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La Formula 1 riaccende i motori sul tracciato cittadino di Baku e Franco Colapinto parla della sfida azera. Alla sua prima stagione completa nella massima categoria, il pilota argentino traccia un bilancio alla vigilia del weekend di gara, tra le insidie del tracciato, i progressi del team Alpine e l'entusiasmo travolgente che la sua figura sta generando nel suo Paese d'origine.
Parlando del layout e delle caratteristiche del circuito azero, Colapinto si mostra fiducioso ma consapevole dei punti critici: "Guardando il layout, è probabilmente una delle piste migliori per noi. È piuttosto strano passare da un anno in cui è stata la pista più debole per noi come squadra a una delle più forti, o una in cui speriamo di essere piuttosto forti per questa gara. Dobbiamo studiare un po' meglio le curve a 90 gradi e cose del genere. Non è esattamente il nostro forte, ma in generale sì, sia per il layout che per l'ultima gara, dovrebbe andare bene".
Una delle incognite principali del fine settimana sarà rappresentata dalle condizioni meteorologiche, in particolare per quanto riguarda le raffiche di vento tra gli edifici della capitale azera: "C'è molto più grip, molta più aderenza. Penso che la sfida di questo weekend sarà mettere tutto insieme, perché dal punto di vista del pilota è dura. Parlavo con Pierre delle diverse esigenze di guidabilità, gestione dell'energia e grip in generale. Lui ha menzionato che c'è molto vento in arrivo, e penso che il vento sarà complicato. L'anno scorso abbiamo visto molte bandiere rosse a causa delle raffiche. Cambiava da matti. Con tutti gli edifici attorno, ti arriva una raffica per cinque secondi e poi sparisce per altri cinque. È davvero incostante. Sarà molto difficile per noi, specialmente su un circuito cittadino; rende tutto molto più rischioso e imprevedibile. Penso che sabato sarà la giornata peggiore per il vento, sarà sicuramente un fattore con cui fare i conti".
Nonostante le insidie, Baku evoca ricordi speciali per il giovane talento argentino: "È una pista che adoro, una di quelle che ti godi di più. Qui ho ottenuto ottimi risultati: il mio primo Q3 e i miei primi punti alla mia seconda gara in F1. Anche l'anno scorso ho avuto un weekend positivo. È un tracciato su cui mi piace sempre guidare, fin dalla prima volta. Sono carico per questo weekend".
Colapinto ha poi analizzato il percorso di sviluppo e i passi avanti compiuti dalla scuderia nell'ultimo anno, sottolineando quanto sia complesso recuperare terreno in Formula 1: "Sì, c'è stata una grande svolta. Un passo avanti davvero positivo per la squadra e per me personalmente, anche dal punto di vista sportivo. In Formula 1 è difficilissimo fare un salto del genere. I primi quattro team a volte sembrano quasi irraggiungibili perché sono troppo avanti e hanno i migliori mezzi. È complicato fare i passi avanti che Flavio e tutto il team stanno facendo. È una delle sfide più dure di questo sport".
I miglioramenti tangibili in pista confermano il buon lavoro svolto all'interno del box: "Vedere come è stata gestita la situazione e quanti miglioramenti sono stati fatti nell'ultimo anno è impressionante, ed è qualcosa di cui essere davvero orgogliosi come squadra. Dobbiamo renderci conto di quanto sia difficile fare i progressi che abbiamo fatto noi: dal lottare la scorsa stagione per il quinto posto nel costruttori ad essere stabilmente in Q3 e a punti con costanza. È qualcosa di notevole. Sono felicissimo di farne parte e di vivere questa esperienza, vedendo la squadra crescere gara dopo gara".
Infine, il pilota sudamericano si è soffermato sul grande interesse istituzionale e popolare per il ritorno di un Gran Premio in Argentina, favorito dal vertice tra il Presidente argentino e i vertici della FIA: "Beh, per quello che so, è già molto positivo che mostrino così tanta intenzione e volontà di andare lì. Avere questo grande incontro con tutte queste persone importanti, il fatto che abbiano dedicato del tempo per viaggiare fin lì e che il presidente dell'Argentina fosse presente... dimostra che c'è un enorme interesse. Penso sia stato un ottimo esempio di ciò che può diventare, come dimostrato anche dal mio showrun all'inizio dell'anno. Penso che quello abbia dato una grande spinta per quello che potrebbe accadere lì. È stato un evento estremamente bello e positivo. E questo era con una sola macchina e un solo pilota, immaginate con una gara da 22 vetture: può essere incredibilmente emozionante. Sarebbe fantastico andarci. È uno dei miei sogni correre a casa mia, mi piacerebbe tantissimo e penso che sarebbe un weekend incredibile per tutti".
Un impatto che va ben oltre i risultati in pista e che sta risvegliando la passione per il motorsport nelle nuove generazioni del suo Paese: "Quando ero giovane il mio sogno era semplicemente arrivare in Formula 1 per correre qui. Ma con il passare del tempo, una volta arrivato, è diventato qualcosa di molto più grande di me. La Formula 1 è uno sport, ma è diventata un fenomeno per un intero Paese. Sta prendendo molta forza e il motorsport sta crescendo tantissimo in Argentina, aumentando le opportunità per le persone. I bambini vogliono correre, imparano a conoscere la Formula 1, vanno sui kart. Sono successe tantissime cose grazie a questo e ovviamente mi rende davvero orgoglioso. Sono molto entusiasta per il futuro".