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La pausa estiva è giunta al termine e con il Gran Premio d’Olanda inizia la seconda parte della stagione 2026. Per la Cadillac, il 2026 rappresenta la stagione di debutto nella griglia di partenza e la prima metà della stagione è stata piuttosto complessa, come da copione, con la vettura che ha sofferto di problemi di affidabilità, anche con alcuni aggiornamenti apportati in pista. In occasione della tappa a Zandvoort, è stato proprio Valtteri Bottas a commentare le difficoltà del team statunitense, che durante la pausa estiva ha vissuto un cambio di rotta nel management, con l’arrivo di Marcin Budkowski al posto di Graeme Lowdon. Il pilota finlandese ha commentato lo stupore della notizia e di come questo possa influenzare la seconda parte della stagione, si spera ovviamente in maniera positiva, rispetto all’inizio.
"Penso che un grande cambiamento come questo a metà stagione sia sempre un po' una sorpresa all'inizio. Ma poi, parlando con Dan e con gli altri, mi hanno spiegato tutti i motivi di questa scelta e li rispetto," ha esordito Bottas analizzando l'avvicendamento ai vertici del team. "Se continuiamo a fare sempre le stesse cose non faremo mai progressi, quindi dobbiamo cambiare qualcosa. Chiaramente è davvero un peccato che sia stato Graeme a uscire, perché prima di tutto è un mio amico, ma penso anche che abbia fatto un ottimo lavoro nell'impostare la squadra e nel prepararla a essere sulla griglia fin dalla prima gara. Quindi tanto di cappello per questo, ma allo stesso tempo do il benvenuto a Martin. Non lo conosco benissimo dal passato, l'ho visto in giro nell'ambiente, ma di sicuro nei prossimi giorni passeremo molto tempo insieme".
In merito al suo rapporto con la decisione e al legame con Lowdon, il pilota ha chiarito la propria posizione: "La rispetto. Con qualsiasi cambiamento, solo il tempo dirà se si tratta di una scelta azzeccata o sbagliata, quindi non posso prevedere il futuro. Non conosco ancora bene Martin e non ho lavorato con lui in passato, mentre con Graeme ho lavorato parecchio ed è proprio una questione di rapporto personale." La riorganizzazione, tuttavia, non crea scossoni immediati sulla sua stabilità contrattuale. "Non nel breve termine," ha rassicurato il finlandese. "Ovviamente per il prossimo anno è tutto confermato, poi alla fine parleremo di cosa succederà oltre il 2027, ma non è ancora il momento".
Il passaggio a una nuova guida gestionale nasce dall'esigenza di superare ostacoli tecnici rimasti irrisolti per troppi mesi, un punto su cui Bottas si è espresso in modo diretto. "Penso che qualcosa dovesse cambiare. Alcuni problemi che abbiamo avuto si trascinavano ormai da troppo tempo, ma magari non mi aspettavo un cambiamento così drastico. Mi aspettavo forse più interventi in fabbrica e cose del genere, ma a volte noi piloti non vediamo cosa vada cambiato a questi livelli, perché siamo estremamente concentrati sulla guida, sulle prestazioni e nel fornire i nostri feedback. Non siamo noi a dover strutturare la squadra, non è il nostro lavoro." Alla domanda se i continui guai ai freni siano stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso, il pilota ha aggiunto: "Probabilmente sì. E penso anche che l'approccio americano possa essere un po' più reattivo e improvviso rispetto a quello europeo. Non credo abbiano paura di cambiare le persone da un momento all’altro se ritengono che possa essere la scelta giusta per il futuro".
Nonostante le difficoltà, il lavoro svolto per portare al debutto la struttura rimane un traguardo fondamentale. "Graeme ha fatto uno sforzo enorme. Ha dedicato tutto se stesso negli ultimi tre anni a questo progetto. Ha fatto un ottimo lavoro, tutto si presenta benissimo e stiamo correndo. Certo, abbiamo avuto qualche problema, ma penso sia del tutto normale, quindi ho grande rispetto per lui. Spero di vederlo ancora nell'ambiente, perché ha tantissima esperienza e punti di forza che può sicuramente continuare a dare a questo sport".
L'arrivo di Budkowski introduce inoltre una competenza specifica ai vertici operativi. "Penso di sicuro che uno dei motivi del cambio fosse avere una figura tecnica in quella posizione," ha osservato Bottas. "Conosce a fondo lo sport e ne ha viste tante. Porterà una prospettiva e una visione diverse all'interno del team. Di nuovo, non posso prevedere il futuro, ma può rivelarsi una buona scelta. Il tempo lo dirà, intanto ha tutto il mio supporto per il suo nuovo ruolo".
Entrando nei dettagli delle criticità sofferte sulla monoposto, in particolare il surriscaldamento dell'impianto frenante, il pilota ha ripercorso la prima metà di campionato spiegando che i correttivi deliberati non sono bastati. "Nell'ultimo evento abbiamo avuto di nuovo lo stesso problema e lo stesso motivo per il ritiro, cioè la mancanza di flusso d'aria e la difficoltà nello smaltire il calore dai freni. Avevamo portato un aggiornamento per Budapest, parlavamo di un 5-10% di raffreddamento in più, ma chiaramente non è bastato. Qui andrà bene, siamo abbastanza fiduciosi. Alla fine servirà un progetto totalmente nuovo. Al momento stiamo cercando di modificare quello che abbiamo, ma serve un cambiamento più profondo e ne siamo fully aware." Alla base del difetto ci sono concause precise: "Un po' entrambi i fattori: sappiamo di avere poco flusso d'aria, ma anche alcune guarnizioni e componenti si sono rivelati inaffidabili".
Guardando all'immediato futuro e alle attese per la seconda parte di stagione, la priorità rimane l'affinamento operativo e la qualità complessiva, senza compromettere le risorse del prossimo ciclo. "C'è ancora parecchio tempo da tirare fuori sul giro secco in qualifica, ma anche in termini di precisione sul setup e qualità dei componenti come diffusori, ali e carrozzeria. Se riusciamo a trovare maggiore costanza in quell'area, parliamo di un bel guadagno cronometrico. Dobbiamo alzare la qualità costruttiva della vettura, deve apparire a tutti gli effetti come un'auto di Formula 1 gestita da un top team. Per quanto riguarda gli sviluppi non è rimasto molto da portare quest'anno, quindi gran parte delle risorse sono concentrate sul 2027. La mia visione attuale è che qualsiasi cosa facciamo non deve sacrificare le prestazioni del 2027, perché con la nuova macchina servirà un salto di qualità netto".
Il weekend di Zandvoort si apre infine con l'incognita del meteo e il format Sprint. "Non abbiamo ancora girato sul bagnato finora, quindi sarà una sorpresa. I riscontri degli altri piloti che hanno effettuato dei test sul bagnato sono stati piuttosto altalenanti. Sono curioso di vedere come andrà, speriamo piova almeno in una sessione per poterne valutare il comportamento. Ma in un weekend con la Sprint e una sola sessione di prove libere, le incertezze possono trasformarsi in un'opportunità per noi".