"La vita senza gare è piatta, ora torno nella mischia": Hadjar rientra a Baku e rinnova con Red Bull per il 2027

'La vita senza gare è piatta, ora torno nella mischia': Hadjar rientra a Baku e rinnova con Red Bull per il 2027
Pubblicità
Dopo tre gare di stop per l'infortunio al polso, Isack Hadjar è pronto al rientro nel GP di Baku. Ad attenderlo a bordo della Red Bull c'è anche l'ufficialità del rinnovo contrattuale per il 2027 al fianco di Max Verstappen: le sue parole sulle condizioni fisiche, il lavoro di Lawson e le aspettative per il weekend azero.
23 settembre 2026

Dopo un’attesa durata tre Gran Premi a causa di un infortunio, Isack Hadjar è pronto a rimettersi al volante. Ad attenderlo sul tracciato cittadino di Baku non c'è solo la sfida delle barriere ravvicinate, ma anche la certezza del proprio futuro: il rinnovo ufficiale del contratto per la stagione 2027 al fianco di Max Verstappen in Red Bull. Un attestato di stima fondamentale per il giovane pilota, pronto a lasciarsi alle spalle un periodo di stop forzato.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

L'entusiasmo per la ripartenza e per la conferma nel team anglo-austriaco si avverte chiaramente fin dalle sue prime parole: “È bello tornare in queste condizioni, assolutamente. Non vedo davvero l'ora di guidare di nuovo. L'ultima volta che ho toccato il volante è stato a Budapest, quindi mi sembra sia passato un sacco di tempo. Perciò è fantastico essere di nuovo qui. È sicuramente un tracciato impegnativo su cui rientrare, ma sono entusiasta. Ed è anche bello che sia arrivato l'annuncio proprio ora, quindi va tutto a meraviglia”.

Riguardo alla sicurezza di conoscere con largo anticipo i piani per il futuro, Hadjar mantiene i piedi per terra, dimostrando una maturità da veterano: “È bello, fa piacere, ma è naturale. Non sono qui con la speranza nel cuore, sono qui per mostrare quello che so fare in pista e, di conseguenza, il resto viene da sé. In un certo senso è la norma”.

Lo stop forzato è stato causato da un infortunio al polso che ha richiesto pazienza e lavoro specifico. Sollecitato sulle sue attuali condizioni e sulla presenza di eventuali limitazioni nei movimenti, il pilota ha rassicurato tutti: “Sì, va abbastanza bene per guidare, ed è tutto ciò di cui ho bisogno”. Spiegando nel dettaglio la natura del problema e il percorso di recupero, Hadjar ha aggiunto: “Ho una piccola frattura nella parte esterna del polso ed è un processo piuttosto lungo. Non ho avuto bisogno di interventi chirurgici, quindi sta guarendo tutto in modo naturale e ci vuole del tempo. Farà ancora un po' male per un po', ma ormai sono quasi passate sei settimane e la struttura è abbastanza solida da resistere alle sollecitazioni. Ho fatto un test al simulatore ed è andato bene. Credo che sia un ambiente del tutto simile all'abitacolo, anzi, praticamente identico. Quindi, se va bene al simulatore, tra l'adrenalina in pista e tutto il resto, penso che sarò a posto. E sì, le sessioni di allenamento non sono state divertenti, dato che praticamente non ho potuto fare nulla con l'arto sinistro. Quindi sì, è stato un po' noioso”.

Stare a guardare i propri colleghi correre non è stato semplice. L'assenza dalle corse ha fatto riemergere quanto sia fondamentale la competizione pura nella quotidianità di un pilota: “Cosa mi è mancato di più? Semplicemente la competizione. La pressione e la lotta in pista. Quando ti fermi, ti rendi conto che la vita è un po'... piatta e noiosa. Vuoi solo tornare. Sono state un paio di settimane frustranti, quindi ora è bello ritornare nella mischia”.

Sulle aspettative per il weekend azero, Hadjar preferisce non fissare traguardi precisi ma punta dritto al gruppo di testa: “Obiettivi particolari? No. La macchina è competitiva e voglio solo essere lì nel mezzo, a giocarmela con i ragazzi davanti. Tutto qui”.

Il lavoro di Lawson e il confronto tecnico

Durante la sua assenza, a rilevare il sedile è stato Liam Lawson, che ha disputato tre appuntamenti consecutivi accumulando chilometri e dati utili. Un lavoro che Hadjar ha apprezzato e che potrebbe rivelarsi un vantaggio anche per il suo rientro: “Penso sia utile avere un pilota che guida un'altra monoposto e sale sulla nostra... Ovviamente la Red Bull è superiore alla RB, ma è utile sentire da lui quali sono i punti deboli della nostra vettura, se ce ne sono. Direi che è stato interessante sotto questo aspetto. Non entro nei dettagli, ma per noi è stato un feedback molto prezioso. Sì, ha fatto davvero un ottimo lavoro”.

Pubblicità