F1, "Non c'è niente che possiamo fare": Norris svela il grande limite della McLaren a Zandvoort

F1, "Non c'è niente che possiamo fare": Norris svela il grande limite della McLaren a Zandvoort
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Terzo nella Sprint Race di Zandvoort dopo aver ceduto la posizione a Leclerc, Lando Norris analizza con lucidità i problemi della McLaren. Il britannico evidenzia le criticità della vettura nelle curve a bassa velocità e conferma che gli aggiornamenti funzionano, ma non bastano per lottare al vertice.
22 agosto 2026

Lando Norris ha chiuso in terza posizione la Sprint Race del Gran Premio d’Olanda. Dopo essere partito dalla seconda casella, il britannico della McLaren ha condotto fin dai primi metri una gara tutta in difesa dal ritorno di Charles Leclerc. Dopo 18 giri di costante pressione, il monegasco della Ferrari è riuscito a scavalcarlo, costringendo il pilota di Bristol a sventolare bandiera bianca e ad accontentarsi del gradino più basso del podio. Una prova complessa che ha messo a nudo i limiti attuali della MCL40 sul tracciato di Zandvoort, dove il sabato per la scuderia di Woking è iniziato decisamente in salita.

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Analizzando le difficoltà riscontrate lungo la breve corsa sprint, Norris ha tracciato un bilancio lucido della situazione, individuando nella gestione delle percorrenze a bassa velocità il vero fattore critico. "Semplicemente il passo in generale, specialmente nelle curve a bassa velocità", ha spiegato il britannico quando gli è stato chiesto di riassumere le problematiche emerse in pista. "Abbiamo faticato davvero tanto rispetto agli altri, e lo si è visto per tutto il fine settimana finora. Non c'è niente che possiamo fare: la macchina è ottima nelle curve veloci, ma non è assolutamente abbastanza buona in quelle lente. Riuscire a tenere il passo è stato difficilissimo. Non possiamo spingere oltre il limite nei tratti veloci durante la gara, quindi non riusciamo a ottimizzare i nostri punti di forza. Di conseguenza emergono di più i nostri punti deboli e il passo oggi non era sufficiente".

Interrogato sulla possibilità di intervenire sul set-up per ribaltare l'inerzia in vista delle qualifiche e della gara domenicale, il pilota della McLaren non si è illuso, sottolineando come la squadra stia già estraendo il massimo dal pacchetto a disposizione. "No, altrimenti l'avremmo già fatto", ha risposto seccamente a chi gli chiedeva se ci fosse margine di manovra. Anche rispetto all'ipotesi di sacrificare il rendimento nel giro secco in favore del passo gara, Norris ha chiarito la linea d'azione del team: "Non è che non lo stiamo già facendo, cerchi solo di rendere la macchina migliore possibile".

Il confronto con la recente vittoria conquistata all'Hungaroring ha riaperto il dibattito sulle caratteristiche dei tracciati e sulla resa della vettura, ma per l'inglese l'esito del weekend olandese non rappresenta una sorpresa. "No, per niente", ha precisato Norris. "Sapevamo che a Budapest eravamo molto forti nelle curve ad alta velocità e piuttosto terribili in quelle lente, ma siamo comunque riusciti a vincere. Qui ci sono molte più curve molto, molto lente e i nostri problemi emergono di più. Quindi no, non sono affatto sorpreso. È esattamente quello che ci aspettavamo".

Nonostante la delusione per una Sprint trascorsa sulla difensiva, Norris ha ci tenuto a scagionare le novità tecniche introdotte di recente dalla squadra, confermando che i dati raccolti sul campo coincidono con le simulazioni di fabbrica. "Gli aggiornamenti hanno funzionato esattamente come dovevano, quindi sono molto contento. Siamo comunque riusciti a fare dei progressi, è solo che in certe aree non siamo minimamente abbastanza veloci. Nel lento abbiamo faticato per tutto il fine settimana ed è chiaramente il punto debole che abbiamo sulla vettura al momento. Sento che se tornassimo a Monaco adesso, saremmo disastrosi come allora".

L'analisi del pilota britannico si fa ancora più approfondita nello spiegare come la vittoria ungherese avesse in parte mascherato un deficit strutturale non ancora del tutto colmato. "Credo che siamo chiaramente progrediti molto, specialmente nel medio-alto veloce, ed è per questo che siamo veloci qui ed eravamo così veloci a Budapest. Non è che a Budapest fossimo veloci ovunque e per questo abbiamo vinto nei tratti lenti: lì eravamo comunque più lenti della Ferrari e al livello della Mercedes, a stento. Quindi abbiamo ancora dei punti deboli; anche se siamo riusciti a vincere una gara, è stato solo perché lì i punti di forza brillavano davvero, mentre qui il distacco nel lento è troppo grande. Al momento non possiamo farci nulla, la macchina è fatta così per ora ed è su questo che dobbiamo continuare a concentrarci come squadra. Stiamo cercando di tirare fuori tutto il possibile e penso che i ragazzi abbiano comunque fatto un buon lavoro oggi".

L'ambizione di Norris resta comunque quella di lottare ai vertici della classifica, pur consapevole che per ambire al titolo iridato servirà un ulteriore salto di qualità nelle zone guidate del tracciato. "Anche con un terzo posto, io voglio lottare per la prima posizione, attaccare, andare a prendere George e metterlo sotto pressione, piuttosto che cercare di sopravvivere in ogni curva lenta e lottare per la vita. Sono molto contento della squadra, dei progressi che abbiamo fatto e del fatto che tutti gli aggiornamenti abbiano funzionato, mi hanno aiutato a conquistare il terzo posto oggi, ma ci serve semplicemente di più se vogliamo lottare per il campionato, tutto qui".

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