Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Il weekend di Andrea Kimi Antonelli sul tracciato di Zandvoort si è preannunciato in salita già dai primi istanti del venerdì. Le caratteristiche tortuose dello storico circuito olandese, unite alle variabili meteorologiche tipiche delle coste del Mare del Nord, hanno reso particolarmente complessa la messa a punto della monoposto, costringendo il giovane talento azzurro e i suoi tecnici a un lavoro di rincorsa per trovare il giusto bilanciamento.
La sessione di qualifica per la Sprint Race si è rivelata il primo snodo cruciale del fine settimana. Culminate le prove del venerdì in quinta posizione, il pilota italiano della Mercedes ha faticato maggiormente nel trovare il limite rispetto al compagno di squadra, abile nel piazzare la stoccata vincente e ad assicurarsi la pole position per la gara corta del sabato, trasformata poi in una vittoria autorevole d'autorità.
Nelle fasi concitate della Sprint, il talento bolognese ha comunque mostrato una solida maturità gestionale. Terminando in quarta posizione, Antonelli ha accarezzato a lungo l’idea di affondare l'attacco per il podio, scegliendo però di non forzare eccessivamente. Consapevole dell'importanza di preservare la vettura e raccogliere dati fondamentali, l'italiano ha preferito impostare una condotta di gara conservativa piuttosto che prendere rischi inutili in vista delle qualifiche del pomeriggio, portando a casa i preziosi punti del quarto posto finale.
Nel post gara, l'analisi del diciottenne è stata lucida ed estremamente pragmatica, focalizzata soprattutto sulle peculiarità di un tracciato che perdona pochissimo e rende le manovre di sorpasso un'impresa complessa. Antonelli ha evidenziato come l'accumulo di detriti al di fuori della traiettoria ideale finisca per condizionare pesantemente il ritmo di chi si trova a inseguire nel gruppo: “Penso che ovviamente partire da dietro sia sempre un po' difficile, e oggi è arrivata la conferma che è necessario partire davanti, perché è dura sorpassare e lo sporco in pista si fa sentire parecchio, specialmente più si va avanti nella gara. Quindi sì, penso che il passo fosse abbastanza buono, ma è chiaro che bisogna fare una qualifica migliore”.
Le parole del pilota confermano quindi la bontà del ritmo gara espresso dalla Freccia d'Argento numero 12, spostando però l'intera attenzione sul rendimento nel giro secco. In vista del prosieguo del weekend, la chiave per puntare alle posizioni di vertice risiederà interamente nella capacità di ottimizzare il potenziale della vettura sulle mescole nuove, garantendosi quella prima fila indispensabile per fare la differenza sin dallo stacco della frizione.