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Lando Norris si assicura la pole position numero diciotto della propria carriera sul caratteristico saliscendi del tracciato di Zandvoort. Il pilota britannico della McLaren è riuscito a beffare la concorrenza delle Mercedes di George Russell e Andrea Kimi Antonelli, conquistando la prima piazzola sulla griglia di partenza del Gran Premio d'Olanda. Un risultato importante che certifica il ritrovato feeling con la sua MCL40, arrivato dopo le complessità emerse tra la qualifica Sprint e la gara corta del mattino.
Analizzando le fasi concitate della sessione decisiva e la pioggia arrivata proprio nei minuti finali, il poleman ha spiegato come le condizioni meteo abbiano inciso sulle prestazioni complessive: “Non so esattamente quanto la pioggia abbia influito. Di sicuro il tempo sul giro è stato un po' migliore di quanto mi aspettassi: onestamente, forse ha solo rinfrescato leggermente la pista e le gomme hanno lavorato meglio per tutto il giro. Però non direi che abbia influito in modo negativo, tranne che per la mia curva 1: è stata davvero pessima, probabilmente la mia peggior curva 1 di tutto il weekend”.
Il ritratto del suo giro decisivo non descrive una guida impeccabile, bensì una prova di puro coraggio e determinazione agonistica: “Non è stato un giro sensazionale nel feeling, è stato semplicemente un giro in cui ho dovuto dare il tutto per tutto perché sapevo quanto saremmo stati vicini dopo i primi tentativi nel Q3. Quindi è stato un giro in cui ci ho messo molta più aggressività in certi punti; ho rischiato di commettere più errori, ma proprio spingendo di più attraverso queste imprecisioni alla fine sembra che io abbia guadagnato più di quanto abbia perso. È sempre difficile dirlo sul momento perché non vedevo il mio delta, quindi non sapevo se stessi andando più veloce o più lento, ma era un giro in cui ho pensato di non aver nulla da perdere ed è andata bene. Sono quelle sessioni che fa sempre piacere azzeccare”.
Il ribaltamento dei valori rispetto alle sessioni precedenti rappresenta uno dei temi chiave della giornata, considerando i dubbi espressi sulla velocità della monoposto al termine della Sprint: “Non abbiamo cambiato poi molto, anche perché non c'era molto che potessimo modificare. Eravamo abbastanza soddisfatti del fatto che stessimo già tirando fuori tutto il potenziale dalla vettura. Abbiamo cercato di indirizzare l'assetto in una direzione che potesse aiutarci e direi che, a giudicare dai tempi, ha funzionato. Di sicuro la macchina non si comportava molto meglio nei punti in cui faticavamo: i nostri ritardi maggiori sono rimasti negli stessi tratti e nelle stesse curve di stamattina. È solo che le gomme nuove e il poco carburante tendono a mascherare parecchi dei nostri problemi, ed è probabilmente quello che è successo anche oggi. Ho guidato bene, ho messo insieme i pezzi e ho tirato fuori dal giro più di quanto non sia riuscito a fare ieri. Non è stato comunque un giro perfetto, ma sto guidando bene e, come dicevo lo scorso weekend, quando la macchina mi permette di avere quel minimo di fiducia per esprimermi al mio livello, possiamo giocarci la pole”.
Infine, lo sguardo si sposta sulla gestione della gara e sul passo sulla lunga distanza, dove rimangono ancora diversi interrogativi aperti in vista dei settantadue giri domenicali: “Non abbiamo risolto del tutto quegli aspetti. La nostra vettura è senza dubbio la migliore nel veloce, non ci sono dubbi su questo. Però nei tratti a bassa velocità continuiamo a faticare davvero molto, troppo per essere del tutto tranquilli. Abbiamo fatto magari un piccolissimo passo avanti, ma domani la gestione del lento rimarrà la sfida più complessa”.