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Poteva essere lui l’uomo del mercato dei piloti, ma ha preferito chiudere le discussioni prima che si intensificassero sempre di più. Sul suo nome varie erano le teorie, dal ritiro al cambio di casacca prima della scadenza del contratto nel 2028. Ma Max Verstappen ha deciso non solo di rispettare l’accordo con la squadra che l’ha reso campione del mondo di Formula 1 per ben quattro volte, ma addirittura di rinnovare. In occasione del suo Gran Premio di casa in Olanda, la Red Bull ha scosso il paddock di Zandvoort annunciando l’estensione di altri quattro anni dell’olandese con i colori di Milton Keynes.
“Essere parte di questo team già da così tanto tempo significa, per me, far parte di una seconda famiglia”, ha esordito Verstappen ai nostri microfoni nel paddock di Zandvoort. “Abbiamo vinto tantissimo e abbiamo già vissuto insieme così tanti momenti incredibili. Con l'arrivo di Laurent [Mekies] lo scorso anno, il rapporto è stato davvero ottimo, molto aperto e trasparente fin dall'inizio. Per questo anche la mia decisione è stata legata esattamente a questo: al futuro e ad alcune scelte strategiche interne alla squadra. Per me è assolutamente la cosa giusta continuare qui. L'ho sempre detto, lo dissi anche quando Dietrich Mateschitz era ancora in vita: il mio obiettivo è chiudere la carriera in questo team. Penso che ci stiamo avvicinando a questo traguardo; ci sono ancora molti anni davanti, ma l'obiettivo resta quello. Sono molto orgoglioso di rinnovare e di provare a tornare al vertice: abbiamo assaporato a lungo cosa significhi stare davanti e siamo affamati di tornarci”.
Il percorso verso la firma, tuttavia, ha attraversato anche momenti di profonda riflessione e frustrazione legati alle vetture e ai regolamenti tecnici: “Devo dire che dopo le prime gare dissi a Laurent: ‘No, non venire da me con alcun tipo di domanda sul futuro, perché non so nemmeno se voglio restare’. Siamo sempre stati molto aperti. Io amo correre e ho avuto ottimi confronti sia con la F1 sia con la FIA: stiamo lavorando lentamente verso qualcosa che diventi sempre migliore. Da parte mia mi sono adattato, ho accettato la situazione in cui ci troviamo tutti e cerco solo di trarne il massimo. Con la durata di questo contratto si lascia anche la porta aperta per valutare la situazione qualora dovessero rientrare i V8”.
Un compromesso accettato in nome della pura passione per il motorsport: “Come ho detto, ho accettato la situazione attuale. Personalmente non ne sono felice, ma allo stesso tempo, con i dialoghi avuti con F1 e FIA, si sta già cercando di apportare piccoli miglioramenti per l'anno prossimo e per quello successivo. In più, la durata dell'accordo tiene aperta la porta a un potenziale ritorno dei V8. Sono disposto ad accettare che al momento le cose non siano fantastiche, ma amo ancora correre: è pur sempre una vettura di Formula 1. Alcune piste sono migliori di altre, ma sappiamo per certo che possiamo migliorare in alcune aree, quindi con gli anni la situazione migliorerà un po'. Prima di tutto bisogna sentirsi bene dove ci si trova. Non ha importanza avere la macchina più veloce quest'anno: se non ti trovi bene, non durerà a lungo. Io mi sento benissimo in questo team, devo credere nelle persone per tornare al vertice e il tempo dirà la sua. L'obiettivo è quello: voglio ancora vincere gare, ho fame di vittorie. Inoltre, la Red Bull mi permette di fare cose anche al di fuori della Formula 1: è un grande vantaggio, un pacchetto completo di cui sono estremamente grato. Sui dettagli del contratto in sé, invece, non voglio parlare”.
Interpellato sulle modifiche regolamentari a stagione in corso, Verstappen ha chiarito: “È difficile indicare una singola gara. Anche tra una gara e l'altra sono cambiate alcune cose sulla concessione di motore e batteria, ma è avvenuto nel corso del tempo. In più, anche se non sono del tutto soddisfatto di come siano i pacchetti, stiamo comunque correndo: questo è ancora il vertice del motorsport, quindi voglio continuare a essere qui”.
La ristrutturazione interna di Milton Keynes e l'addio di alcune figure storiche non hanno scalfito la sua fiducia nel gruppo: “Si stanno nominando cinque persone su duemila o quante ne sono. È come ha detto anche Laurent: si tratta di un vero lavoro di squadra. Certo, alcuni nomi importanti sono partiti, ma allo stesso tempo si guardano i nuovi talenti e si inseriscono altre persone; è ciò che stiamo facendo. Il tempo dirà quanto successo avremo, ma vale per tutti: nessuno può promettere che vincerà il prossimo anno o quello dopo. Devo credere che con le persone presenti qui possiamo farcela, ora dobbiamo solo lavorare per questo. È ancora la mia famiglia. Non ho mai sentito il desiderio o il bisogno di cambiare team solo per provare a vincere altrove. Se qui mi trovo bene, perché dovrei farlo? So che fanno tutto per me e loro sanno che io faccio tutto per loro non appena scendo in pista cercando di portare a casa il risultato. Con altri piloti non funziona così, io sono semplicemente felice di essere qui e continuare a guidare”.
Nessun dubbio nemmeno sul fronte power unit con il supporto di Ford: “Non è una questione di punti interrogativi. Penso che si sia visto finora quest'anno che la power unit si è dimostrata competitiva. Siamo molto orgogliosi di quanto è stato prodotto, ma non si è mai soddisfatti. Anche quando vinci, vuoi sempre migliorare: questo è sempre stato l'obiettivo all'interno della squadra, non è mai abbastanza e sarà il nostro target anche per i prossimi anni”.
Sui retroscena della trattativa e il silenzio stampa mantenuto nelle scorse settimane, Max ha spiegato: “I colloqui sono stati ottimi con Oliver Mintzlaff, ovviamente con Laurent e con gli azionisti. Lavoriamo insieme da tanto tempo, ci conosciamo molto bene e per questo non c'era alcuna fretta immediata. Ecco perché non avevo nulla da dire: ci siamo avvicinati passo dopo passo e io non ero affatto stressato. Rispondo a ciò che voglio dire, altrimenti non dico nulla, non cambia molto. Almeno ora anche per la squadra possiamo concentrarci sugli anni a venire e continuare a spingere insieme”.
Infine, alla domanda su eventuali contatti con altre scuderie rivali, come la McLaren, l'olandese ha risposto senza giri di parole: “Credo di essere stato più vicino al ritiro che a cercare un'altra squadra. Ma no, va tutto bene. Perché è così importante per me? Perché qui mi piace. Penso che sarebbe una bellissima storia se fosse possibile: essere preso dalla Red Bull e chiudere la propria carriera all'interno di un unico team. Non sento il bisogno di cambiare tanto per cambiare, né di provare a farlo con un altro colore. Il mio colore preferito è il blu, quindi aiuta. Ma sì, se succedesse sarebbe una storia fantastica”.