F1 Brasile 2026. Ferrari, ecco perché il weekend è in salita. Antonelli detta il passo

F1 Brasile 2026. Ferrari, ecco perché il weekend è in salita. Antonelli detta il passo
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Andrea Kimi Antonelli è il più veloce nelle FP2 del GP del Brasile 2026 di Formula 1, su una pista resa insidiosa dal vento e dalle asperità dell'asfalto. La Ferrari soffre soprattutto nella gestione delle gomme, ma il tema della power unit potrebbe diventare centrale nel corso del weekend. Intanto Norris convince con una McLaren aggiornata
6 novembre 2026

Mentre l’orizzonte a Interlagos spariva inghiottito da un mare di nuvole, a emergere è stato Andrea Kimi Antonelli, autore del miglior tempo nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio del Brasile 2026 di Formula 1. È il neocampione del mondo l’uomo più veloce su una pista tutt’altro che di facile interpretazione, specialmente per quanto riguarda uno specifico cambio di direzione. Tutti i piloti in pista, Antonelli compreso, hanno faticato in curva 1, con vistosi bloccaggi. Colpa non solo delle asperità del tracciato, ma anche del vento di testa, che ha sbilanciato le macchine verso l’anteriore, stravolgendo le sensazioni dei piloti.

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Il compagno di squadra di Antonelli, George Russell, risulta arretrato, con un distacco non dissimile al solito. Ma il primo weekend di gara da sconfitto matematicamente è in salita per via di una penalità di cinque posizioni in griglia che gli è stata comminata per l’installazione di un nuovo motore endotermico sulla sua W17. Interlagos si presta per inserire un’unità fresca nel pool a disposizione dei piloti, soprattutto vista la differenza che un componente del genere può fare in quel del Brasile. Un precedente basta a illustrarlo: la cavalcata incredibile di Lewis Hamilton con il motorone Mercedes nel 2021.

A proposito di Hamilton, anche in casa Ferrari potrebbe essere arrivato il momento di smarcare una nuova power unit. Finora né l’inglese né Charles Leclerc hanno scontato delle penalità per questo motivo, ma lo stop accusato in via precauzionale da Hamilton in Messico fa capire come alcune delle unità esistenti siano arrivate a fondo vita. Interlagos e Las Vegas sono le piste più indicate per scontare penalità di questo genere. A differenza della Mercedes, che ha già confermato la sostituzione dell’endotermico sulla macchina di Russell, dalla Ferrari non sono invece arrivate comunicazioni.

Il weekend di Interlagos per la Rossa non è in ogni caso iniziato sotto i migliori auspici. Leclerc si è lamentato dell’erogazione della sua power unit e di uno sbilanciamento verso il posteriore dei suoi freni, mentre Hamilton si è concentrato su un classico problema della SF-26, la difficoltà nel mandare in temperatura le gomme. L’asfalto di Interlagos si aggirava su una temperatura di poco superiore ai 30 gradi, non le condizioni ideali per portare gli pneumatici nella corretta finestra di utilizzo e farceli restare. È questo il vero tema rilevante per Interlagos, e non, invece, le polemiche sterili sulla lotta tra compagni di squadra. La priorità, dopotutto, è poter lottare per qualcosa di rilevante.

Non si sorride nemmeno in casa Red Bull, con Max Verstappen tormentato dai soliti fantasmi. Il quattro volte campione del mondo continua a estrarre il massimo potenziale da una vettura capricciosa. Il problema principale resta sempre lo stesso: quando arriva il momento di scalare la marcia, la RB22 si scompone, con un’erogazione violenta da parte della power unit nel momento in cui i piloti vanno a intervenire sull’acceleratore. Verstappen nelle FP1 ha anche accusato problemi allo sterzo, risultato molto duro. Sono ombre che oscurano la luce di un progetto dal notevole picco di performance. Ammesso che sia raggiungibile.

Ha ben figurato, invece, Lando Norris, amante della pista di Interlagos. Per il GP del Brasile, la McLaren ha portato un pacchetto di aggiornamenti che include un’ala anteriore completamente rivisitata e un’ala posteriore con una beam wing nuova. Nelle mani di Norris, sembra che queste novità abbiano sortito un effetto positivo. È più arretrato Oscar Piastrii, che sappiamo però essere in inferiorità tecnica con questo regolamento. È la condizione contraria a quella di Kimi Antonelli, splendido interprete della F1 di oggi.

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