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Il Gran Premio del Brasile non fa sconti e sul bagnato di Interlagos l'asfalto si trasforma in un giudice spietato, capace di premiare l'istinto o di punire severamente un singolo attimo di confusione. Per Lewis Hamilton la domenica brasiliana si chiude con l'amaro in bocca e l'assunzione totale delle responsabilità, al termine di una corsa vissuta sul filo dei millisecondi e condizionata da un'evoluzione meteo che ha rimescolato le carte nel momento chiave.
Costretto a una difficile rimonta dal fondo dello schieramento a causa delle penalità tecniche, il sette volte campione del mondo aveva iniziato a respirare buone sensazioni non appena il tracciato aveva iniziato a bagnarsi con regolarità. Il feeling con la vettura sembrava dare i suoi frutti, restituendo la percezione netta di poter risalire la china grazie a un passo incoraggiante. "L'ultima informazione che ho avuto è che la pioggia è rimasta costante. In quelle condizioni mi sentivo abbastanza bene, avevo abbastanza grip e pensavo di stare recuperando”, racconta Lewis analizzando la fase centrale della sua corsa, quando la monoposto rispondeva ai comandi e la zona punti sembrava un obiettivo concreto.
Poi, il momento che ha spaccato in due la gara, consumato in una manciata di metri all'ingresso della corsia dei box, dove un'incomprensione sul timing della chiamata ha tagliato fuori il #44 dal treno giusto, lasciandolo in pista con la mescola meno indicata mentre il tracciato diventava una lastra di ghiaccio. "Arrivavo all'ultima curva appena prima dell'ingresso box, non ho capito di rientrare, per cui era abbastanza difficile in quel momento”, spiega Hamilton ai microfoni di Sky, ricostruendo l'istante in cui la comunicazione muretto-pilota si è spezzata nel frastuono del diluvio brasiliano.
Un errore di percezione amplificato dalla rapidità con cui il meteo di Interlagos sa cambiare volto, trasformando una leggera bagnata in un acquazzone torrenziale che ha colto tutti di sorpresa, soprattutto nei tratti più esposti del primo settore. "E poi mi sono reso conto che pioveva sempre di più nel primo settore, la prima metà del giro. E se avessi saputo, sarei rientrato, una volta che ero all'ultima curva, mi sono reso conto che era molto bagnato. Per cui mi è mancato un pochino di formazione e alla fine la decisione è stata mia. E chiedo scusa al team per questo, però come sempre dobbiamo cercare di migliorare e crescere insieme".