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Un talento puro non sa accontentarsi, nemmeno nel giorno in cui scrive un’altra pagina di storia. Andrea Kimi Antonelli chiude il Gran Premio del Brasile al quinto posto dopo una prestazione da staccatore di razza nei primi giri, festeggiando insieme alla Mercedes la conquista del titolo Costruttori 2026. Un traguardo straordinario, arrivato appena una settimana dopo l'alloro iridato piloti festeggiato in Messico, che suggella una stagione da fenomeno assoluto. Eppure, a motori spenti nel paddock di Interlagos, negli occhi del ventenne bolognese non c'è la gioia sfrenata di chi si adagia sugli allori, ma il rammarico viscerale di chi sentiva la vittoria a portata di mano.
Intervistato dai microfoni di Sky Sport F1 a fine gara, Antonelli ha dedicato il primo pensiero al box di Brackley, consapevole del peso specifico di una doppietta iridata che riporta la Stella Cometa sul tetto del mondo: "Prima sono contento per il team perché comunque se lo meritano e poi mi ha dato una grandissima possibilità quest'anno, grazie a loro sono riuscito a realizzare uno dei miei sogni". Parole da leader maturo, che sposta subito il focus sul lavoro di squadra prima di analizzare una corsa che, prima del cambio gomme, lo vedeva assoluto protagonista per il gradino più alto del podio.
La svolta amara della gara di Kimi è arrivata infatti con il passaggio agli pneumatici da asciutto. Dopo uno stacco frizione perentorio al via e una prima fase di gara condotta con l'autorità di un veterano sul bagnato di San Paolo, il comportamento della sua W17 è improvvisamente cambiato, trasformando la guida in una scommessa a oltre trecento all'ora: "Però riguardo alla gara è un peccato perché credo di poter vincere benissimo. Purtroppo da quando ho messo le slick ho sentito qualcosa di strano nel posteriore e soprattutto nelle curve di sinistra ad alta velocità, la macchina era molto instabile, anche in curve che non dovrebbero essere un problema, per esempio le ultime due sinistre, il posteriore era lì che si muoveva".
Un’anomalia invisibile ai dati della telemetria ma chiarissima nelle mani del pilota, culminata nel brivido di un testacoda improvviso a S do Senna che gli ha fatto perdere il treno della testa: "Dopo anche in curva 1 diciamo che quando sono andato a girare lo sterzo è partita di colpo senza neanche dare alcun avviso, quindi è un peccato perché oggi la vittoria era lì e soprattutto dopo la partenza che ero riuscito a fare è un peccato".
Nonostante un retrotreno ballerino e l'amarezza per un successo sfumato tra le pieghe di Interlagos, Antonelli ha stretto i denti portando a casa i punti decisivi per chiudere i conti del campionato Costruttori. È il marchio di fabbrica dei campioni: soffrire quando la tecnica rema contro e trasformare persino un quinto posto amaro in una festa iridata per tutta la squadra.