“Abbiamo toccato il fondo”: Sainz spiazza la Williams prima di Baku. E sulla VSC affonda: “Così è ingiusta”

“Abbiamo toccato il fondo”: Sainz spiazza la Williams prima di Baku. E sulla VSC affonda: “Così è ingiusta”
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Dalle difficoltà della Williams all'attacco frontale alla gestione della VSC e al format di Monaco: Carlos Sainz analizza il momento alla vigilia del GP di Baku
23 settembre 2026

"Abbiamo toccato il fondo": Carlos Sainz non usa mezze misure per descrivere la rincorsa della Williams. Alla vigilia del Gran Premio di Baku, il pilota spagnolo traccia un bilancio crudo ma spaventosamente lucido della stagione della scuderia di Grove, smontando ogni facile entusiasmo legato al podio conquistato su questo stesso tracciato lo scorso anno. La realtà di oggi parla di un deficit strutturale accumulato nei mesi invernali e di uno sviluppo a tappe forzate che richiederà ancora parecchio tempo prima di dare frutti tangibili.

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Credo che a Madrid abbiamo toccato il punto più basso che si possa raggiungere in pista per la Williams”, ammette Sainz senza filtri. “Eravamo a più di tre secondi dal passo dei migliori e a oltre un secondo e mezzo dal centro gruppo. A quel punto si è accumulata tutta la mancanza di sviluppo dell’anno. Ora portiamo un pacchetto che è più in linea con quello con cui avremmo dovuto iniziare la stagione, ma siamo comunque alla quindicesima gara: continuiamo a portarci dietro il deficit e i problemi dell'inverno. Ci vorrà tutto il tempo fino al prossimo anno, e forse fino a metà della prossima stagione, per raggiungere un livello di prestazione ragionevole in cui la squadra possa mostrare la sua vera capacità”.

I numeri parlano chiaro e lo spagnolo non ha alcuna intenzione di nascondersi dietro un dito per quanto riguarda le aspettative del fine settimana: “A Madrid eravamo a un secondo e mezzo dai leader del centro gruppo e so che non porteremo un secondo e mezzo a Baku, quindi non sarà una delusione perché sono realistico e so con quali numeri stiamo giocando. Baku potrebbe essere una buona pista per noi in generale, come Miami, Montreal o Monza dove eravamo più vicini, ma ciò non toglie che quando torneremo su tracciati come Austin soffriremo di più. Sono realista: anche con tutti gli aggiornamenti faremo comunque fatica a passare il Q1 e a stare nella parte alta del Q2. Ma almeno questo darà alla squadra la motivazione che ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Se lo step sarà confermato dai dati della galleria del vento e delle simulazioni, avremo una strada da seguire in vista del prossimo anno”.

Tra le novità e le riflessioni che animano il paddock alla vigilia del GP, Sainz si è espresso anche su temi chiave per il futuro della Formula 1, a partire da format e regolamenti. Stimolato sulla conferma della Sprint a Monaco, lo spagnolo propone una visione del tutto personale: “Penso che avere un’altra sessione di qualifiche a Monaco sarebbe davvero bello. Ma se mi chiedete se abbiamo bisogno di un'altra gara lì, la risposta è no: potremmo parcheggiare le auto il sabato e non fare la gara la domenica e il risultato sarebbe lo stesso. Avere due qualifiche a Monte Carlo sarebbe l'ideale, perché è il momento più entusiasmante del weekend”.

Non manca poi un affondo, da pilota e da Presidente della GPDA, sulla gestione delle Virtual Safety Car, ritenuta spesso ingiusta nei confronti di chi sta conducendo la gara, come successo a Lando Norris a Madrid: “Penso che la VSC sia parecchio ingiusta. Se entra nel momento perfetto per chi è in seconda posizione, regalandogli un pit stop gratuito o più veloce di dieci secondi mentre il primo si trova più avanti, è ingiusto. Chi guida sta facendo la gara perfetta, una grande partenza e una gestione gomme impeccabile, e una bandiera gialla al momento sbagliato regala la vittoria a un altro pilota. Se succedesse a me, lo odierei: bisognerebbe introdurre un tempo minimo in cui la VSC deve rimanere fuori o chiudere la corsia box, qualcosa che non cambi drasticamente l'esito della corsa”.

Infine, una battuta sul ritorno a Sepang la prossima settimana e sulle caratteristiche dei tracciati moderni, con una critica rivolta ai progettisti delle piste: “Ieri ero al simulatore e mi è piaciuto molto guidare Sepang, è un gran bel tracciato. Non capisco però perché abbiano cambiato l'ultima curva rendendola in contropendenza proprio l'anno in cui ce ne siamo andati: è stato un terribile errore. C'era questa moda all'epoca, anche ad Abu Dhabi, ma tutto il resto di quella pista lo amo”.

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