“Di sicuro non vado al casinò con loro”: la follia di Hamilton e la chiamata radio che ha cambiato la gara a Sepang

“Di sicuro non vado al casinò con loro”: la follia di Hamilton e la chiamata radio che ha cambiato la gara a Sepang
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Partito con le soft sulla pista bagnata e scivolato in 17ª posizione, Lewis Hamilton firma una risalita pazzesca a Sepang fino al podio.
4 ottobre 2026

Una domenica partita con i peggiori presagi si è trasformata in un capolavoro di tenacia, visione e pura sensibilità di guida. Il Gran Premio del Bahrain in Malesia del Cavallino Rampante sembrava compromesso fin dal via, tradito da una scelta strategica al limite del drammatico: montare mescole slick soft sulla SF-26 di Lewis Hamilton e su quella di Charles Leclerc mentre l'asfalto era ancora intriso d'acqua. Tra traversi al limite del controllo e visibilità azzerata, la corsa del sette volte campione del mondo si era tramutata in un'estenuante lotta di pura sopravvivenza.

Eppure, proprio nel momento di massimo sconforto,con il britannico precipitato in 17ª posizione e staccato di oltre un minuto dalla testasi è compiuto lo spartiacque della gara.

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Ricostruendo i momenti concitati prima del via e le decisioni del muretto, Hamilton non ha nascosto le perplessità avute sin dal primo istante in cui si è discusso il piano gomme: “Stavamo disputando un bel weekend, la macchina era fantastica in qualifica. Io e i miei ingegneri siamo rimasti nel box fino alle 23:30 ieri sera per riesaminare tutto, ed ero davvero convinto che oggi ci fosse l'opportunità di giocarcela e fare almeno una bella battaglia con Max. Poi però è arrivata la pioggia e c'è stato il grande panico generale”.

L'incertezza meteo ha mandato in tilt le letture della pista. Tra problemi elettronici e un asfalto insidioso, il confronto radio con il muretto è diventato serrato. La decisione di azzardare la gomma da asciutto si è rivelata subito una trappola spietata non appena tolte le termopercomponenti in corsia box: “Quando eravamo in fondo alla pit lane e gli altri hanno tolto le termoperoperte ed erano sulle intermedie, eravamo nei guai. Non appena siamo ripartiti, c'era tutta l'acqua sollevata dal retrotreno della macchina di Max e ho pensato: ‘Ok, è finita. La mia gara è davvero nei guai.’ Ma abbiamo preso la decisione e dovevamo conviverci”.

Con la pista ancora proibitiva, la tentazione del team è stata quella di richiamare subito Hamilton ai box per coprirsi e montare le intermedie, esattamente come fatto con Leclerc. Ma è qui che il fuoriclasse di Stevenage ha fatto valere l'esperienza, rifiutando il rientro per non buttare via ulteriore tempo: “Mentre tutti mi sorpassavano, dal box mi dicevano: ‘Ci fermiamo’, ma io sapevo che avevamo già accumulato altri 26 secondi di ritardo. Che differenza faceva rispetto al minuto e 40, o a qualsiasi altro distacco avessi? Quindi ho pensato: ‘Aspettiamo solo che la pista si asciughi.’ E una volta asciugata, è stato bello sentire che stavo riprendendo gli altri”.

Resistendo ben 29 giri con le mescole rosse su un tracciato in progressiva asciugatura, Hamilton ha risparmiato una sosta fondamentale, sfoderando un passo gara impressionante. Nonostante le insidie nel mandare in temperatura le gomme medie nella seconda metà di gara, la risalita è stata inarrestabile fino al terzo posto finale: “Dopodiché la macchina andava benissimo. I miei ragazzi nel garage hanno fatto degli ottimi pit stop e poi la strategia è stata buona. Ma da lì a tornare sul podio, non avrei mai pensato che potesse succedere. Ovviamente sono davvero, davvero grato di essere riusciti a risalire fin qui”.

Interrogato con un pizzico di ironia sulla decisione di prendersi un rischio così grande in pista e sulla gestione strategica con gli uomini del muretto, Hamilton ha risposto con una battuta prima di analizzare lucidamente il lavoro di squadra: “Sì, di sicuro non andrò al casinò con quei ragazzi!”. Battute a parte, il pilota britannico ha ribadito la totale fiducia nel gruppo di lavoro di Maranello, sottolineando come la priorità sia imparare dagli errori senza perdere la coesione: “Avremo sicuramente un dialogo aperto. Sono davvero orgoglioso della mia squadra: i meccanici ogni weekend, il lavoro che ci mettono, gli ingegneri, il catering... tutti ci mettono davvero il massimo e hanno il cuore nel posto giusto. Abbiamo sicuramente delle aree in cui dobbiamo migliorare e lo sappiamo, non lo neghiamo affatto”.

Questo terzo posto ha un peso specifico enorme per la Scuderia. Oltre a premiare il talento purissimo e la forza mentale del numero 44, il risultato spezza un digiuno lungo cinque Gran Premi, che durava dalla trasferta di Spa-Francorchamps, e riporta il sereno all'interno del box rossa,dimostrando che il potenziale tecnico per stare con i primi c'è ed è pronto a essere espresso fin dai prossimi appuntamenti.

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