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Alla vigilia del Gran Premio di Baku, Max Verstappen si presenta davanti ai media con la consueta, affilata schiettezza. Nessun filtro, nessuna diplomazia di facciata: quando si tratta del presente e del futuro della Formula 1, il quattro volte campione del mondo della Red Bull continua a essere una voce fuori dal coro, legata visceralmente alla pura essenza del racing piuttosto che agli artifici dello spettacolo moderno, definito uno "zoo".
Il primo affondo arriva sulla questione dei regolamenti tecnici e sui dubbi emersi riguardo alla gestione dell'energia e dell'erogazione di potenza sui rettilinei. Un tema sul quale Fernando Alonso ha espresso critiche severe, trovando in Max un alleato totale. "Con quasi tutto quello che dice Fernando sono completamente d’accordo", ammette Verstappen senza mezzi termini. "Sicuramente lui si trova in una posizione peggiore della mia in griglia per quello che sta vivendo, ma per me il punto centrale è che ci serve più potenza dal motore termico e meno dalla batteria. Più riusciamo a farlo, meglio sarà. Abbassare la potenza della batteria ora farà sembrare le cose un po' più normali, ma in generale c'è un calo di potenza complessivo. Servono grandi cambiamenti per far sì che tutto questo sembri di nuovo naturale”.
Nemmeno la recente decisione di accorciare leggermente la distanza di gara per venire incontro ai limiti di carburante sembra intaccare la sua visione pragmatica. "In media parliamo di tre o quattro giri. A volte ti servono, a volte sei contento che non ci siano. Ma io non ho disegnato queste regole: se dover correre tre giri in meno significa avere un motore più bello da guidare, guiderei volentieri anche il 50% in meno! Se dobbiamo accorciare un minimo per il consumo di carburante ma per avere un'esperienza di gara migliore, credo che chiunque l’accetterebbe”. Anche le indiscrezioni sul ritorno alla libertà di sviluppo per le scatole del cambio non lo scompongono: "Molti team producono già i propri cambi, quindi per noi la situazione resta la stessa”.
Non poteva mancare una stoccata al calendario del prossimo anno, che vedrà un aumento delle Sprint Race fino a quota dieci, inclusa l'introduzione della mini gara da 100 km a Monaco nel 2027. Una scelta che lascia l'olandese del tutto indifferente sul piano emotivo. "Personalmente non ne sono un fan, ma capisco le ragioni commerciali e il fatto che porti più azione nel weekend. Partecipo e cerco di fare il massimo, ma non ho alcun trasporto emotivo nel vincere o meno una Sprint. Fin da bambino sogni il Gran Premio della domenica. E sulla Sprint a Monaco... beh, succederà la stessa cosa della gara vera: sei carico alla partenza e poi non puoi sorpassare. È molto semplice”.
Se il presente in F1 lo vede costretto a scendere a patti con macchine meno fisiche ma comunque complesse da interpretare — "Dipende dalle gare, a volte fai ancora una fatica tremenda a tenerle in strada. Ma sui rettilinei con la modalità SM sembra quasi di galleggiare rispetto ai colpi violenti dell'anno scorso" —, le risposte sui limiti di degrado della gomma della RB22 lasciano trasparire un cauto ottimismo per il futuro. Riprendendo le parole del team principal Laurent Mekies, Max conferma: "È un lavoro in corso. Ci sono aspetti che non possiamo correggere sulla vettura di quest'anno, ma stiamo finalmente individuando le aree precise in cui migliorare per il 2027”.
Le difficoltà tecniche non intaccano però l'entusiasmo per le sfide storiche, come il ritorno a Sepang la prossima settimana, un tracciato durissimo per temperature e usura della gomma: "Sono felice di aver vinto l'ultima edizione lì, è una pista fantastica che amo, ma sarà durissima per il caldo e per il degrado delle coperture”. E a proposito di compagni di squadra, Verstappen spende parole di grande stima per Isack Hadjar dopo l'ufficialità del rinnovo del suo contratto: "Sta solo proseguendo il suo percorso di crescita. Da debuttante è entrato nel team principale facendo un lavoro eccellente. Peccato solo per le ultime gare saltate per infortunio, ma l'annuncio era l'unica scelta logica per la squadra. Se lo è meritato assolutamente”.
Se la F1 resta la priorità quotidiana, lo sguardo di Max punta spesso oltre il paddock. Le gare Endurance e le grandi classiche su sponda GT3 continuano a esercitare una forza d'attrazione irresistibile, pur con precise gerarchie. "Nürburgring e Spa sono opzioni serie ed entusiasmanti per il prossimo anno. Le Mans no, per ora non è nella mia lista. Sulla Nordschleife ho già detto che voglio tornare: se il calendario me lo permetterà e potrò prepararmi bene, lo farò”.
Una passione per le corse pure riaffermata anche nel recente evento che lo ha visto protagonista contro 100 kart che ha superato in poco più di 14 giri: "La cosa più bella è stata vedere tutti con il sorriso. Per molti era un sogno battermi, ma per me la vera scarica di adrenalina è stata partire dal fondo, dover sorpassare e fidarmi solo dell’istinto”. Nel frattempo c'è un weekend azero da affrontare, su un tracciato cittadino anomalo e insidioso, dove trovare la giusta finestra di utilizzo delle gomme e il ritmo in staccata è un rebus continuo. Ma anche un luogo che evoca ricordi leggeri dell'esordio in Red Bull insieme a Daniel Ricciardo. "È una pista dura, difficile da domare. Ma Baku mi piace anche perché c'è un'atmosfera diversa, meno 'da zoo' rispetto ad altri Gran Premi. Ricordo ancora quando giravamo per la città con Daniel a fare i pazzi in macchina. Vincere qui è sempre fantastico”. Schietto, diretto, focalizzato solo su ciò che conta davvero: guidare forte. Come sempre, alla maniera di Max.