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Torna a parlare la pista. Dopo giorni carichi di emozioni, dopo la pratica mondiale chiusa in Messico da Andrea Kimi Antonelli, per la Formula 1 è già tempo di tornare in azione. Perché la stagione non è ancora finita e mancano quattro – teoricamente – gare all’appello. Ora la concentrazione è tutta sul Gran Premio del Brasile, sull’iconico tracciato di Interlagos, che si presenta al mondo sotto le nubi: saranno le indiziate speciali nell’arco del weekend, con la pioggia che minaccia i programmi dei prossimi giorni. Ma prima di pensare al proseguimento del fine settimana, ci sono le tre sessioni di prove libere. Ad aprire le danze è stato l’ormai uscente campione del mondo Lando Norris.
Il britannico della McLaren ha chiuso la prima sessione di prove libere in cima alla tabella dei tempi, fermando il cronometro sull’1:11.717. Un ottimo segnale d’incoraggiamento per la squadra di Woking, che ha portato in Brasile un corposo pacchetto tecnico. Ma soprattutto mirato, volto a massimizzare l'efficienza aerodinamica su tutto il corpo vettura. Al centro del lavoro degli ingegneri sulla MCL40 c'è un'ala anteriore completamente ridisegnata, pensata per pulire e indirizzare con maggiore precisione i flussi verso il fondo e la carrozzeria. Proprio il fondo riceve una piccola ma significativa ottimizzazione nei suoi componenti (floor furniture), lavorando in sinergia con la nuova beam wing e il nuovo gruppo dell'ala posteriore. Quest'ultimo debutta a Interlagos con l'obiettivo dichiarato di incrementare in modo efficiente il carico aerodinamico verticale in qualsiasi condizione di marcia, offrendo ai piloti il massimo supporto e la stabilità necessaria per la delicata sfida brasiliana.
Bisognerà vedere se questo aggiornamento servirà a migliorare anche le prestazioni di Oscar Piastri, che ha saltato la FP1 cedendo la sua vettura a Leonardo Fornaroli in qualità di rookie. L’italiano porta a casa un’ottima risposta da parte della pista con un undicesimo tempo finale, nonostante un lavoro dedicato alla raccolta di informazioni per la correlazione del simulatore di Woking, utile a orientare lo sviluppo del prossimo anno. Alle spalle di Lando Norris si trova l’erede del ruolo di campione del mondo: Andrea Kimi Antonelli, che, sbollita l’euforia del titolo vinto pochi giorni fa in Messico, è tornato in pista. Il messaggio è stato chiaro sia a parole che nei fatti. L’obiettivo ora è proseguire lo slancio di questa stagione per gettare, già da ora, le basi della prossima, in cui la Mercedes non è sicura di poter contare su un vantaggio tecnico così grande. Kimi sente, anche da pilota, di dover continuare a crescere, com’è giusto che sia. Perché il titolo vinto dopo soli due anni in Formula 1 è un’impresa impressionante: non un punto d’arrivo, ma di lancio per il futuro. Il secondo tempo, distaccato di soli 68 millesimi, conferma sia la volontà del bolognese di non cullarsi sugli allori, sia quanto sia tirato il confronto tecnico in pista tra i team.
Terzo Max Verstappen a 236 millesimi da Lando Norris. Per l’olandese non è stata una sessione facile a causa dei consueti problemi in scalata, ma il neo maggiore sono state le sofferenze con il volante, che non rispondeva come voleva ai suoi comandi. Al punto da aprirsi via radio per dire che è “come fare un allenamento con il volante”, una battuta che fotografa perfettamente quanto stia lottando con la RB22. Lotta nel suo box anche Lewis Hamilton, che in Brasile ha ribadito la sua posizione all’interno della Ferrari dopo quanto accaduto in Messico. Il suo lavoro è iniziato con il quarto tempo in FP1, ma si è battuto molto nel pre-sessione, quando ha avuto un briefing lungo e profondo con il team principal Frédéric Vasseur e Charles Leclerc. Questi ultimi, infatti, sono arrivati in Brasile solamente poche ore fa dopo aver fatto ritorno in Europa: il primo per alcune riunioni a Maranello e il secondo per la nascita della sua primogenita Bianca, avvenuta solo tre giorni fa. Il monegasco ha assistito dal box alla sua SF-26 scesa in pista in FP1, ma per pochissimo tempo.
Infatti, i meccanici hanno avuto molto da fare sulla monoposto di Leclerc, affidata a Dino Beganovic per la prima sessione. È stato un lavoro intenso sul set-up, sfociato poi in un cambio del fondo che ha richiesto molto tempo. E quando Dino ha finalmente avuto il via libera per tornare in azione, è stato richiamato quasi subito ai box per alcuni problemi tecnici. Quinto George Russell, concentrato al massimo per trovare la quadra con il suo pilotaggio, la Mercedes e la nuova era tecnica in queste ultime gare, così da riprendersi dallo scotto del titolo perso prima di ripartire la prossima stagione. Concludono la top 10 Isack Hadjar, uno straordinario Gabriele Minì – in azione al posto di Gasly –, Gabriel Bortoleto, Franco Colapinto e Liam Lawson. Undicesimo Fornaroli davanti a Bearman, Alonso, Lindblad, Bottas, Albon – fermato da un problema sulla sua Williams – e Browning (sostituto di Sainz). Diciottesimo Rafael Câmara, che ha esordito ufficialmente in Formula 1: per lui è stata la primissima volta sia a Interlagos – avendo corso principalmente su piste europee ed essendo cresciuto nell’ambiente della Ferrari Driver Academy in Italia – sia soprattutto a bordo di queste monoposto, che non aveva mai guidato prima. Diciannovesimo Lance Stroll, che precede Herta – che ha finalmente conquistato la superlicenza –, Dino Beganovic e Freddie Slater, fermato da un problema al sistema idraulico della sua Audi.
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— Formula 1 (@F1) November 6, 2026