Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Un quinto posto che sa di cantiere aperto, ma con fondamenta decisamente più solide rispetto alla Sprint. Al termine delle qualifiche del Gran Premio d'Olanda 2026, Lewis Hamilton ha archiviato una sessione serrata tra le dune di Zandvoort chiudendo davanti a Charles Leclerc, ma pagando dazio rispetto ai rivali diretti per la prima fila a causa della complessa gestione delle gomme e di un azzardo strategico nel box Ferrari.
Con il meteo costantemente minaccioso, la Scuderia ha scelto una preparazione atipica per il Q3: due giri di lancio (out-lap più prep-lap) per tentare di portare le mescole nella corretta finestra termica, sfidando l'arrivo della pioggia. La mossa ha consentito di completare il tentativo senza l'interferenza dell'acqua, ma non ha garantito il mordente necessario per insidiare la pole.
Il sette volte iridato ha spiegato la complessa dinamica delle coperture anteriori: “Le gomme sono state il nostro principale problema oggi. Non entravano in temperatura nel primo settore, ed è lì che abbiamo perso quasi tutto il distacco. Dopo un giro di lancio e uno di preparazione, gli pneumatici non erano ancora pronti per Curva 1: è assurdo. Così non hai la confidenza per attaccare subito”.
A differenza della concorrenza, la Ferrari non aveva margini per lanciarsi immediatamente: “Non potevamo fare un solo giro di lancio e spingere subito; le gomme erano troppo fredde. Non so come abbiano fatto gli altri alla fine, ma per noi era impossibile. Per fortuna la pioggia non è arrivata e siamo riusciti a completare il giro”.
Nonostante i compromessi sul giro secco e qualche bloccaggio all'anteriore destra in Q1, Hamilton guarda al Gran Premio della domenica con rinnovata fiducia, forte di un bilanciamento ritrovato: “Sono decisamente più contento della macchina, per fortuna. La fiducia si costruisce mattone su mattone: l'avevo trovata nelle FP1, l'abbiamo persa nelle qualifiche sprint e ho dovuto ricominciare da capo a ricostruirla. La monoposto ora va molto meglio e sono carico per domani”.
La gestione meno aggressiva degli pneumatici potrebbe trasformarsi in un'arma tattica sulla lunga distanza: “Il passo gara di Charles oggi era particolarmente buono, il mio un po' meno, ma ora la vettura restituisce sensazioni migliori. Probabilmente riusciremo a preservare le gomme sul finale di stint: la strategia sarà la vera chiave”.