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La McLaren ha ritrovato la rotta, e il cronometro di Zandvoort ne è la prova più lampante. Dopo la vittoria di Budapest prima della sosta, Lando Norris ha conquistato la pole position del Gran Premio d'Olanda 2026, confermando come il lavoro meticoloso di Woking sulla MCL40 stia finalmente dando i frutti sperati. Il pacchetto introdotto in Ungheria sul fondo vettura, completato qui con le novità all'ala posteriore a tre nervature, il mini soffiaggio allo scarico, il diffusore rivisto e le nuove prese dei freni posteriori, ha restituito una monoposto performante sul giro secco. Oscar Piastri, quarto, completa un quadro solido. Eppure, dietro il sorriso per la partenza al palo, Andrea Stella mantiene i piedi ben piantati a terra, consapevole che la domenica riserverà insidie ben più complesse.
"Il tasso di successo dei nostri sviluppi è stato alto, in continuità con le passate stagioni", ha spiegato il Team Principal di Woking al termine della qualifica ai nostri microfoni. "Con questo regolamento sembra più semplice trovare in pista le conferme di quanto visto in galleria del vento rispetto alla maturità raggiunta lo scorso anno. A Zandvoort abbiamo portato un pacchetto più ridotto e specifico, incentrato su un'ala posteriore da alto carico, ma non è ancora sufficiente per avere un vantaggio netto su tutti".
Il punto focale dell'analisi del tecnico di Orvieto riguarda la netta discrepanza emersa tra le curve veloci e i tratti lenti del tracciato olandese: "Sapevamo che il pacchetto dell'Ungheria avrebbe favorito i tratti ad alta velocità, ma a Zandvoort l'effetto è andato oltre le aspettative: nelle curve 7 e 8 siamo incredibilmente competitivi. Tuttavia, se potessimo, baratteremmo volentieri un po' di questa prestazione nel veloce per avere più competitività nelle curve lente, come la 11 e la 12, dove non siamo mai stati i più rapidi".
Questo divario, mascherato in qualifica dal grip extra della gomma morbida nuova, rischia di pesare sulla distanza di gara: "In qualifica il deficit a bassa velocità si compensa con la gomma soft, ma sulla lunga distanza il tempo trascorso in quelle curve si allunga: freni prima, la percorrenza è più lenta e la trazione dura di più. Lì non puoi contare sull'extra-grip dello pneumatico, serve il carico aerodinamico puro, ed è dove abbiamo faticato nella Sprint".
La gestione delle gomme e il passo gara della Ferrari restano l'osservato speciale in vista del Gran Premio di domani: "La Ferrari e Leclerc hanno mostrato il ritmo migliore fin dalle libere e nella Sprint. Tutti i team guarderanno attentamente alla scelta di Charles di partire con la soft per capire la strategia ottimale. Noi abbiamo fatto delle modifiche per la gara, vedremo se pagheranno".
Stella ha poi offerto uno spaccato interessante sulla complessità di guida delle monoposto 2026: "I nostri piloti le definiscono vetture difficili da guidare al limite. All'inizio dell'anno il problema era sulle rette e in frenata per via delle incoerenze nell'erogazione della power unit o del clipping improvviso. Ora quell'aspetto è più sotto controllo, ma resta la sfida legata al minor carico aerodinamico e alle gomme più strette: l'auto scivola molto, basta una raffica di vento a favore per scomporla in trazione. È una Formula 1 in cui non puoi mai dare nulla per scontato".