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Un Nico Hulkenberg schietto e pragmatico accoglie il weekend del Gran Premio di Baku. Alla vigilia dell'appuntamento azero sul circuito cittadino delle sponde del Caspio, il pilota tedesco traccia la rotta per un appuntamento fondamentale della stagione, tra pacchetti d'aggiornamento da valutare, la sfida tecnica dei lunghi rettilinei e il racconto di un'Audi in forte crescita strutturale. Tra i temi caldi del momento, la gestione dell'energia sul lunghissimo rettilineo principale di Baku rappresenta uno dei rompicapo più complessi per gli ingegneri, con i motori elettrici guidati dalla MGU-K destinati ad azzerare il proprio apporto prima ancora di staccare in fondo al rettilineo. Un fenomeno già osservato su tracciati ad altissimo scorrimento ma che qui promette di farsi sentire in maniera netta.
Foto copertina: ANSA
"Non sarà strano, in realtà sappiamo aspettarci quello che accadrà", ha spiegato Hulkenberg ridimensionando i dubbi della vigilia. "È una dinamica che abbiamo già visto in tracciati come Monza o Spa, dove ci sono rettilinei lunghissimi con questa configurazione. Ormai, arrivati a questo punto dell'anno, sappiamo esattamente cosa succede e ci siamo abituati. Ovviamente arriveremo a staccare per Curva 1 a una velocità più bassa rispetto allo scorso anno, ma è così per tutti ed è semplicemente il modo in cui funzionano queste monoposto”.
Se il rettilineo richiede compromessi dal punto di vista dell'efficienza aerodinamica, il resto del tracciato non lascia alcun margine di errore. Baku rimane una pista spietata e altamente tecnica, dove la ricerca del bilanciamento ideale rappresenta una vera e propria equazione a più incognite. "Per fare bene qui serve prima di tutto una buona velocità di punta, quindi un livello di drag contenuto aiuta parecchio", analizza il tedesco. "D'altra parte, il tracciato è fortemente sbilanciato sulle basse velocità, ed è estremamente severo sulla trazione. Per costruire velocità sui rettilinei serve un'uscita perfetta da tutte le curve lente. E non dimentichiamo le staccate: ci sono due o tre punti di frenata davvero importanti e violenti. Il settore centrale, con la parte strettissima attorno al Castello, è estremamente tecnico e cruciale, ma anche nel primo settore con i suoi grandi canali di staccata si può guadagnare o perdere un'infinità di tempo”.
Sul fronte tecnico porta al debutto un nuovo pacchetto di aggiornamenti. Un momento atteso, integrato da tempo nella tabella di marcia del team, che punta non solo a un guadagno immediato sul cronometro ma alla validazione del lavoro svolto negli ultimi mesi. "Confidiamo che sia un vero aggiornamento e speriamo ci dia prestazioni e un margine di vantaggio sul campo", ammette Hulkenberg. "Ma si tratta anche di correlazione con i dati della fabbrica, di far crescere i nostri strumenti e affinare la comprensione della vettura in ottica futura. Questo weekend ci darà le prime risposte, poi continueremo a imparare nelle gare successive. L'obiettivo è incrementare le performance, ma quanto davvero lo scopriremo solo andando in pista a lottare. Portare questo pacchetto ora era il nostro piano originario, programmato da tempo: lo sviluppo, la produzione e la logistica richiedono processi complessi, non è una risposta ad eventi recenti”.
Oltre alle novità aerodinamiche, la crescita della squadra passa soprattutto da una solidità operativa sempre più marcata. Dai pit-stop ultra-rapidi alla gestione dell'intero weekend di gara, il lavoro portato avanti nelle sedi di Hinwil e Neuburg sta iniziando a raccogliere i primi frutti visibili. "I pit-stop sono solo una tessera del puzzle. Se guardo a dove eravamo un anno fa e dove siamo oggi, vedo una crescita e un progresso enormi sotto ogni aspetto", dichiara con orgoglio Hulkenberg. "C'è stato un grande reclutamento di persone; quando arrivano nuovi elementi devono integrarsi, capire come lavorare insieme, ed ora iniziamo lentamente a raccogliere i frutti di quello che è stato piantato nelle sedi di Neuburg e Hinwil. Stiamo sviluppando le nostre strutture, le risorse umane, i nostri strumenti. Sento davvero che siamo progrediti molto quest'anno, trovando un ottimo slancio negli ultimi mesi e inserendoci con maggior frequenza nella lotta per i punti al centro del gruppo. È quello che vogliamo, anche se il divario con i primissimi resta ancora ampio. Continuiamo a lavorare a testa bassa”.
Hülkenberg si è poi espresso anche sui format di gara, confermando un certo apprezzamento per le Sprint Race e la loro capacità di azzerare la preparazione standard dei weekend. "In generale sono un fan delle Sprint, le trovo frizzanti e vivaci. Hai meno tempo per le prove libere, ti tuffi subito nella sessione decisiva con meno preparazione ed è una sfida che mi piace. Penso che funzionerà anche su tracciati complessi come Monaco, dove invece di un'ulteriore sessione di libere avremo subito la qualifica e la gara breve. Per noi piloti è più duro e stimolante, ma non ho alcuna preoccupazione sul fronte della sicurezza: conosciamo i circuiti e sta sempre a noi, alla nostra responsabilità, costruire il ritmo passo dopo passo”.
Sollecitato infine sul ritorno in calendario di un tracciato storico del passato come Sepang, che ospiterà il GP del Bahrain la prossima settimana, Hulkenberg ha sfoderato il suo tipico pragmatismo senza cedere a facili nostalgie: "È un tracciato permanente ed è stato tra i primi impianti moderni, ma anche all'inizio della mia carriera non è mai stata una pista per cui dicessi 'wow'. Ha quelle curve lunghe ad apice ritardato, è particolare. Farò del mio meglio perché vogliamo fare bene ovunque, ma di per sé non è la pista più entusiasmante del mondo”.