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Un sabato ad alto tasso di adrenalina sul tracciato intitolato a Carlos Pace. Nelle concitate qualifiche del Gran Premio del Brasile, caratterizzate da condizioni meteo mutevoli e da un asfalto insidioso, Andrea Kimi Antonelli firma una prestazione solida e piena di spunti. Il giovane talento italiano conclude la sessione con il terzo tempo cronometrico, ma il risultato sul campo si trasforma presto in un’opportunità ancora più ghiotta: complice la penalità comminata al compagno di squadra George Russell, Kimi eredita la partenza dalla prima fila, piazzandosi proprio accanto alla McLaren di Lando Norris per la griglia della domenica.
Un verdetto che fa sorridere l'italiano, arrivato al termine di un pomeriggio in cui il confine tra l'eliminazione prematura e la festa in top 3 è stato sottilissimo. Nel corso del Q2, infatti, una provvidenziale bandiera rossa sventolata prima del completamento di diversi tentativi ha letteralmente salvato Antonelli da un taglio che sembrava ormai scritto. Superato lo scoglio ed entrato nella fase decisiva del Q3, il pilota della Mercedes ha saputo gestire il passaggio alle coperture da bagnato intermedio su una pista in continua evoluzione, mettendo in mostra una maturità e una capacità di lettura delle condizioni non scontate al primo impatto con la pioggia di Interlagos.
Analizzando la sua sessione ai microfoni del post-qualifica, Antonelli non ha nascosto la difficoltà nel trovare il limite su un tracciato che mutava ad ogni passaggio: “Mi sono sentito a mio agio sulle Full Wet. Poi in Q2, ovviamente, ho fatto solo il giro di lancio sulle intermedie, quindi non sapevo davvero cosa aspettarmi entrando in Q3. Ma è stata dura. È stata dura perché stavo provando traiettorie diverse durante il giro e cercando di capire dove fosse l'aderenza migliore. Ovviamente però, in quel secondo giro, la pioggia ha iniziato a farsi piuttosto intensa, soprattutto nella seconda metà, quindi è stato un po' più difficile guadagnare tempo sul giro”.
Un giro finale che ha visto anche un paio di sbavature dovute alla ricerca disperata di aderenza su un asfalto battuto dall'acqua, come ammette lo stesso Kimi con grande trasparenza: “Ma sì, è un vero peccato perché nel giro ho rischiato grosso alla curva 5, dove ho quasi fatto un testacoda. Anche alla curva 9 ho perso molto in uscita. Stavo solo provando traiettorie differenti, quindi non ha funzionato proprio al meglio per me. Vediamo se domani la pista sarà bagnata: di sicuro avrò molta più consapevolezza della vettura e delle condizioni”.
Correre a San Paolo in condizioni di pista umida rappresenta un battesimo del fuoco per chiunque, specialmente a causa della natura del manto stradale, rinnovato e riasfaltato a macchia di leopardo lungo i 4,309 metri del circuito. Incalzato sulle insidie incontrate per la prima volta su questa pista bagnata, Antonelli ha spiegato: “Sì, era la prima volta, quindi cercavo di capire il livello di grip, che non era affatto alto. Inoltre, a causa dei diversi tipi di asfalto nei vari punti, non era facile trovare la traiettoria giusta. Però sento di aver acquisito molta più esperienza sul bagnato anche su questo tracciato, e staremo a vedere domani. Di sicuro, cercherò di farmi trovare pronto”.
Il riposizionamento al secondo posto sulla griglia di partenza apre ora scenari decisamente interessanti in vista del Gran Premio. Con il poleman Lando Norris nel mirino e la consapevolezza di avere tra le mani una vettura bilanciata in tutte le configurazioni, l'italiano guarda allo spegnimento dei semafori con determinazione e fiducia nelle proprie carte, sia in caso di pista asciutta che di nuova pioggia: “Credo proprio di avere il passo per lottare. Spero di riuscire a scattare bene al via, e vediamo se sarà bagnato o asciutto. Sull'asciutto mi sono sentito molto a mio agio sul giro secco e sul passo gara, specialmente ieri nelle FP2. Quindi sì, vedremo. Non vedo l'ora”.