossa a un azzardo che avrebbe potuto essere controproducente. Con la pioggia incombente a fine Q3, Charles Leclerc e Lewis Hamilton sono stati costretti a due giri di preparazione.

Il rischio che la pioggia si intensificasse proprio mentre i due piloti della Ferrari avrebbero colto il giro più veloce era tutt’altro che remoto. Ma secondo Hamilton, non sarebbe stato possibile migliorarsi se non attraverso una strategia di preparazione delle gomme diversa rispetto alla concorrenza. Come ha sottolineato invece Leclerc, è difficile sacrificare qualcosa in gara per figurare meglio in qualifica, soprattutto se, come nel caso della Ferrari, la monoposto ha la tendenza naturale verso la direzione opposta. Non è il massimo a Zandvoort, dove sorpassare è difficile, ma è in generale l’opzione migliore tra le due.

È un discorso che vale al contrario per la McLaren. Le magagne coperte in qualifica rialzano fieramente la testa in gara, quando la scuderia di Woking non riesce a sfruttare appieno l’ottimo spunto nelle curve veloci per via della necessità di preservare le gomme da un eccessivo degrado. E così emerge la difficoltà nelle curve lente, dove per via del tempo di percorrenza maggiore le lacune in termini di carico generato si fanno sentire maggiormente, con un pattinamento che finisce per surriscaldare gli pneumatici. L’effetto di questo stress si è visto molto bene nella Sprint, con Norris e Piastri inermi sul finire della gara lampo.

Cercherà di approfittare di questa fragilità una Mercedes che ancora una volta contiene i danni pur essendo in potenziale deficit tecnico per via della corsa agli aggiornamenti. Tolto il pacchetto a basso carico che ha debuttato in Belgio, la scuderia di Brackley non porta upgrade per la performance dal Canada. Nonostante questo, George Russell si è preso la prima fila, e Andrea Kimi Antonelli lo segue in terza posizione. Russell ha attribuito il suo maggior slancio in questo weekend di gara a un approccio più istintivo.

Al di là della nuova filosofia con cui Russell dice di vivere i weekend di gara, viene anche da pensare che possa giovargli la minor ingerenza della gestione dell’energia sull’economia dell’attività in pista, direttamente conseguente alle caratteristiche del circuito. Per capire se questa rondine faccia davvero primavera toccherà aspettare non solo domani, ma anche Monza, che con i suoi rettifili sarà tra le più ostiche di questo ciclo tecnico così complesso e allo stesso tempo contrologica rispetto alle naturali sensibilità dei piloti.

Antonelli ha vissuto una sessione complicata, con delle difficoltà a livello di bilanciamento che hanno minato una sicurezza che era già stata ferita dall’errore nella qualifica di ieri. Il leader del mondiale partirà alle spalle di Lando Norris, forte di una pole position colta con una vettura ancora potenzialmente fragile sulla lunghezza della gara. Può succedere di tutto, in una Zandvoort imprevedibile nel weekend della sua ultima danza in F1.

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