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Lewis Hamilton è pronto per affrontare il Gran Premio dell’Azerbaijan. Dopo una doppietta difficile tra Monza e Madrid, concluse rispettivamente in settima posizione e con un DNF a causa di un guasto tecnico, il sette volte campione del mondo si prepara alla complessa tripletta che lo vedrà impegnato tra Baku, Sepang e Singapore. Un periodo avaro di soddisfazioni pista alla mano non basta tuttavia a scalfire il progetto che lega il pilota britannico alla Scuderia Ferrari, nonostante le recenti indiscrezioni circa presunte richieste di sostituzione per alcune figure chiave del muretto e del box di Maranello, prontamente smentite dallo stesso Hamilton.
Il pilota #44 si dice pronto a scendere in pista tra i muri stretti del tracciato cittadino azero, ripartendo dal lavoro svolto a stretto contatto con la squadra per analizzare gli aspetti da migliorare: "Ho parlato con gli ingegneri per ripercorrere ciò che abbiamo fatto bene e le aree in cui abbiamo commesso errori o dove ci è sfuggito qualcosa: cerchiamo sempre di migliorare e sono entusiasta all'idea di provare a porre rimedio ad alcuni di questi aspetti. Penso che da casa non si rifletta troppo in profondità sulle gomme, ma sono proprio gli pneumatici l'elemento che garantisce una quantità enorme di prestazioni se riesci a farli funzionare nel modo giusto. Che ci si creda o no, è una vera e propria scienza a sé stante, ed è un'area in cui potremmo fare di meglio e che potrebbe offrirci un notevole margine di miglioramento".
I muretti di Baku non perdonano e rappresentano una sfida unica per la guida e la ricerca del bilanciamento ideale della SF-26: "Qui tutte le staccate sono davvero impegnative, perché devi buttarti in curva trovandoti praticamente un muro di fronte. La fiducia in frenata è naturally fondamentale, così come la fiducia nel bilanciamento complessivo. Ci sono tantissimi tratti, come curva 3, 4, 7, 8 e 15,in cui sei veramente al limite: è un circuito estremamente impegnativo. Tuttavia, siamo molto più contenti di dove si trova la nostra macchina in termini di sviluppo fatto quest'anno. Sia Charles sia io abbiamo mostrato un buon passo nelle ultime gare: ora abbiamo bisogno di un weekend pulito. Si tratta solo di trovare il giusto ritmo fin dall'inizio, costruire fiducia in noi stessi e nella vettura ed eseguire tutto al meglio. C'è molto da fare per riuscirci, ma stiamo lavorando per fare un lavoro sempre migliore".
L'attenzione si sposta poi sulla gestione dei componenti della Power Unit per il prosieguo del campionato, con la possibilità di cambiare un ulteriore unità con le specifiche dell’ADUO 2 e ciò comporterebbe una pesante penalità: "Al momento non vedo la necessità di scontare una penalità sul motore. Dato che abbiamo gestito il chilometraggio nell'ultima gara, ho risparmiato un po' di usura, quindi penso che dovremo essere a posto. Naturalmente, man mano che i motori accumulano gare c'è una differenza nelle prestazioni rispetto a quando sono nuovi, quindi prenderemo questa decisione più avanti nel corso dell'anno. Sono passati 10 anni da quando siamo venuti qui per la prima volta e non ricordo molto a essere sincero, ma la maggior parte sono probabilmente brutti ricordi. Non so nemmeno se ho mai vinto su questa pista, non credo".
Hamilton riflette poi sul format del Mondiale, criticando l'ipotesi di accorciare la durata dei Gran Premi in calendario: "Non conosco le ragioni dietro la scelta di accorciare le gare, ma penso che dovrebbero essere più lunghe, dato che dal punto di vista fisico sono più facili che mai. Accorciarle non ha molto senso: questo fine settimana abbiamo mescole che possono praticamente coprire tutte la distanza di gara, e ci sono molti Gran Premi in cui si fa un solo pit-stop senza che sia particolarmente impegnativo. Stanno facendo gomme che sembrano durare sempre di più; per quanto mi riguarda, in molte occasioni avrei voluto che ci fossero più giri, quindi chiederei l'opposto: gare più lunghe. Questo dovrebbe essere lo sport più esigente al mondo dal punto di vista fisico e mentale. A Singapore fa incredibilmente caldo ed è un tracciato probante, e la Malesia sarà pazzesca quest'anno: è proprio lì che si vogliono vedere gli atleti al limite delle loro prestazioni, costretti a spingere il proprio corpo ancora oltre. Questo è lo sport: alzare l'asticella e superare i limiti. Quindi accorciare le gare non ha assolutamente alcun senso per me".
Sulla conclusione di stagione e sul calendario autunnale, il britannico aggiunge: "Personalmente voglio andare a correre in Medio Oriente, è una regione che amo. Da quello che ho letto mi sembra che le cose vadano bene lì, ma non ho tutte le informazioni e non conosco i livelli di rischio. Mi fido di Stefano per prendere la decisione giusta per lo sport, ma spero davvero che riusciremo ad andarci. Finire la stagione in inverno a Imola potrebbe non essere il massimo dal punto di vista meteo: è una pista bellissima, ma non è un tracciato in cui si vedono molti sorpassi, quindi più gare riusciamo a disputare in Medio Oriente, meglio è”.
Un felice ritorno nel calendario è rappresentato da Sepang, tracciato in cui Hamilton si aggiudicò la vittoria nel 2014: "Ho sempre amato andare a Kuala Lumpur e ho vissuto splendide esperienze lì con la mia squadra precedente. La pista è fantastica e regala sempre belle gare. Quando si decide quali circuiti affrontare durante l'anno, questo dovrebbe far parte del processo decisionale: vogliamo belle gare per i tifosi, non quelle in cui non si vede alcun sorpasso. Quindi sono assolutamente favorevole a questo ritorno e non vedo l'ora. Si tratta di un circuito caldissimo e massicciamente impegnativo sul piano fisico, una sfida che attendo con entusiasmo".
Infine, andando nettamente controcorrente rispetto a molti piloti interrogati durante il media day sul tema della gara Sprint a Monaco, il campione britannico esprime tutto il suo disappunto per l'introduzione della gara corta nel Principato: "Una Sprint Race a Monaco non ha alcun senso per me. Guardando al lato positivo, magari avremo un'altra sessione di qualifiche, il che è carino, ma ho sempre detto che Monaco ha bisogno di qualcosa di diverso. Non penso che debba avere lo stesso formato di gara di tutti gli altri posti. Le gare Sprint hanno portato qualcosa di nuovo nello sport, ma dobbiamo inventarci un'idea specifica per un posto del genere. È un luogo bellissimo e un circuito incredibile da guidare, ma la gara domenicale è tra le più noiose che ci siano: una gara Sprint non è la risposta".