Red Bull, Mekies esclusivo: “Max ci ha sempre detto che voleva restare”. E sulla superiorità del motore F1 2026 dice...

Red Bull, Mekies esclusivo: “Max ci ha sempre detto che voleva restare”. E sulla superiorità del motore F1 2026 dice...
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Laurent Mekies racconta la Red Bull che vuole costruire senza stravolgere ciò che l’ha resa vincente. Dalla leadership fondata sull’ascolto alla fiducia di Max Verstappen, passando per il confronto con la FIA sul motore e una Formula 1 futura più libera: la visione del team principal francese
22 settembre 2026

“Quanto è cambiata la squadra da quando sono arrivato io? Spero poco”: Laurent Mekies, team principal della Red Bull in Formula 1 dallo scorso anno, non vuole fare la rivoluzione, ma sostenere l’evoluzione della scuderia che guida. È una leadership cortese la sua, come i suoi modi, mai sopra le righe. Quando lo incontriamo nell’hospitality del team a Monza, ci accoglie con il suo ottimo italiano e la stessa affabilità con cui vuole guidare la scuderia. “Il mio lavoro non è cambiare la squadra, ma proteggerla”, sottolinea. 

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“Inevitabilmente ci sono stati dei cambiamenti, perché è naturale che sia così”, dice Mekies riferendosi alle varie uscite di peso, ma anche ai nuovi rinforzi, come il recente acquisto di Tom McCollough, che andrà a ricoprire il ruolo di Head of Racing nel 2027. “Ma non vogliamo cambiare l’approccio unico di questo team. Non ci piacciono i compromessi, non intendiamo accettarli. Se riuscissimo, vorremmo diventare ancora più estremi in questo senso”. Non estremo, ma molto empatico, è lo stile di leadership di Mekies.

“La F1 è uno sport di persone – osserva -. L’ascolto serve non solo con i piloti, ma anche con il resto del team. Non è importante solo avvalersi delle risorse migliori. Bisogna anche metterle nelle condizioni giuste per vincere. Come leader il nostro unico compito è provare a mettere le persone nelle condizioni migliori per esprimere il loro talento. E in questo c’è una parte di ascolto, per poter capire come supportarli al meglio”. E quanto Mekies sia attento alle eisgenze dei suoi piloti emerge dal ritratto che tracciano di lui tutti i piloti con cui ha lavorato a stretto contatto.

Se l’empatia di Mekies non stupisce, non si può dire lo stesso delle valutazioni della FIA, che hanno stabilito che il motore endotermico Red Bull è il migliore del lotto. “Siamo rimasti estremamente sorpresi – spiega Mekies -. Sicuramente le nostre analisi ci avevano dato un verdetto molto diverso. Ne abbiamo discusso apertamente con la FIA in modo costruttivo, e stiamo continuando a farlo. Al di là delle differenze del risultato delle analisi, le conseguenze per come è scritto il regolamento sono gigantesche. Quindi, è importante tutelare non solo la Red Bull, ma anche lo sport stesso, attraverso valutazioni corrette sia ora che in futuro”.

La mancanza di accesso all’ADUO, sottolinea Mekies, “ci penalizza. Senza nulla togliere al lavoro straordinario della squadra diretta da Ben Hodgkinson. Abbiamo realizzato qualcosa di epocale, e bisogna dare massimo credito anche a Christian e alla Red Bull per il modo in cui il progetto è stato approcciato. Nessuna azienda al mondo avrebbe accettato quel tipo di sfida, con quattro anni di duro lavoro che ci ha permesso di essere nella posizione di lottare. Crediamo che ci sia ancora tanto lavoro per noi da fare. Sotto alcuni punti di vista si vede che siamo al primo anno, ma si vedono chiaramente il livello al quale vogliamo operare e la nostra ambizione”.

Commisurata alla volontà di eccellere è la conferma di Verstappen, che fino al 2030 sarà un pilota della Red Bull. “Max ha nutrito una serie di dubbi sulle conseguenze di questo regolamento e di cosa potesse significare per questo sport. È stato molto diretto nello spiegare che per lui le corse equivalgono a spingere al massimo e che ci si era allontanati troppo da quello standard. Grazie alla sua spinta, con la F1 e la FIA sono state trovate in poco tempo delle soluzioni per il 2026, il 2027 e il 2028, oltre a una visione per il 2031. Questo ha dato a Max garanzie su quello che sarebbe stato il futuro della F1. Il secondo punto riguardava la scuderia che pensava potesse dargli una macchina vincente per i prossimi anni”.

Dalla prima conversazione fino all’ultima, Max ci ha detto che voleva restare qui. Prendiamo il suo rinnovo come una dimostrazione di fiducia da parte di una persona che conosce estremamente bene questo sport e che ha una quantità di tempo finita per competervi. Il fatto che sia il miglior pilota al mondo non vuol dire che possa gareggiare per 100 anni. E noi prendiamo molto seriamente la sua dimostrazione di fiducia data dall’impegno a correre per noi per i prossimi quattro anni e mezzo. Dobbiamo dargli la macchina più veloce. E l’obiettivo, con il pilota migliore e una power unit eccezionale, è tornare a vincere il prima possibile”.

Per ora, la Red Bull accusa ancora un deficit rispetto alla prima della classe. “Abbiamo iniziato la stagione con un distacco di un secondo al giro dalla Mercedes. Oggi è sceso a circa tre decimi. È corretto dire che Ferrari e McLaren sono spesso più vicine di noi. Non sarà facile chiudere questo gap più avanti, visto che non possiamo permetterci di spostare il focus sul prossimo anno così tardi come è successo nel 2025. Ma in questo momento ci sono tre o quattro squadre racchiuse in tre o quattro decimi, e con distacchi contenuti possono succedere tante cose. Da un lato siamo partiti troppo indietro”.

Una parte di questo ritardo è spiegabile per via dell’impegno profuso l’anno scorso con lo sviluppo per poter combattere fino alla fine per il titolo. Ma è anche giusto dire che avremmo voluto chiudere il gap più velocemente e completamente. Sicuramente ci manca ancora qualcosa, ed è un mix tra puro sviluppo e una monoposto che presenta dei limiti importanti in termini di bilanciamento, che ci impediscono di estrarre il pieno potenziale della vettura”. Nonostante queste mancanze, però, Verstappen sta cogliendo piazzamenti di ottimo livello con il progredire della stagione.

Prima di congedarci da Mekies, gli poniamo una domanda filosofica. Se avesse davanti a sé un foglio bianco, come disegnerebbe la F1 del futuro? “Va dato credito alla FIA per il successo del budget cap. Eravamo scettici, ma penso che funzioni al 90%. Con questo punto fermo, mi piacerebbe che i prossimi regolamenti fossero molto più liberi sia dal punto di vista telaistico che motoristico. Non lo dico solo come ingegnere, ma anche come fan. Abbiamo un’opportunità veramente unica di liberare il regolamento, semplificarlo e consentire ai piloti di spingere al massimo con soluzioni tecniche diverse”. La sua sarà anche una leadership gentile, ma Mekies procede a tutto gas, in pieno stile Verstappen.

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