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L'estate della Formula 1 si avvia al suo primo traguardo intermedio con il Gran Premio d’Ungheria. In casa Cadillac, il weekend all'Hungaroring rappresenta un importante banco di prova prima della sosta estiva, un momento utile per tracciare un bilancio su una prima parte di stagione complessa ma ricca di spunti di crescita. A fare il punto della situazione è Valtteri Bottas, che analizza senza filtri lo stato dell'arte del progetto, il lavoro di squadra condotto insieme al compagno Perez e le peculiarità tecniche che attendono i piloti sul tracciato ungherese.
Il lavoro di sviluppo sulla vettura ha iniziato a dare i primi frutti, permettendo alla scuderia di staccare alcuni concorrenti diretti, pur con la consapevolezza di dover fare i conti con realtà ben più collaudate. “Tutto ciò che abbiamo portato sulla macchina l'ha resa più veloce e migliore”, spiega Bottas. “Penso che sia davvero un fatto positivo per una nuova squadra; in F1 non è mai scontato che i pezzi montati funzionino davvero. Abbiamo fatto dei progressi, ed è stato evidente nel confronto con Aston Martin: siamo riusciti a distanziarli di un bel margine grazie a questi piccoli miglioramenti”.
Il divario dai vertici, tuttavia, rimane l'ostacolo principale da sormontare per un team giovane. “Rispetto ai top team il nostro ritmo di sviluppo è stato buono, ma avvicinarci davvero è complicato. Ci sono squadre presenti da sempre che funzionano come orologi ben oliati: in galleria del vento trovano novità ogni mese. Competere con loro è dura. Molto dipenderà da come nascerà la vettura del prossimo anno, da cui ci aspettiamo un salto più consistente. L'ulteriore supporto che arriverà dagli Stati Uniti sarà fondamentale per passare al livello successivo”.
Se sul giro secco in qualifica la monoposto riesce a difendersi, sulla distanza di gara emergono criticità strutturali ben precise su cui i tecnici stanno lavorando. Il problema principale risiede nella carenza di carico aerodinamico ad alta velocità: se nel giro singolo ci si può in qualche modo mettere una pezza, in gara questo deficit porta la vettura a scivolare maggiormente nelle curve veloci, stressando inevitabilmente le coperture. A questo si aggiunge il cronico surriscaldamento degli pneumatici, un fattore direttamente collegato proprio alla mancanza di carico. I nuovi cerchi provati nell'ultimo evento hanno fornito un piccolo aiuto sul fronte del raffreddamento, ma la strada per risolvere del tutto l'inconveniente è ancora lunga.
Un apporto fondamentale alla crescita della squadra arriva dall'esperienza della coppia di piloti. L'affinità di vedute tra Bottas e il compagno di box rappresenta una bussola precisa per gli ingegneri. “I nostri commenti sulle priorità a breve e lungo termine sono estremamente allineati. Essere in sintonia sul bilanciamento e sulle debolezze della macchina dà grande fiducia alla squadra. Poi contano le piccole cose: le esperienze passate di Perez in altri team su assetto, differenziale o freni ci regalano spesso spunti utili per risolvere i problemi”.
A livello personale, il pilota finlandese ha dovuto riadattare profondamente il proprio approccio al volante per adattarsi ai nuovi regolamenti energetici. “Ho dovuto reimparare diverse cose, soprattutto per la gestione della batteria. Il mio stile di guida cercava spesso di massimizzare le uscite curva, ma con queste regole è penalizzante: se vai sul gas troppo presto, finisci la batteria prima. Su tracciati come Spa o Silverstone questo fa una differenza enorme, mentre per alcuni dei piloti più giovani sembra un approccio quasi naturale”.
L'Hungaroring rappresenta da sempre un tracciato particolare, sia per la conformazione tecnica sia per il calore del pubblico. “Come evento è fantastico, ci sono sempre tantissimi finlandesi e c'è una bellissima atmosfera”, racconta Bottas con un sorriso. “Dal punto di vista della guida, questo è un circuito favorevole per le nostre power unit: ci sono meno rettilinei lunghi e più curve, rendendo più facile ricaricare la batteria. Ci sarà meno clipping e le differenze tra gli stili di guida saranno più livellate”. Non per questo, però, la gestione della potenza sarà banale. “Non si va a piena potenza per tutto il giro. Durante le prove libere lavoreremo per trovare la strategia di erogazione ottimale. Bisogna essere intelligenti e scegliere dove "incassare il colpo", bilanciando il tempo sul giro con la gestione dell'energia e lo stress sulle gomme”.