"La MCL40 è una monoposto difficile, ma se guido come in Ungheria...": Norris avvisa la F1 a Zandvoort

"La MCL40 è una monoposto difficile, ma se guido come in Ungheria...": Norris avvisa la F1 a Zandvoort
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Reduce dal trionfo di Budapest, Lando Norris analizza il potenziale della McLaren e le sfide di Zandvoort, ignorando i calcoli mondiali su Antonelli
20 agosto 2026

Il Circus della Formula 1 riaccende i motori tra le dune di Zandvoort dopo tre settimane di pausa estiva, e lo fa ripartendo dalle certezze ritrovate di Lando Norris. Ricaricato dal mare e soprattutto dal successo perentorio colto all'Hungaroring prima dello stop, il campione del mondo in carica si presenta al Gran Premio d'Olanda 2026 con un approccio pragmatico e la consapevolezza di chi sa che la rincorsa iridata verso la vetta occupata da Kimi Antonelli passa dalla comprensione maniacale della propria McLaren.

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"Non sono il tipo che fa voli pindarici, non arrivo qui pensando che vinceremo e basta", ha esordito Lando nel paddock olandese. "I nostri obiettivi sono alti e vogliamo credere di potercela fare. In Ungheria abbiamo introdotto novità importanti, tra cui un nuovo fondo: ora dobbiamo capire se questo incremento prestazionale sia universale, valido per ogni tipo di asfalto e curva, o se fosse specifico per Budapest. Serve pazienza per quantificare il reale guadagno, ma il passo avanti è stato evidente e la performance della domenica scorsa è stata forse persino superiore a qualsiasi gara del 2025".

Un potenziale enorme che si scontra con una monoposto ancora complessa da interpretare e cucirsi addosso. Norris non nasconde le insidie di un progetto veloce ma esigente sul piano della guida: "La vettura è ancora estremamente difficile da guidare. Non basta metterla in pista per andare forte: bisogna capire esattamente come interpretarla in ogni singola curva, in ogni condizione e fase di vita delle gomme. Sento di aver iniziato a decifrarla molto bene negli ultimi mesi, ma vorrei fosse un pizzico più semplice, specie nei circuiti cittadini dove non hai margine per esplorare il limite".

Il distacco in classifica piloti inferiore ai 100 punti dal leader non toglie il sonno al pilota di Woking, deciso a vivere il campionato gara per gara senza farsi condizionare dalle speculazioni: "Ci penso solo quando me lo chiedete voi giornalisti. Non ci ho pensato per tutta la prima parte di stagione e non ha senso farlo adesso. A Budapest ha funzionato non guardare la classifica, continuerò su questa strada".

La fiducia nel box McLaren resta incrollabile, alimentata da una leadership solida: "Cosa mi rende ottimista nella lotta contro Ferrari e Mercedes? Il fattore principale è la McLaren stessa. Le persone che abbiamo, il percorso fatto negli ultimi anni e la guida di Andrea Stella e Zak Brown. Tutti hanno la mentalità perfetta per lottare contro i migliori. E se guido come in Ungheria, ho grandissima fiducia in me stesso".

Zandvoort, che si prepara a salutare il calendario, evoca ricordi contrastanti per Norris: dal ritiro amaro della passata stagione alla svolta mentale che lo ha condotto al titolo iridato, fino all'addio a un tracciato iconico. "È un peccato che non ci sarà più. Se dipendesse dai piloti, Zandvoort resterebbe: preferisco gli eventi con un pubblico appassionato e autentico rispetto ad altre gare con meno atmosfera. Proprio qui l'anno scorso ho capito quanto fosse fondamentale il lavoro fuori dalla pista per smettere di dubitare di me stesso e guidare più liberamente. Quando trovo quel ritmo, so di essere fortissimo".

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