F1. Zampata Leclerc nella Sprint di Zandvoort: "apevo di avere una chance". Ma per la qualifica avverte: "La pole sarebbe una sorpresa"

F1. Zampata Leclerc nella Sprint di Zandvoort: "apevo di avere una chance". Ma per la qualifica avverte: "La pole sarebbe una sorpresa"
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Dalla staccata decisa su Norris alla gestione dell'ibrido: Charles Leclerc analizza il 2° posto nella Sprint di Zandvoort e mette in guardia sul giro secco della Ferrari
22 agosto 2026

Un azzardo calcolato e una zampata da fuoriclasse. Charles Leclerc si prende il secondo posto nella Sprint del Gran Premio d'Olanda 2026, piegando la resistenza della McLaren di Lando Norris al giro 18 con una staccata micidiale in fondo al rettilineo di curva 1. Tra le dune di Zandvoort, il monegasco della Ferrari ha costruito la sua rimonta partendo da una scelta controcorrente che ha stupito anche il vincitore George Russell: montare la gomma soft in una griglia dominata dalle mescole medie. 

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Una scommessa tecnica che ha pagato sul passo gara e nell'approccio alle fasi decisive della corsa corta, anche se il ferrarista ha dovuto scontrarsi con dinamiche inedite legate alla gestione energetica delle monoposto 2026. “A essere onesti, non so quanto la soft sia stata determinante”, ha spiegato Leclerc. “Ieri nelle FP1 avevamo mostrato un passo molto solido sui long run con la gomma media, quindi sapevamo di avere una buona macchina per la gara. In qualifica ci manca ancora qualcosa. Mi aspettavo di guadagnare posizioni subito al via con la soft, piuttosto che nel finale, ma è stata comunque un’ottima gara”.

La decisione strategica del muretto di Maranello non è stata automatica, considerando anche la differenziazione rispetto al compagno di squadra Lewis Hamilton: “Non è stata una scelta scontata, anche perché io e Lewis eravamo su due strategie differenti. Dopo le FP1 pensavo fosse una buona opzione: non mi sentivo del tutto a mio agio con la media, quindi ero felice di provare la soft. La macchina si è comportata bene, il bilanciamento era ottimo e il ritmo era in linea con quello di George Russell”.

Il momento chiave della Sprint è arrivato con il sorpasso su Norris, propiziato da una gestione differente dell'ibrido: “Ci ho creduto. Lando sul rettilineo principale era piuttosto lento, non aveva lo stesso deployment di potenza elettrica che avevo io. Sapevo che c'era un'opportunità lì: a Zandvoort è quasi impossibile superare e non ci sarei mai riuscito senza una strategia di deployment diversa tra i team. Quando poi mi sono trovato dietro a George, ho visto che lui gestiva la potenza in rettilineo in modo differente rispetto a Norris: per me sarebbe stato molto difficile passarlo, anche avvicinandomi tanto”.

Guardando al resto del weekend e alle qualifiche per la gara domenicale, il monegasco mantiene un approccio cauto sulle chance di pole position: “Non credo ci sia qualcosa che possiamo fare all’istante per migliorare sul giro secco. Spesso si parla di sacrificare la gara per la qualifica, ma non è così bianco o nero: cerchi sempre di rendere la macchina più veloce possibile. Sappiamo che la qualifica è il nostro punto debole in questo momento e non abbiamo ancora trovato la soluzione definitiva. Ieri ho fatto un ottimo giro e la vettura rispondeva bene, quindi sarei sorpreso di fare la pole, ma farò di tutto per riuscirci. La cosa positiva è che il nostro passo gara c'è, siamo pronti per domani”.

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