"Con Hamilton vogliamo solo vincere. Motore nuovo? Non svelo la strategia": Leclerc avverte i rivali a Baku. E su Antonelli dice che...

'Con Hamilton vogliamo solo vincere. Motore nuovo? Non svelo la strategia': Leclerc avverte i rivali a Baku. E su Antonelli dice che...
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Alla vigilia del GP di Baku 2026, Charles Leclerc fa chiarezza sulla convivenza con Lewis Hamilton, il rebus Power Unit della Ferrari e incorona il talento di Kimi Antonelli
23 settembre 2026

Il fascino di Baku sta tutto nel camminare sul filo del rasoio. Da un lato il rettilineo infinito dove contano cavalli e stabilità, dall'altro la strettoia del Castello, dove un paio di centimetri possono fare la differenza tra la pole position e il muretto. Charles Leclerc questo scenario lo conosce benissimo: la qualifica azera è quasi una sua proprietà privata con cinque pole, ma la gara si è spesso trasformata in un incubo d’incompiuta. Alla vigilia del Gran Premio di Baku 2026, il pilota della Scuderia non si nasconde. Il verdetto della pista, d'altronde, dice che le due Ferrari cercano risposte e conferme dopo un rientro dalla pausa estiva meno brillante del previsto.

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“Dire che le nostre difficoltà dipendano dalle caratteristiche dei tracciati non sarebbe corretto”, ammette il monegasco con grande trasparenza. “Dalla pausa estiva abbiamo corso su piste diverse e la realtà è che McLaren ha fatto grandi passi avanti. Mercedes resta il punto di riferimento costante, ma ora McLaren si è messa al nostro livello. Nelle ultime gare abbiamo faticato con qualche dettaglio di troppo, ma la soluzione è nelle nostre mani: dobbiamo solo fare un lavoro migliore”. Tra i nodi strategici del weekend c'è anche la gestione della power unit, fattore cruciale per estrarre il massimo potenziale dalla monoposto su un tracciato atipico come quello di Baku. Sulla possibilità di smarcare un motore fresco prendendo penalità in griglia, Leclerc mantiene la riservatezza tattica: “È un’opzione nel nostro pacchetto di motori utilizzabili. Non entrerò nei dettagli della strategia per non concedere vantaggi agli avversari, ma averlo a disposizione è senz'altro un bene”. Infatti, il team di Maranello sta ancora valutando il rischio di utilizzare la power unit con ADUO 2 introdotta a Monza e potenzialmente danneggiata dall’impatto in gara contro le barriere alla Parabolica.

Se il tema tecnico brucia, non è da meno quello della convivenza ai box con Lewis Hamilton. I duelli ruota a ruota tra i due compagni di squadra hanno acceso i riflettori e scatenato il dibattito, specialmente dopo il contatto alla Prima Variante di Monza. Leclerc, tuttavia, preferisce smorzare la tensione e riportare le cose alla giusta dimensione umana e sportiva. “Divertito dai duelli con Lewis? Sì, assolutamente. Ci sono stati momenti in cui sono andato oltre io e altri in cui ha esagerato lui, ma la chiave di tutto sta nel parlarsi. Sapevo già prima che in Ferrari ogni episodio viene iperanalizzato e drammatizzato, e spesso le conclusioni all'esterno sono sbagliate. Ci siamo detti chiaramente che a Monza si è andati oltre e che situazioni simili non devono ripetersi. Ma le regole d'ingaggio sono chiarissime: vogliamo entrambi vincere, ma la priorità assoluta resta riportare in alto la Ferrari”.

Con la solita schiettezza, Charles sottolinea anche una certa disparità di trattamento mediatico: “A Monza tre dei primi quattro team hanno avuto incontri ravvicinati con macchine finite sull'erba, eppure si continua a parlare solo delle vetture rosse. Non lo trovo del tutto giusto”. La discussione poi si allarga agli episodi recenti del campionato, tra cui l'impatto della Virtual Safety Car a Madrid e i limiti imposti dai contratti sulle attività extra-pista dei piloti, tema tornato d'attualità dopo l'infortunio estivo di Isack Hadjar. “Sulla VSC non ci ho pensato troppo”, spiega Leclerc. “A volte questi episodi ti favoriscono, altre volte ti penalizzano, fa parte del gioco. Sulle restrizioni extra-F1? Non ho cinque anni, ma qualche paletto c'è: il paracadutismo non è ben visto, anche se l'ho fatto una volta e non l'hanno presa benissimo. Per lo sci è una questione di responsabilità: più ci si avvicina alla stagione e meno rischi si corrono”.

Sullo sfondo resta la caccia alla prestazione pura in una F1 estremamente livellata, dove la sorpresa dell'anno risponde al nome di Kimi Antonelli, capace di prestazioni straordinarie sulla Mercedes. Leclerc osserva con il rispetto di chi riconosce il talento puro: “Non è una sorpresa totale: chi lo ha seguito nelle categorie propedeutiche sapeva che Kimi aveva qualcosa di speciale. Il suo adattamento quest'anno è stato impressionante, guida costantemente al limite e sui livelli di un compagno forte come Russell. Analizziamo i dati, ma la vera differenza la fa la sensibilità che riesci a mettere nel giro decisivo”.

Ora però conta solo Baku. Un tracciato dove l'errore non perdona e dove Leclerc vuole sfatare il tabù della vittoria domenicale. “Il segreto qui è il coraggio, la precisione assoluta nell'avvicinarsi ai muri di due o tre centimetri. La trappola principale? La Curva 15, ci sono finito contro due o tre volte in passato e quest'anno cercherò decisamente di evitarla. In qualifica mi esalto sempre su queste piste, ma la vera sfida sarà mettere tutto insieme per la gara”.

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