"Ho fatto quasi tutta la gara con la macchina rotta": la verità di Verstappen e il retroscena sulla clamorosa rimonta di Interlagos

'Ho fatto quasi tutta la gara con la macchina rotta': la verità di Verstappen e il retroscena sulla clamorosa rimonta di Interlagos
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Diciannove posizioni recuperate nel caos di San Paolo, ma dietro la capolavoro di Max Verstappen c'è un mistero aerodinamico e una monoposto diventata inguidabile: le sue parole
8 novembre 2026

Il talento puro ha la capacità di mascherare i problemi, di distorcere la percezione di quello che sta davvero accadendo in pista. A guardare la corsa di Max Verstappen a Interlagos, la sensazione dominante per lunghi tratti è stata quella di una lezione di guida sotto la pioggia, l'ennesima magistrale arrampicata dalla ventunesima alla seconda posizione. Eppure, dietro il sorriso di chi si porta a casa un podio partito dal fondo della griglia, il fuoriclasse olandese nasconde una frustrazione sottile. Quella di chi sa che l'impresa avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di ancora più grande, se solo la sua Red Bull non si fosse trasformata in un rebus aerodinamico a metà gara.

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L'avvio di Verstappen è stato uno di quelli che riconciliano con l'essenza del motorsport, pur non essendo stato privo di sbavature allo spegnimento dei semafori. "Ho avuto un tempo di reazione molto lento al via perché stavo impugnando male la frizione, quindi ho dovuto reagire al limite ed è stato un mio errore. Nelle prime tre curve sono stato un po' sfortunato, c'era un ingorgo con tre o quattro vetture che mi bloccavano", ha raccontato Max a fine gara. Ma è bastato superare il primo imbuto per far emergere una superiorità schiacciante: "Nel giro di due passaggi volavo letteralmente sulle altre macchine, quasi a ogni curva. Avevamo molto più grip rispetto alla media del centro gruppo e tutto è accaduto molto velocemente. Quando parti così indietro devi cercare di superare chi hai davanti il prima possibile. Il primo stint è andato davvero molto bene, siamo rientrati subito in Top 10 e il passo non era affatto male".

Con l'asfalto bagnato, la classe dell'olandese ha fatto il resto su un tracciato che permette di inventare nuove traiettorie. "Sul bagnato hai qualche opportunità in più per superare, puoi percorrere linee diverse ed è una pista che aiuta molto il racing sia con la pioggia che con l'asciutto. Devi sentirti a tuo agio con la macchina per poter rischiare un pizzico in più, ed è qualcosa che qui con me ha sempre funzionato bene. Questa pista è sempre stata gentile con me fin da quando ho iniziato a correrci e a volte le cose scattano in modo più naturale rispetto ad altri tracciati".

La narrazione della gara ha però cambiato drasticamente registro non appena l'asfalto ha iniziato ad asciugarsi e nel box si è deciso per il passaggio alle coperture da asciutto. "Non appena sono passato alle slick, ho accusato una quantità estrema di sovrasterzo nelle curve ad alta velocità, il che ha reso la macchina super difficile da guidare", ha spiegato Verstappen con grande lucidità. "Dobbiamo capire se si è rotto qualcosa, se c'è stata una perdita aerodinamica o altro, perché questo comportamento non era normale. Sono molto felice del secondo posto, ma allo stesso tempo so che c'era molto di più in palio se la vettura fosse stata in buone condizioni. Purtroppo non è stato così: ho fatto praticamente la maggior parte della gara con una macchina che non era a posto. Anche quando alla fine siamo tornati sulle intermedie, la risposta era il giorno e la notte rispetto al primo stint, a dimostrazione che qualcosa non andava".

Nonostante il vizio di forma di una vettura ferita, Verstappen ha messo in pista la maturità agonistica di chi sa quando spingere e quando accontentarsi, affrontando la corsa senza la pressione del campionato. "L'anno scorso non avevo nulla da perdere perché stavo cercando di ricucire il divario in classifica, e oggi non essendo in lotta per il titolo era una sensazione simile. Partendo dal fondo non hai niente da perdere, non significa che guidi da pazzo, ma cerchi solo di fare una buona gara e raccogliere più punti possibili. Avevamo bisogno di questo risultato per il Mondiale Costruttori e spero che ci imposti al meglio per un finale di stagione in cui possiamo imparare ancora molto da applicare sulla monoposto del prossimo anno".

Il pensiero corre già alla prossima tappa di Las Vegas, un appuntamento che si preannuncia complesso per la gestione delle temperature e dell'energia sui lunghi rettilinei. Ma il GP del Brasile lascia in eredità l'ennesima conferma: anche quando la meccanica decide di voltargli le spalle, il fattore umano di Max Verstappen sulle piste vere continua a fare tutta la differenza del mondo. E l'olandese ci ha tenuto a chiudere con la solita battuta: "Per il futuro mi piacerebbe semplicemente partire un po' più avanti. Le dodici ore perse per essere finito in fondo alla griglia non me le ridarà più nessuno, sono andate per sempre... Quindi l'anno prossimo cerchiamo di partire un po' più avanti, per favore!".

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