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La Formula 1 tornerà in azione la prossima settimana per il Gran Premio d’Italia a Monza. Ma prima di pensare all’appuntamento brianzolo, emergono importanti novità circa la natura contrattuale del rinnovo di Max Verstappen. Il suo weekend di casa a Zandvoort — con l’Olanda per l’ultima volta nel calendario del Circus — è iniziato con l’annuncio dell’estensione del suo accordo con la Red Bull fino al 2030. Una mossa che ha chiuso definitivamente le voci di mercato e la sua possibile uscita sia dal team che dalla Formula 1 stessa.
Quando il sipario sul Gran Premio d’Olanda si è alzato lo scorso giovedì mattina, la Formula 1 è stata scossa da un annuncio inatteso. Dall’inizio della stagione, il nome di Max Verstappen è stato al centro del dibattito all’interno del paddock. Con l’esordio del nuovo regolamento tecnico, il campione olandese ha apertamente espresso il suo disappunto nei confronti della nuova natura della Formula 1, arrivando a definirla senza mezzi termini una “Formula E sotto steroidi”. Un fastidio talmente forte da spingerlo a minacciare più volte l'addio alla categoria. Una presa di posizione che ha indotto i vertici stessi della Formula 1 a intervenire: Stefano Domenicali ha infatti richiesto un incontro privato con Max per discutere dei miglioramenti necessari al Circus. Una chiacchierata cuore a cuore che ha sortito l’effetto sperato dal pilota, con la promessa che in futuro la direzione tecnica seguirà una filosofia diversa.
E forse sono state proprio queste promesse a convincere Verstappen a restare. “Mi sono adattato. Accetto la situazione in cui penso ci troviamo tutti e cerco solo di trarne il massimo. E penso anche che, con l'anno fino a cui ho firmato, si riapra la porta — magari quando potenzialmente entreranno i motori V8 — per valutare di nuovo la situazione. Sono disposto ad accettare che al momento la situazione, diciamo, non sia fantastica, ma amo ancora correre. Voglio dire, è pur sempre una monoposto di Formula 1, e alcune piste sono migliori di altre. Ma sì, di sicuro sappiamo che in alcune aree possiamo migliorare, quindi nel corso degli anni le cose andranno un po' meglio”, ha infatti dichiarato il pilota ai nostri microfoni al momento dell’annuncio.
Dopo un lungo periodo di riflessione, Max ha deciso di dare ancora fiducia alla Formula 1, e ancor di più alla Red Bull, di cui vestirà i colori fino al 2030. “Dopo le prime gare ho detto a Laurent: ‘No, non venire da me con nessun tipo di domanda sul futuro perché non so nemmeno se voglio rimanere’. Onestamente, abbiamo sempre mantenuto la cosa molto aperta. Amo correre e penso di aver avuto molte ottime discussioni con la F1, ma anche con la FIA. Penso che stiamo lentamente lavorando verso qualcosa che diventa sempre migliore”. Con la firma di questo rinnovo, Verstappen ha automaticamente smentito ogni voce di mercato che lo vedeva pronto a trasferirsi in McLaren alla scadenza naturale del contratto con la squadra di Milton Keynes nel 2028.
“Io mi sento molto bene in questa squadra. Devo credere nelle persone, nel fatto che possiamo tornare in cima. E sì, il tempo dirà. Voglio dire, è quello a cui puntiamo: voglio ancora vincere le gare, sono affamato di vittorie. Inoltre, ovviamente, la Red Bull mi permette di fare cose anche un po' al di fuori della Formula 1. Quindi è un grande valore aggiunto, sapete, tutto quanto, l'intero pacchetto, di cui sono ovviamente molto grato. E, riguardo al contratto in sé, i dettagli, non voglio parlarne”, ha aggiunto Max. Infatti, come dimostrato con la partecipazione alla passata edizione della 24 Ore del Nürburgring — dove è arrivato a un passo dalla vittoria con il suo equipaggio — la Red Bull gli consente di prendere parte anche ad altre categorie e di divertirsi a bordo delle vetture GT3. Un aspetto, questo, che ha influito molto sulla stesura finale dell'accordo.
“Sapete, siamo qui oggi per dirvi che ci stiamo prendendo un impegno reciproco come squadra, e Max fino alla fine del 2030. Penso che la sostanza sia questa. Tutto il resto sono affari nostri”, ha subito tagliato corto Laurent Mekies riguardo alle cifre e ai cavilli burocratici delle clausole rescissorie. In particolare, queste ultime sono state al centro del dibattito sul contratto in scadenza nel 2028 firmato da Verstappen: visti i dubbi sulle prestazioni della nuova power unit realizzata da Red Bull con Ford, gli consentivano di rescindere l'accordo qualora, alla vigilia della pausa estiva, non si fosse trovato tra le prime tre posizioni in classifica.
La domanda sorge spontanea: questi punti interrogativi sono presenti anche nel rinnovo appena siglato? “Non si tratta di punti interrogativi. Penso che si sia visto finora quest'anno che la Power Unit è stata piuttosto forte. Siamo molto orgogliosi di ciò che è stato fornito, ma non si è mai soddisfatti. Vuoi sempre fare meglio. Questo è sempre stato l'obiettivo all'interno del team: vogliamo sempre migliorarci, non è mai abbastanza. Quindi questo è l'obiettivo anche per i prossimi anni”. E quando è stato nuovamente incalzato in merito, Verstappen ha glissato: “Io dico quello che voglio dire, altrimenti non dico nulla, quindi non cambia molto. Ma almeno adesso, anche per la squadra, possiamo solo concentrarci sugli anni a venire e continuare a spingere insieme”. L’olandese ci ha tenuto però a precisare un dettaglio sulle voci relative alla McLaren: “Penso di essere stato più vicino al ritiro che a cambiare squadra!”.
Prima di arrivare alla firma, tuttavia, le trattative sono state piuttosto lunghe. “Lavoriamo insieme da molto tempo, ci conosciamo piuttosto bene. Ecco perché non c'era una fretta immediata ed è per questo che non ho mai avuto davvero nulla da dire: era solo un processo passo dopo passo, ci stavamo avvicinando. Per quanto mi riguarda, non sono mai stato davvero stressato al riguardo”, ha ammesso ancora Verstappen. A muovere i primi passi verso il rinnovo sono stati il team principal Laurent Mekies e Oliver Mintzlaff, direttore sportivo della Red Bull. È molto probabile che lo stipendio base di Verstappen (di recente intorno ai 65 milioni di euro all'anno) sia stato ritoccato verso l'alto per convincerlo ad accettare. Soprattutto, tra le carte degli avvocati — come riportano i tedeschi della BILD — vi sarebbe nuovamente una clausola rescissoria che consentirebbe a Max di lasciare la Red Bull. Tuttavia, a Milton Keynes sono fiduciosi di poter stare tranquilli almeno per questa stagione e per la prossima.
A conferma di ciò arrivano le parole del manager di Max, Raymond Vermeulen, che ha recentemente dichiarato alla BILD: "Siamo sempre stati leali e lo rimarremo. Vogliamo continuare il nostro percorso con la Red Bull e Max vuole concludere la sua carriera qui, ma ovviamente con la possibilità di vincere”. E infine le parole al miele dello stesso olandese: “Perché mi piace stare qui. Penso che sarebbe una bellissima storia se fosse possibile: essere preso dalla Red Bull e finire la carriera all'interno di un'unica squadra. Perché, come ho detto prima, non sento il bisogno di cambiare solo per il gusto di farlo, e non ho necessariamente bisogno di riprovarci con un altro colore. Il mio colore preferito è il blu, quindi questo aiuta! Ma sì, sarebbe ovviamente una storia fantastica se accadesse”.