"Qualcosa di disturbante per la F1, superato il limite": lo sfogo di Gasly scuote Baku

'Qualcosa di disturbante per la F1, superato il limite': lo sfogo di Gasly scuote Baku
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Alla vigilia del GP di Baku, Pierre Gasly analizza le insidie della pista azera e lancia un duro allarme contro la deriva d'odio sui social network
23 settembre 2026

Un motore tirato al limite lungo due chilometri di staccata infinita, tra i muri che sfiorano le gomme e un occhio costante ai display del volante per non prosciugare la batteria prima del tempo. Ma per Pierre Gasly la vigilia del Gran Premio di Baku non è soltanto una questione di telemetria, cavalli e assetti scarichi per volare sul rettilineo azero. C'è il peso di un paddock dove la velocità in pista si scontra sempre più spesso con la ferocia dei social network, trasformando un banale episodio di gara nell'ennesimo pretesto per scatenare odio. Così, tra l'analisi tecnica di una monoposto chiamata a graffiare nel guidato e la dura presa di posizione contro gli insulti piovuti sulla sua famiglia dopo il GP di Madrid, il francese delinea la sottile linea che separa la sfida professionale da un limite umano che non andrebbe mai superato.

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Ma prima, a Baku la parola d'ordine sarà compromesso aerodinamico. I ricordi delle buone prestazioni passate, prima tra tutte la pole position in Italia, si intrecciano con la realtà di una monoposto configurata in modo aggressivo per scaricare l’ala nei tratti ad altissima velocità, pur dovendo sopravvivere nel guidato. "La vettura è settata in modo piuttosto simile a Monza", spiega Pierre analizzando le caratteristiche della pista. "Ci sono molte più curve a bassa velocità qui, ma sono abbastanza fiducioso che potremo essere competitivi. Far replicare un 'Monza 2.0' è probabilmente difficile, ma l'obiettivo è essere lì davanti a giocarci la leadership del centro griglia".

Oltre al setup, una delle chiavi della gara sarà la gestione della power unit, in particolare l'erogazione della carica elettrica in uscita dall'ultima curva, prima di lanciarsi nel lunghissimo rettilineo principale. "Dal punto di vista dell'erogazione della potenza e della gestione dell'energia, è una sfida unica. Si ricarica molto nel tratto guidato, ma poi c'è quel rettilineo follemente lungo. In simulatore le sensazioni erano buone, ma la realtà della pista è diversa. Se arrivi all'ultima curva con la batteria non al 100% o soffri di un minimo di turbo lag, paghi un prezzo enorme per tutti i due chilometri successivi. Non parliamo di staccare la spina venti metri prima, ma di perdere centinaia di metri di efficienza. Per questo sarà fondamentale essere perfetti sulla calibrazione e sulla gestione del volante".

Gasly si è espresso anche sul tema delle Sprint Race, che saliranno a quota dieci nel calendario del prossimo anno, coinvolgendo persino un tracciato storico e privo di punti di sorpasso come Monaco. "Amo le gare, amo le partenze e adoro quando ci si batte ruota a ruota su tracciati che lo permettono. Ma da un certo punto di vista è un peccato per il lavoro degli ingegneri. Abbiamo menti brillanti nei box e dare loro solo un'ora di prove libere significa poterne testare solo una minima parte di setup. A Monaco la qualifica è il momento più bello dell'anno; ora avremo due occasioni per affrontarla, ma la gestione del rischio e del feeling con i muri diventerà estremamente complessa con così pochi giri a disposizione".

Non è mancato un passaggio sulle polemiche interne emerse nel precedente appuntamento di Madrid, dove il compagno di squadra Franco Colapinto si era lamentato via radio per il mancato scambio di posizioni. "Abbiamo parlato con la squadra ed è tutto chiarito. Non c'era una chiamata ufficiale per effettuare uno scambio di posizioni in quel momento. Per noi è una questione chiusa e completamente superata”. Tuttavia, l'episodio ha trascinato con sé una scia di odio sui social network che ha colpito da vicino il pilota francese e la sua sfera personale, portandolo a una dura e accorata condanna della deriva dei toni digitali.

"Trovo che sia qualcosa di davvero disturbante per il nostro sport", ha confidato Pierre con tono amaro. "Sono un atleta professionista e so di essere esposto al giudizio del pubblico: si può essere amati o criticati, fa parte del gioco ed è assolutamente normale. Ma quando si arrivano a minacce e attacchi diretti verso i familiari o la propria fidanzata, si oltrepassa un limite del tutto inaccettabile. Non si può giustificare tutto solo perché ci si nasconde dietro a uno schermo. La Formula 1 e la nostra community devono trovare il modo di rendere questo ambiente più sano, perché certe linee non dovrebbero mai essere superate".

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